In ricordo di Giuliano Gemma, l’attore più amato degli anni ‘60

In ricordo di Giuliano Gemma, l’attore più amato degli anni ‘60

Esattamente 10 anni fa, nel 2012, incontrai Giuliano Gemma (nella foto) nella sua bella casa di Via della Lungara a Trastevere.

Con l'attore che avevo conosciuto qualche anno prima grazie al fraterno amico comune Nino Benvenuti, avevamo discusso di una sua partecipazione al mio progetto cinematografico La notte del vino amaro. Giuliano aveva accettato di interpretare il ruolo del gerarca fascista Vittorio Salemi e quel giorno trascorremmo insieme un bellissimo pomeriggio, tra storie e aneddoti che riguardavano la sua carriera.  Gemma sarebbe morto l'anno successivo a causa di un incidente stradale.

Scompariva una persona splendida e un eccellente attore, ma nasceva il mito di quello che è stato uno dei più grandi personaggi del cinema italiano degli Anni '60 e '70. Anzi, senza parafrasi, possiamo ben dire che Giuliano Gemma sia stato l'attore più amato e più popolare di quegli anni, più degli stessi Gassman, Sordi, Mastroianni, Manfredi, e Tognazzi. La riprova sta nel fatto che l' attore romano detenne per 5 anni consecutivi il record d'incassi, grazie ai suoi western di cui fu inimitabile protagonista.

E difatti Una pistola per Ringo, il ritorno di Ringo (una rivisitazione dell'Odissea nel vecchio west), Un dollaro bucato, Arizona Colt, I lunghi giorni della vendetta, I giorni dell'ira, Per pochi dollari ancora, etc. dominarono al botteghino incassando più degli stessi film di Totò e di Sergio Leone, padre del western all'italiana che pure aveva firmato capolavori come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono , il brutto e il cattivo.

Nei panni di Ringo, il pistolero infallibile dal cuore d'oro,  Giuliano Gemma, che ad inizi carriera aveva adottato il nome d'arte Montgomery Wood, divenne celebre in tutti i continenti. Nei paesi asiatici come Giappone, Cina e Vietnam era un vero idolo. Ma anche in Germania, Spagna, negli Stati Uniti e nei paesi latino americani.  C'è da dire però che l'attore non raggiunse la popolarità per i western, se si considera che il suo primo grande successo fu un peplum dal titolo Arrivano i titani, girato nel 1962 (esattamente 60 anni fa!) per la regia di Duccio Tessari. Una pellicola che lo lanciò nel firmamento cinematografico in maniera clamorosa e prepotente.

I segreti del successo di Giuliano? una bellissima figura (non a caso veniva chiamato anche faccia d'angelo), delle capacità atletiche e acrobatiche non comuni che gli derivano dal fatto che aveva lavorato a lungo nel circo, e poi una innata straripante simpatia. D'altronde che l'attore fosse un predestinato al successo si poteva immaginare dal suo esordio nel 1959 in Ben Hur dove ricopriva il piccolo ruolo di un centurione, e poi nell'interpretare nel '63 un capitano garibaldino ne Il gattopardo di Luchino Visconti.

Nella maturità Giuliano girò anche film d'impegno con autorevoli registi. Potremmo citare per tutti Il prefetto di ferro di Pasquale Squitieri; Un uomo in ginocchio di Damiano Damiani sino ad arrivare a Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli e Il deserto dei tartari, diretto da Valerio Zurlini, dove nell'inusuale ruolo del cattivo convinse pubblico e critica vincendo pure il David di Donatello. 

Il mio ultimo ricordo di Giuliano è una sua telefonata giuntami mentre rientravo a casa. Si sviluppò un'amabile conversazione durata così tanto, 40 minuti, da preoccupare mia moglie che, lasciatomi sotto il portone, non sapeva che fine avessi fatto. L'ultimo western Gemma lo interpretò nel 1985, vestendo i panni di Tex Willer. Regista, lo stesso Tessari che lo aveva lanciato ne Arrivano i titani.

Il film sarebbe poi dovuto divenire una serie televisiva in 6 puntate, ma la Rai alla fine non finanziò il progetto. Ma Gemma, e quello è stato uno dei suoi rimpianti più grandi, avrebbe dovuto girare anche un western con Sergio Leone, con il quale spesso andava in viaggio negli Stati Uniti. Ma la prematura morte del regista impedì la realizzazione del film. 

Dal 2015 a Roma si organizza il Premio Nazionale Giuliano Gemma. Fui molto onorato quando nel 2017 venni invitato all'evento con il compito di premiare 2 fra i più promettenti giovani attori del cinema italiano: Vittorio Magazzù e Miriam Galanti. Fu quella una edizione straordinaria dove furono presenti personaggi come Gina Lollobrigida, Arthur Moss. Il presidente del Coni Giovanni Malagò e il grande Gianni Minà.

Nel 2018 fui pure felice di dedicare a Giuliano il mio Gelone, la spada e la gloria, un atto dovuto a un attore che dopo essere stato il mito della mia giovinezza mi fu anche amico.