Le cavolate di certi politica

Da Gela ci si affaccia all’Africa, ma non solo: la latitudine di Gela è più a sud di Biserta, una delle più importanti città tunisine.

Quindi a buon diritto prenderò in prestito un famoso proverbio africano, quello del leone e della gazzella che, ogni giorno, al sorgere del sole, iniziano a correre, il leone per mangiare e la gazzella per salvarsi. Ma lo ripropongo in salsa gelese. Ogni giorno un politico di maggioranza si sveglia e sa che dovrà sparare tante cavolate o verrà dimenticato. Ogni giorno un politico di opposizione si sveglia e sa che dovrà sparare tante cavolate o non andrà mai ad amministrare. Non importa che tu sia di maggioranza o di opposizione, l’importante è che spari cavolate.

 

Partiamo dall’ultimo incontro con l’Eni avvenuto il 19 settembre, per lo sciagurato protocollo d’intesa firmato il 6 novembre 2014. Ho più volte affermato che l’Eni è inaffidabile, cambia idee ed impostazioni industriali come una banderuola, ed ecco che si rimettono in gioco cifre ed impianti del protocollo: non più piattaforma a mare, ma a terra. E dobbiamo dire grazie all’Eni, perché quella a mare non salvaguardava a sufficienza l’ambiente! Mancano 800 milioni di investimenti ma non dobbiamo avere paura: verranno trasferiti sugli impianti a terra e addirittura l’indotto godrà di nuova e più ampia occupazione. Tutto in fiducia, naturalmente, visto che nei dettagli ancora non si conosce nulla dei nuovi piani industriali. E chi potrebbe essere così pazzo da non avere fiducia in mamma Eni? Non ci resta che attendere i dati.

 

L’amministrazione comunale (soprattutto il vicesindaco Siciliano) fa da “spalla” all’Eni, e riafferma la convinzione che tutto procede comunque bene. Ma siccome (per dirla con Andreotti) il potere logora chi non ce l’ha, ecco la reazione del Pd, che si dice “preoccupato” e organizza incontri con i propri rappresentanti governativi per “dare una mano”.  E qui siamo alle comiche: il Pd che ha permesso lo sciagurato accordo del 2014, tra l’amministrazione comunale Pd, il governo regionale Pd, il governo nazionale Pd, Confindustria portaborse del Pd, i sindacati attaccati al carro del Pd e l’Eni amministrata da nominati del Pd, all’improvviso si sveglia e vorrebbe ulteriormente prendere in giro la città che (pensano, ma pensano male) dovrebbe avere dimenticato, dopo due anni, quelli che sono stati gli artefici di tutto, gli artefici della crisi economica cittadina, gli artefici della “diaspora” di migliaia di gelesi verso altri lidi lavorativi.

 

È lo stesso Pd che all’Assemblea regionale siciliana è autore, insieme ai suoi alleati di governo, di un abuso e di un sopruso verso la città, negando il passaggio alla Città metropolitana di Catania; quel Pd il cui rappresentante gelese Arancio si prende la briga di andare in 1ª Commissione per affermare che, a suo avviso, il referendum confermativo non è stato valido, accompagnato da un fido scudiero che è espressione di quei baldi giovani che adesso distribuiscono volantini per ricordare al sindaco che occorre darsi una mossa per il ricorso. Ma a che gioco giochiamo? La finiamo o no di sparare immani cavolate tentando di prendere in giro l’intelligenza dei cittadini? La battaglia di Gela per il passaggio con Catania continua e non si fermerà, ma senza sotterfugi e sempre a viso aperto. E attenzione, perché a furia di sparare cavolate, verrà il momento che, secondo l’antico proverbio africano, qualcuno dovrà cominciare a correre. Per non essere raggiunto da chi gli chiederà conto del suo operato.


Commenti   

0 #1 viagra_sale smithd20@gmail.com 2017-01-10 18:26
sale1genericv.com/ , is a valuable successful and effective medicine or drugs for impotence.
Citazione

Aggiungi commento