A Natale affari così così per i commercianti gelesi

Un altro Natale magro per i commercianti gelesi. Certo, non peggio di quello che ci si poteva aspettare dopo la chiusura della raffineria, che ha praticamente falcidiato stipendi e tredicesime negli ultimi tre anni.

L’amministrazione comunale ha cercato come ha potuto di addolcire la pillola, che però resta amara. Non bastano luci peraltro poco luccicanti per far dimenticare ai gelesi la crisi, che inevitabilmente si ripercuote sui consumi natalizi.

I rappresentanti delle categorie analizzano il fenomeno, sollevando manchevolezze da parte delle istituzioni e della politica in generale. Ne abbiamo parlato con il presidente della Confcommercio Francesco Trainito e con Valentino Granvillano , presidente del Consorzio commerciale “Gela C’Entro”, un organismo, quest’ultimo, nato qualche anno fa per promuovere iniziative in favore dei commercianti del centro storico.

Ecco cosa ci hanno detto.

 

FRANCESCO TRAINITO, presidente Confcommercio

– Qual è landamento degli affari? Ci sono segnali di ripresa?

«In alcuni settori si registrano dei segnali di ripresa, in altri i segnali sono negativi. Stiamo vivendo e subendo una trasformazione dei punti vendita di Gela. Questo è dovuto anche ad una mancanza di pianificazione. A Gela non è mai stato approvato il Puc (Piano urbano del commercio). Via Venezia sta diventando il vero centro della città. Stiamo assistendo all’apertura di medie strutture di vendita. Ne apriranno tantissime. Non solo stiamo subendo questa trasformazione, ma non si è riusciti a migliorare quelle zone. Bisognerebbe subito eliminare la rotatoria all’incrocio tra via Butera e via Venezia, rimettere il semaforo e creare i parcheggi. Queste zone hanno registrato un aumento notevole delle vendite. Via Venezia ha sempre funzionato bene. Mancava il settore moda. Oggi funziona anche quello».

– Qual è la situazione in centro?

«Il centro storico sta subendo una trasformazione al contrario, che non è un male, ma la stiamo solo subendo senza gestirla. Nelle zone riqualificate come piazza Salandra e via Rossini, gli imprenditori hanno aperto delle attività. Il progetto denominato "Una via e tre piazze" è diventato mezza via e una piazza e mezza. Non è stato completato. Inoltre abbiamo, il Corso Vittorio Emanuele, che non è trasformabile in un’isola pedonale vera, cosa che noi vorremmo. Ci sono notevoli problemi di traffico e parcheggio. Invece di aumentarli, i parcheggi sono diminuiti. Il parcheggio Arena è abbandonato a se stesso. In Via Bresmes e piazza San Francesco non si può più parcheggiare. Idem sul corso, con l’estensione della Ztl. Bisogna trovare una soluzione e affrontare la questione in maniera strutturale. Le improvvisazioni non servono a nulla. Questo ha causato danni notevoli perché nessuno riesce a pianificare, motivo per il quale gli imprenditori non investono. Siamo in balia di nessuno. Non abbiamo il Pum (Piano Urbano di Mobilità) e il Put (Piano Urbano del Traffico), strumenti obbligatori e propedeutici che obbligano qualunque amministrazione a fare parcheggi, strade, tutto quello che occorre per poi effettuare la chiusura del centro storico».

– Il periodo che precede le feste, di solito, spinge la gente ad acquistare un po’ di più. Qual è la situazione? Rispetto all’anno scorso, ci sono dei segnali positivi?

«Ad oggi, purtroppo, i segnali non sono positivi. Abbiamo registrato un calo notevole delle vendite, circa il 30-40% in tutti i settori. Non solo la crisi, ma anche altri fattori sono cause e concause di questa diminuzione».

– Quali sue considerazioni circa gli eventi organizzati dall’amministrazione?

«Purtroppo, il calendario eventi è stato fatto in ritardo. Più volte mi sono confrontato con l’assessore D’Arma. Ha annullato tutto quello che c’era e ha preferito fare, nel segno della trasparenza, un bando pubblico. I tempi tecnici ci hanno portato a ridosso delle festività natalizie. Siamo felici. Abbiamo spinto per poter avere diverse attività durante il periodo festivo. Qualcosa si sta facendo. Sicuramente si poteva fare di più. Ci dicono che non ci sono soldi. Vorremmo capire i soldi del Comune dove sono, i soldi delle compensazioni chi li sta gestendo e come li sta gestendo; le royalties che arrivano ogni anno, che fine fanno. A noi sorge il dubbio che servano per pagare gli incarichi legali. Non è un attacco all’Amministrazione».

