Niscemi, l'arresto dell'ex sindaco La Rosa: i particolari dell'operazione Polis della Polizia

Terremoto a Niscemi, dove stamattina la Polizia di Stato di Caltanissetta ha eseguito nove ordinanze di custodia cautelare per i reati di associazione di tipo mafioso e scambio elettorale politico - mafioso emesse dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Tra le persone finite in manette, il sindaco uscente Francesco La Rosa (nel riquadro in alto della foto) e dell'ex consigliere comunale Carlo Attardi (nel riquadro in basso della foto).

Le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile unitamente a quelli del Commissariato di P.S. di Niscemi e Gela, hanno permesso di accertare che appartenenti all’organizzazione mafiosa "cosa nostra" di Niscemi e di Gela si incontravano in aperta campagna per discutere degli accordi politico-mafiosi. Nell’inchiesta coinvolti anche soggetti politici di Niscemi, tra cui ex amministratori di quel comune. I soggetti colpiti dal provvedimento del Gip sono: Giugno Giancarlo Lucio Maria di anni 58, detenuto presso la Casa Circondariale di Terni; Ficarra Salvatore di anni 47; Spatola Francescodi anni 53;Alesci Francesco di anni 48; La Rosa Francescodi anni 54; Attardi Calogero, inteso Carlo,di anni 31; Attardi Giuseppe di anni 54; Mangione Salvatore di anni 47; Mangione Giuseppe di anni 44. Giugno Giancarlo, Ficarra Salvatore, Spatola Francesco e Alesci Francesco sono accusati di associazione di tipo mafioso, per aver fatto parte, della associazione "cosa nostra". La Rosa Francesco, Attardi Calogero Inteso Carlo, Attardi Giuseppe, Mangione Salvatore, Mangione Giuseppe di scambio elettorale politico-mafioso in concorso.

I particolari dell’operazione di polizia giudiziaria denominata "polis" sono stati divulgati nel corso di una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta.

All’esito di complesse indagini finalizzate al contrasto dell’organizzazione criminale denominata "cosa nostra", a Niscemi, è emerso, nel periodo antecedente, coevo e successivo alle elezioni amministrative del Comune di Niscemi del 6 -7- maggio 2012 e del successivo ballottaggio del 20-21 dello stesso mese di maggio, l’interessamento di cosa nostra,in primisdel boss niscemese Giugno Giancarlo, (attualmente detenuto),all’elezione a Sindaco di La Rosa Francesco, già consigliere comunale, consigliere provinciale ed assessore al comune di Niscemi, nonché all’elezione dell’Attardi Calogero, iscritto alla lista civica del La Rosa, a consigliere comunale.A tali elezioni era interessato anche Barberi Alessandro, all’epoca reggente dicosa nostraoperante a Gela e rappresentante provinciale, il quale, non solo si incontrava segretamente col Giugno Giancarlo, essendo entrambi sottoposti alla misura della sorveglianza speciale della Pubblica Sicurezza,ma manteneva i contatti con quest’ultimo anche per il tramite dei suoi cognati, tutti residenti a Niscemi, ovvero Ficarra e Spatola.

È emerso con chiarezza, l’impegno assunto dai politici in cambio della promessa dei mafiosi di appoggiare le candidature dell’Attardi e della sua lista di appartenenza. Le indagini hanno evidenziato che la lista La Rosa Sindaco, non solo si è avvalsa dell’aiuto dei mafiosi per la raccolta del consenso elettorale, ma ha anche "comprato" il voto degli elettori: somme di denaro in contanti per ogni voto (si fa riferimento al prezzo di euro 100,00 per ogni voto), promettendo l’assunzione presso le società di Attardi Giuseppe.

I presunti boss mafiosi Giancarlo Giugno e Alessandro Barberi, avrebbero espresso la loro soddisfazione per il risultato elettorale (elezione di Francesco La Rosa e Calogero Attardi nel 2012) e si sarebbero complimentato con i referenti politici. Nella ditta del padre di Attardi risultavano poi assunti, dopo le elezioni, sessantasette niscemesi, tra cui anche Ficarra. Barberi addirittura "batteva cassa" per l’apporto decisivo di cosa nostra nelle elezioni in Niscemi e si muoveva per ottenere da Attardi delle somme di denaro.

Altri soggetti niscemesi impegnati nella campagna elettorale dell’Attardi sono stati i fratelli Mangione Giuseppe e Mangione Salvatore, nonché Alesci Francescofactotumdi Giugno Giancarlo e Musto Alberto,già uomo di fiducia del boss niscemese e futuro reggente la consorteria mafiosa locale, (dopo l’arresto del Giugno), etratto in arresto nel gennaio del 2014 nel corso dell’operazione "Fenice" unitamente anche al boss gelese Barberi Alessandro.