Studenti del Vittorini al "Corriere" per l'alternanza Scuola-Lavoro

Con la pubblicazione del giornalino Errore di Stampa si è conclusa l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro degli studenti della 4ª/A - Linguistico del Liceo scientifico Vittorini di Gela,

che per cinque mesi sono stati “ospiti” della redazione del nostro giornale. Venti, tra ragazze ragazzi, a gruppi di quattro-cinque, ogni pomeriggio, dal lunedì al venerdì, da novembre a marzo, hanno seguito il lavoro di redazione, imparando a scansionare fotografie, ad elaborare comunicati stampa, hanno appreso l’abc del lavoro di giornalista, dell’importanza delle fonti, di come si scrive un articolo di cronaca e tanto altro ancora. Oltre a frequentare la redazione, il progetto ha previsto “lezioni” a scuola, a cura del direttore del giornale Rocco Cerro. Gli studenti sono così passati dalla teoria alla pratica, cimentandosi nella elaborazione di articoli da pubblicare su Errore di stampa, il giornalino d’istituto che il Vittorini in epoche diverse aveva già pubblicato. Inizialmente titubanti nell’intraprendere questa nuova esperienza, si sono via via appassionati ed entusiasmati. 

 

Il mese scorso, nell’aula conferenze dell’istituto, si è tenuto con il direttore Cerro l’incontro concluso previsto dal percorso di alternanza, alla presenza del dirigente scolastico Angela Tuccio e degli insegnanti che hanno seguito i ragazzi in redazione, la prof.ssa di inglese Germana Impellizzeri e il prof. di italiano Franco Pistritto. Presenti anche le proff. Carfì docente di italiano della classe e Rosalba Trainito, coordinatrice dei percorsi di alternanza.

 

Nel corso dell’incontro è stato distribuito il giornalino, poi commentato dai ragazzi che hanno redatto gli articoli. Otto pagine in cui sono stati trattati gli argomenti più svariati, calati nella nostra realtà: c’è chi ha parlato dell’importanza dell’Open day (Stefania Irti e Nilea Zafarana), chi si è sentito pronto a cimentarsi con la politica, intervistando il sindaco della città (Tania Abbisso), chi ha scritto della mancanza di lavoro a Gela a seguito della chiusura della raffineria (Aurora Fausciana), chi sulla figura di Eschilo e sulla grecità dei gelesi (Ivan Greco); e poi ancora l’èra di Donald Trump (Simona Caci), la marcia delle donne e il femminismo (Carolina Scerra), la funzione educatrice della musica per i giovani dell’oratorio salesiano (Adriana Cinardo), pittura (Stefania Irti), Il rap a Gela (Francesco Cannilla).

 

C’è stato anche chi si è occupato di cultura, dell’ultimo romanzo di Silvana Grasso, cimentandosi anche in una intervista (Alessandra Salamone), chi ha svolto una indagine tra le librerie per capire cosa leggono i gelesi (Noemi Maria Iozza), chi ha intervistato un giovane fumettista (Aurora La Russa), chi ha scritto delle tendenze della moda (Mirea Minardi), chi ha intervistato Koscanyo, stilista locale (Giulia Rezzi). Altri ancora si sono cimentati a scrivere sulla cucina siciliana (Giulia Ciaramella), altri della riapertura del Teatro comunale (Sofia Botta) o sulle compagnie teatrali locali (Alice Arena), chi ha ripercorso la storia del cinema in città (Alessandra Sanzo). Infine c’è chi si è occupato di sport, sia delle squadre locali (Nilea Zafarana) chi delle strutture (Chiara Rinzivillo). 

 

I ragazzi hanno voluto condividere con i loro compagni d’istituto il resoconto delle giornate trascorse in redazione, raccontando in prima persona l’esperienza vissuta man mano come momento di crescita personale, venendo a contatto con un mondo – quello dell’informazione – poco conosciuto e frequentato. E qualcuno di loro ne è rimasto talmente affascinato da voler continuare gli studi nel settore del giornalismo. Nell’editoriale a firma della redazione i ragazzi hanno espresso così la loro opinione:

 

«Siamo sinceri. Quando la dirigente della nostra scuola, prof.ssa Angela Tuccio, ci ha prospettato la possibilità di svolgere la nostra esperienza nell’ambito dell’Alternanza Scuola-Lavoro nella redazione di un giornale, abbiamo avuto tutti un’espressione di smarrimento. Ma che ci andiamo a fare – ci siamo chiesti – in un giornale? A che cosa potrà servirci un’esperienza del genere? Ci siamo confrontati con i nostri docenti di inglese e di italiano – rispettivamente la prof.ssa Germana Impellizzeri e con il nostro tutor interno, prof. Franco Pistritto, docente di italiano – i quali ci hanno schiarito meglio le idee e ci hanno invogliati ad accogliere la proposta della nostra preside, che di lì a qualche giorno si è trasformata in un’opportunità, se non altro perché nuova e perché via via ha suscitato in noi una certa curiosità. Ci siamo chiesti: perchè non facciamo un nostro giornale? Ne abbiamo parlato con la nostra dirigente, che ha accolto l’idea. E’ stato come scoprire un universo che, pur ruotando intorno a noi, sconoscevamo quasi del tutto. Ci siamo improvvisati anche come correttori di bozze, una figura in via di estinzione nelle tipografie dove si stampano libri e giornali. E’ stato un po’ faticoso, ma alla fine riteniamo ne sia valsa la pena. Non siamo diventati giornalisti, ma ne sappiamo di più, di una professione che ha fascino, sviluppa creatività, e che richiede capacità di analisi, di sintesi e obiettività».

 

Il dirigente scolastico Angela Tuccio si è detta entusiasta del risultato del progetto, dell’impegno e del lavoro svolto dai suoi ragazzi. Nell’articolo a sua firma pubblicato sul giornalino a proposito dell’alternanza scuola-lavoro infatti scrive: «Abbiamo cominciato a pensare quali esperienze di alternanza scuola-lavoro avrebbero potuto essere utili ai nostri studenti non solo per la conoscenza del mondo del lavoro, ma soprattutto per la crescita culturale e per implementare un bagaglio da portare con sé e utilizzare nel futuro percorso universitario. Ed ecco che la nostra attenzione si è maggiormente focalizzata su alcuni settori che posseggono una particolare carica attrattiva per i giovani, tra questi il mondo dei media. Qui i ragazzi avrebbero conosciuto il mondo del lavoro giornalistico, le sue dinamiche relazionali, le regole e le responsabilità connesse ad impegni e compiti da portare avanti. Il migliorarsi per il piacere di migliorarsi, la sana competizione che si trasmette tra colleghi “compagni di scuola” ha fatto sì che i risultati raggiunti andassero ben oltre le aspettative». 

 

Il direttore Cerro ha speso parole di elogio per gli studenti che hanno partecipato al progetto, per l’impegno e la serietà con cui lo hanno portato avanti, per le capacità e l’intraprendenza dimostrate. Per tutti quindi si è trattato di una esperienza positiva.