– Previsioni e prospettive economiche per il 2017 ormai alle porte?

«Stiamo puntando molto sul turismo. Siamo in contatto con una società che lavora nella zona del trapanese, specializzata in maniera particolare con gli stranieri. Sono venuti a fare i primi sopralluoghi. Stanno prendendo degli immobili da affittare. Dopo il 9 gennaio ci incontreremo e firmeremo il protocollo d’intesa. Uscirà anche una manifestazione d’interesse per chi vorrà partecipare. L’assessore al turismo, ha dato anche la disponibilità a dare il patrocinio gratuito. Siamo contenti di questo. Continuiamo a svolgere il nostro lavoro. Siamo imprenditori. L’obiettivo nostro ogni giorno è cercare un modo per fare business e aiutare gli altri a fare business. Potremmo fare molto di più se avessimo accanto a noi l’amministrazione. A noi piacciono i fatti, non le chiacchiere. Ci servirebbe sistemare corso Vittorio Emanuele, fare una campagna di sensibilizzazione, di marketing territoriale in Sicilia. Stiamo lavorando su una sagra vera. Vorremmo farla noi, anche se non dovrebbe essere il nostro compito. Ci dobbiamo sostituire a chi l’avrebbe dovuta organizzare. In primavera avremo novità in merito».

VALENTINO GRANVILLANO, presidente del Consorzio “Gela C’Entro”.

– Qual è l’andamento degli affari nei diversi settori?

«Sicuramente non positivo. Dovuto a vari fattori. La crisi è un dato di fatto, che il privato non può rivolvere. Può farlo l’amministrazione, ovviamente, non in brevissimi termini. E altre problematiche che nascono invece da mancate politiche adeguate, che la nostra amministrazione potrebbe dare nell’immediato. Il mercato del libro registra segnali positivi e un incremento rispetto all’anno scorso. L’abbigliamento vive un momento di transizione particolare. A gennaio partono i saldi. Ci sono diversi commercianti che fanno promozioni. Va anche detto che il fattore meteorologico non li ha aiutati. Il settore articoli da regalo, fortunatamente, continua ad andare avanti. Il settore del lusso ancora oggi funziona, sicuramente dedicato a pochi. Molti consorziati fanno presente che abbiamo due concorrenti: la via Venezia che dispone di parcheggi e i centri commerciali. Lì troviamo non solo i parcheggi, ma anche animazione, promozioni; molti negozi sono aziendali. Un pensiero comune è che se avessimo un centro storico adeguatamente addobbato, animazione, una sensibilizzazione e pubblicizzazione a largo raggio, una vera propria strategia di marketing sulla festività natalizia, probabilmente, l’andamento delle vendite andrebbe meglio. Ricordiamoci che un andamento positivo, oltre a far felice il commerciante, che salva il proprio posto di lavoro e l’attività, rende felice anche il dipendente che non rischia di essere licenziato. Oggi il centro storico non ha appeal. Le cause sono diverse. Innanzitutto, manca una riqualificazione».

– Come procedono le vendite in questo periodo

«Quest’anno sembrerebbe esserci qualche punto percentuale di ripresa. Gli ultimi quattro-cinque giorni sono quelli dove si registra sempre un picco. La ripresa l’abbiamo già notata ad ottobre. Seppur minima e lieve, bisogna essere sempre fiduciosi».

– In qualità di presidente di “Gela C’entro”, un commento sugli eventi organizzati dall’amministrazione comunale?

«Penso che l’assessore D’Arma si stia impegnando tanto. Non è colpa sua se oggi ci troviamo un appeal anche natalizio scadente, non perché il programma sia scadente, perché non si poteva fare di meglio considerato il breve lasso di tempo avuto e le risorse a disposizione. L’amministrazione comunale non ha ancora capito che le festività estive, natalizie, pasquali, il carnevale, sono un’attrazione, non soltanto per i bambini, ma per tutta la città. In altri centri limitrofi, lo hanno capito. Se non si comprende questo, investendo come se fosse un progetto manageriale, in questa città non cambierà mai nulla».