Consiglio/Porto, rifiuti e politica energetica

Ne esce bene la giunta Messinese dal tiro incrociato di interrogazioni grilline nella seduta di Question time di martedì scorso.

Se le provocazioni dei quattro consiglieri M5S (Virginia Farruggia, Giudice, Morgana, Amato) dovevano servire a umiliare sindaco e vicesindaco si è sicuramente sbagliato il tiro. Questo non significa che l’esecutivo è immune da colpe, ma con il rodaggio di un anno, ha imparato a dare risposte a tutti coloro che provano ad attaccarlo. Risposte immediate, anche circostanziate e ben motivate, ma anche qualche tentennamento che si conclude col classico detto: “Ci stiamo lavorando, vedremo al più presto,e così via...”. 

Ci sono stati momenti in cui l’atmosfera si è surriscaldata raggiungendo tensioni altissime quando Messinese più che difendersi ha attaccato i grillini rispondendo per le rime sulla questione rete idrica a Manfria e sulla raccolta rifiuti. Quasi una interrogazione al contrario rivolta ai suoi ex compagni di Movimento i quali si sono limitati a dichiararsi insoddisfatti delle risposte. 

 

Sulla realizzazione della rete idrica a Manfria a fine agosto c’è stato un tiro incrociato del gruppo consiliare 5 stelle di dichiarazioni-interrogazioni con le quali si chiedeva al sindaco di spiegare la posizione della Regione del 19 maggio 2016 (assessorato regionale Energia e Servizi pubblica utilità) e rendere note le più recenti disposizioni di sua eccellenza il prefetto. C’è il sentore che Regione e prefettura potrebbero mettere in forse il proseguimento del progetto inaugurato questa estate in gran pompa con tanto di brindisi con l’acqua che sgorgava dalla tubazione realizzata di recente. Forte dell’appoggio indiscutibile degli abitanti che sono stati interessati dalla nuova condotta idrica e documentato sulle procedure, Messinese oltremodo stizzito ha risposto agli interroganti con una domanda quasi scontata. «Che cosa avrei dovuto fare – ha detto il primo cittadino – attendere altri dieci anni in attesa che Caltaqua realizzasse la condotta e negando ai cittadini consorziati che ci mettevano i loro soldi una opportunità con tutti i crismi della legalità?».

 

E’ certo un fatto che ci saranno degli sviluppi futuri sulle procedure adottate, tutti da scoprire e saranno grane per la giunta Messinese. Altra problematica molto più scottante approdata in aula consiliare e sempre su iniziativa del gruppo 5 stelle con l’esclusione della Cavallo che decide sempre autonomamente quando intervenire, è stata la questione porto rifugio. Un argomento su cui si sono innescate polemiche e insulti incrociati da parte del pubblico all’indirizzo della giunta ma anche verso la regione ed al suo presidente. Una situazione del porto ormai divenuta insostenibile per gli interventi di dragaggio ormai improcrastinabili. Sembra assistere al gioco delle parti: giunta Messinese da una parte e regione siciliana dall’altra, col comportamento fumoso di Eni che non nega le somme promesse, ma che di fatto ancora non le sborsa sino a quando non si firma il protocollo.

 

Il cane che si morde la coda e intanto si assiste al dilatamento dei tempi che esasperano tutti gli operatori che vivono del porto di Gela. I più maligni attribuiscono questo stato di cose ed il palleggiamento delle responsabilità alla regione siciliana e specificatamente al governatore Crocetta che si guarderebbe bene dal lasciare il merito della conclusione di questa operazione (elettoralistica?!) al sindaco Messinese. Le settimane scorse si è gridato al lupo al lupo contro l’amministrazione che sembrava frenasse ogni iniziativa del comitato e del gruppo di lavoro comunale. Mentre alla luce dei fatti il vice sindaco Siciliano in risposta all’interrogazione del capogruppo Pd Cirignotta, con calma e determinazione ha riferito che «l’amministrazione è pronta già domani a firmare il protocollo avendo già fatto tutto quanto era in suo potere». 

