Gela, la corsa finisce a Rende

La stagione del Gela merita senza dubbio un bel 8 in pagella.

I biancazzurri sono riusciti a centrare all'ultimo soffio i playoff, sogno di inizio stagione, tramutatosi troppo presto in obiettivo alla portata, salvo poi rischiare di non disputarli. Nella semifinale di domenica scorsa a Rende gli uomini di Infantino hanno ben figurato, in una partita più tattica che tecnica, vinta dai calabresi pochi minuti prima il triplice fischio. Stagione positiva per tanti aspetti.

Vicinanza dei Mendola e dei vari sponsor. I giorni a cavallo tra agosto e settembre sono l'emblema di questo concetto. Tuccio ha alzato bandiera bianca perché da solo non poteva gestire il peso economico di un campionato di serie D. Sono arrivati i fratelli Mendola a collaborare e sin dalle prime partite il “Vincenzo Presti” è tornato ad ospitare cartelloni pubblicitari che non si vedevano dai tempi della Lega Pro. Ora urge riconfermare, dagli imprenditori ai sostenitori, con la speranza che Tuccio non abdichi sul serio.

 

Under. Il Gela, a differenza dello scorso anno, ha messo in mostra tanti piccoli gioielli. Schisciano è il migliore tra quelli scesi in campo. Il rapporto età/qualità/quantità è tutto dalla sua parte. Trentatre presenze al primo anno di serie D, il centrocampista classe '98 ha dimostrato a tutti che vale il calcio professionistico. Bene nel complesso, ma molto altalenanti, i vari Saitta, Chidichimo, Bruno, Scerra e Bulades. Non saranno Juniores, ma sono giovanissimi, i classe '95 Kosovan, Brugaletta e Bonanno, tre sorprese positive della stagione. Le basi per fare bene in futuro ci sono tutte. 

Allenatore. L'uomo prima di tutto. Infantino è stato padre e fratello per i suoi giocatori, ma anche un professionista esemplare e mai sopra le righe per stampa e tifosi. Ci ha sempre messo la faccia ed ha portato avanti le sue idee nonostante critiche e pensieri contrastanti (vedi esclusioni di Nassi o l'inserimento di Evola nella linea dei difensori per tutta la prima parte di stagione). Meriterebbe la riconferma.

 

Settore giovanile. Gli ottimi risultati della squadra sono anche merito della Juniores di Alessio Catania. Soprattutto nell'ultimo periodo, per via di infortuni e squalifiche, i giovanotti hanno rappresentato una risorsa importante. Pisano è quello che ha collezionato più presenze (si è procurato il rigore trasformato da Campanaro a Pomigliano). Cantavenera, Tomaino, Valenza hanno esordito e altri sono spesso stati in panchina. Allenamenti con la prima squadra che hanno fatto la fortuna dello stesso Catania, visto che i suoi ragazzi sono approdati alle fasi nazionali.

 

Veterani. Bonaffini è stata la conferma più scontata, soprattutto dopo il suo infortunio, quando la squadra ha iniziato a perdere i colpi. Evola protagonista di una buona prima parte in difesa, di un ottimo finale in mezzo al campo; in mezzo ha alternato prestazioni altalenanti. Alma, tra infortuni e scelte tecniche, è esploso troppo tardi. Gambuzza una garanzia. Montalbano, Noto, Candiano protagonisti di una stagione positiva. Non così per Nassi, che ha pagato modulo e mancato feeling con il tecnico. Capitolo a parte per l'immenso Campanaro, che ha dimostrato ulteriormente di essere un giocatore maturo per fare un altro salto di qualità.

E' chiaro che è già tempo di proiettarci al futuro, onde evitare di incappare nei problemi dello scorso agosto. Tuccio ha già fatto sapere varie volte che lascerà nelle prossime settimane, ma che è sempre disponibile a dare il proprio contributo per amore del suo Gela. Il dubbio riguarda soprattutto i fratelli Mendola: prenderanno l'intero pacchetto societario, manterranno il 40% o lasceranno del tutto? Ad oggi l'ipotesi più probabile è la seconda, il che vorrebbe dire che manca qualcuno che rilevi le quote di Tuccio. Se le cose non dovessero andare per il verso giusto la squadra sarà affidata al Sindaco, il quale avrà tutta l'estate per trovare un nuovo o dei nuovi proprietari. Pericolo che non sussiste, almeno per ora...