Riflettori accesi sulla città Arte, storia e cultura per ripartire

«Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere», così scriveva Oscar Wilde.

«E anche Gela abbraccia l’arte e ci auguriamo che l’arte abbracci sempre questa città, perché attraverso di essa possiamo veramente guardare ad un futuro migliore. L’arte ci fa capire che la vita può essere vissuta in modo più pieno e più consono a ciò che noi siamo rispetto anche al futuro che stiamo cercando di costruire». Queste le parole pronunciate dall’assessore Salinitro alla conferenza stampa di mercoledì, durante la quale è stata presentata "Research", una mostra di pittura, fotografia, scultura, grafica e design che sarà inaugurata domenica 18 dicembre alle ore 18.00 presso i Granai Ducali. Un’iniziativa promossa da ManSourcing, 2CWorkshop Design e Uncle Jack, con il patrocinio del Comune. Prodotto di una collaborazione tra artisti gelesi e calatini. 

 

Cinquanta gli artisti, siciliani e nazionali che esporranno la propria ricerca stilistica. Vedere tanti artisti insieme, può rappresentare un punto di incontro tra il fruitore e l’artista, un modo per avvicinare la gente all’arte nelle sue molteplici forme e colori. La mostra avrà anche uno spazio dedicato alla danza, nello specifico al tango argentino, che arricchirà in modo dinamico ciò che il pubblico andrà a vedere. 

«Sarà un’occasione – ha affermato il sindaco – per ammirare opere di diversa natura e incontrare il mondo dell’arte a 360°. Spero che i cittadini coglieranno questa opportunità». 

 

La cultura, attraverso l’arte e altre forme artistiche è, sicuramente, uno dei veicoli per la crescita della nostra città. «Eventi come questi – ha proseguito l’assessore Salinitro  – sono sempre i benvenuti e meritano tutta la nostra attenzione. Stiamo cercando di fare un lavoro multidirezionale per tirar fuori la nostra città dalle secche, dallo scontato, per darle un’immagine diversa. Anche il reportage di RaiStoria – ha aggiunto – a parte di quel processo di informazione della città molto più obiettivo e vero che servirà per portare la città in lidi migliori. Siamo lavorando perché si arrivi a questo». 

 

Per circa 15 giorni, la troupe di RaiStoria è stata in città proprio per realizzare il reportage che andrà in onda ad aprile. Un’intera puntata dedicata a Gela. 

«Le città protgoniste del nostro documentario  ?  ha detto Eugenio Farioli Vecchioli (nella foto), autore e capo progetto del programma  ?  hanno tutte un rapporto con il mare che nel tempo è cambiato e che cercano di recuperare. Sono città, (Genova, Trieste, Livorno, Taranto e Gela), che hanno vissuto delle situazioni particolari. Anche la scelta del nome del programma "Mare Nostrum" non è casuale. Vorremmo ritornare al significato originale di questa locuzione, anche se i latini mettevano l’aggettivo prima: Nostro mare. Un modo, quindi, per tornare al Mediterraneo come il mare che conosciamo, il nostro mare. Racconteremo l’importanza di Gela, della sua storia gloriosa. In questa città – ha continuato  – sono successe pagine di storia importanti che spesso non vengono citate.

 

Le vicende storiche su cui ci concentreremo sono quattro: La fondazione della città. Parleremo della colonia greca partendo dai preziosi ritrovamenti della nave greca e altri reperti; lo sbarco degli americani con materiale d’archivio e testimonianze inedite; il dopoguerra e l’avvento del petrolchimico: un fenomeno di industrializzazione molto forte e chiuderemo con alcune riflessioni sul presente, il futuro di questa città e le possibili strade da percorrere. Gela – ha concluso – è una città particolare, a tinte molto forti. Fatta di luce e di ombre. È molto viva, ma al contempo siciliana. Ha un tratto di costa molto bello. Ci sono anche tante cose che andrebbero fatte: una migliore tutela del patrimonio artistico, storico e culturale. Sicuramente è una città che ha un grande potenziale».