 

Addirittura Siciliano è andato oltre, offrendo la disponibilità degli uffici comunali nel completare l’iter progettuale. Dichiarazioni che hanno mandato su tutte le furie alcuni consiglieri comunali e alcune frange del pubblico presente.«Ma come – dicevano alcune persone dagli animi accesi ed esasperati- avevano detto che era l’amministrazione a mettere cavilli e stasera invece apprendiamo che non manca per loro?  Non sappiamo più a quale santo votarci».

 Ma quando si faranno questi lavoro di dragaggio dato che la bozza di protocollo è pronta? Enzo Cirignotta assicura che si faranno e al più presto. “Lo potete scrivere tranquillamente” Ci dice.   

Intanto le discussioni tra operatori del porto e consiglieri continuano fuori dall’aula consiliare, prima nell’androne adiacente e quando i messi comunali chiudono porte e candello, anche fuori dinanzi al Municipio. 

 

La domanda che i pescatori e i portuali, venuti in massa ad assistere ai lavori, si chiedono sgomenti è: «Ma è possibile che prima si diceva che mancava la firma del sindaco, ora invece manca per Crocetta? Ma questo porto si fa o no si fa?». I dubbi si accavallano. Dicono che ci sono tutte le autorizzazioni, i progetti, le procedure ormai sono state tutte rispettate. Si sono fatti incontri a Palermo, conferenze al club Vela per dire che tutto è a posto, ma alla luce dei fatti ancora si perde tempo portando la gente all’esasperazione. «Entro 15-20 giorni si firmerà l’accordo – ci confida Cirignotta -  son trascorsi due mesi e ancora non si sa nulla. C’erano alcuni punti da perfezionare. Sembra ora che l’amministrazione ha ricevuto dalla Regione gli ultimi tasselli da sistemare e pare che la bozza è ormai pronta per la firma di Eni, Regione e Comune. L’Eni mette i soldi alla Regione e la Protezione civile può passare dalla progettazione definitiva alla progettazione esecutiva. Posso affermare sulla base di notizie che mi giungono da Palermo, che è imminente la convocazione delle parti per la firma del protocollo. C’è anche la conferma di stasera del vice sindaco Siciliano».

 

Tornando alle interrogazioni, i 5 stelle hanno chiesto delucidazioni all’amministrazione sugli impianti di termo ossidazione dei rifiuti Energika all’interno delle aree dismesse Eni.

In sostanza, Virginia Farruggia che ha posto l’interrogazione, ha domandato al vice sindaco Siciliano quali saranno le tecniche e la tipologia degli investimenti da realizzare, ossia le tecnologie utilizzate, l'impatto ambientale, le ricadute socio economiche del progetto dell'azienda Energika. 

Siciliano ha spiegato che oltre al progetto di Energika, impianto di termo ossidazione dei rifiuti da 50.000 tonnellate annue, c'è anche una proposta per realizzare all'interno dell'area dismessa della raffineria di Gela di un liquefattore di rifiuti che consente di ottenere biolio e biometano, ed un impianto di Eni con tecnologia Waste to Fuel sempre di trasformazione dei rifiuti umidi in acquosi per arrivare al biolio.  Riguardo al progetto di Energika, l'assessore Siciliano ha detto  di averlo visto e considerato valido. Ha assicurato, infine, che non si tratta di inceneritore di rifiuti e chiunque voglia saperne di più le informazioni sono a disposizione di tutti.

 

Enzo Giudice (M5S) è tornato sulla questione fatture gonfiate di Caltaqua, interrogazione già presentata nel precedente Question time, per sapere se l’amministrazione ha effettuato i dovuti controlli.  L’assessore Morello ha risposto che l’amministrazione sta provvedendo alla elaborazione di un provvedimento da notificare alla società spagnola. 

Bypassata la quarta interrogazione per l’assenza della proponente del gruppo Megafono Sara Bonura, è stata la volta di Cirignotta con una richiesta di chiarimenti su eventuali assunzioni che sarebbero avvenute alla Ghelas Multiservizi per chiamata diretta. L’assessore Morello, sulla base della documentazione acquisita, ha detto di escludere che si sia dato seguito ad assunzioni. Il capogruppo Pd però è stato molto duro quando ha affermato di avere avuto notizie dirette e certe sulla questione assunzioni. Alla fine si è appellato ad una maggiore trasparenza dell’amministrazione trattandosi di società partecipate e controllate. 

 


Commenti   

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