Il secolo d’oro di Kirk Douglas

Qualche anno fa l’American Film Institute ha inserito Kirk Douglas (nella foto) al diciassettesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema, e non a caso. Douglas, grazie al suo smisurato talento e a quella faccia irregolare ma portentosamente cinematografica, è stato uno degli attori più popolari ed amati dal pubblico.

Ancor più lo divenne quando interpretò sul grande schermo Spartacus, l’invitto gladiatore che osò sfidare le legioni di Roma. Un ruolo che gli ha portato fortuna nella carriera ed anche nella vita. Nato ad Amsterdam, nello Stato di New York, il 9 dicembre del 1916 da immigrati ebrei, Kirk si laureò in Lettere, prima di diplomarsi all' American Academy of Dramatic Arts di New York. 

 

Trasferitosi a Hollywood, subito dopo la guerra esordì nel cinema nel 1946, e il suo primo grande successo fu Il grande campione (1949). Nel 1954 ha fondato la Bryna Productions , divenendo anche produttore dei suoi film. Nel 1956 ha interpretato il ruolo di Vincent van Gogh nel film Brama di vivere, diretto da Vincente Minnelli, mentre del 1957 è stato il protagonista di Orizzonti di gloria, pellicola antimilitarista diretta da Stanley Kubrick. Sempre con Kubrick, nel 1960, Douglas ha interpretato Spartacus, film che lo ha consegnato per sempre al mito.

 

Ma l’attore ha girato pure molti western di successo come Sfida all'O.K. Corral (1957) di Howard Hawks. Complessivamente ha preso parte a 75 film, che gli hanno procurato tre candidature all’Oscar ed un Oscar alla carriera nel 1996. Impegnato nel sociale, si è battuto a livello istituzionale perché gli Stati Uniti d'America chiedessero perdono per la schiavitù delle persone deportate dall'Africa, e per le ingiustizie che gli afroamericani hanno sempre patito. Sposatosi due volte, dapprima con l'attrice Diana Dill, e in seconde nozze con la produttrice Anne Buydens, Kirk ha avuto 4 figli, il più noto di quali è Micheal Douglas (con lui nella foto), anch’egli attore di successo. I 100 anni di Kirk non sono soltanto un miracolo biologico, ma anche la prova che la volontà e la determinazione possono davvero allungare la vita. Non a caso egli ha superato un grave ictus, cavalcando la malattia, così come ha saputo cavalcare, sempre da protagonista, il “secolo più lungo” dell’Umanità.