Gela, parla Mendola: «Vogliamo fare bene. Tuccio? Presidente straordinario»

E' stato l'autentico protagonista della lunga trattativa che ha portato il suo gruppo a rilevare l'intero pacchetto societario del Gela Calcio.

Angelo Mendola (nella foto), negli ultimi due mesi, ha sempre diretto l'orchestra. Ha deciso lui quando incontrare i catanesi, ha deciso lui di cedere il suo 40% gratuitamente ed è stato sempre lui a decidere di caricarsi sulle spalle il blasone e la storia della squadra biancazzurra.

 

E da protagonista ha chiuso il cerchio, alla prima uscita ufficiale dopo il passaggio di quote con Angelo Tuccio, che ha più volte ringraziato nel corso della conferenza stampa. Per la cronaca, l'incontro di martedì era stato programmato per presentare a giornalisti e tifosi il nuovo allenatore Pippo Romano. Un Mendola che è sembrato parecchio emozionato e che in alcuni tratti della conferenza ha fatto quasi fatica a parlare.

 

Bello e stimolante l'applauso con il quale è stato accolto dai tifosi, che in questo modo lo hanno ringraziato per aver permesso nuovamente al Gela di partecipare al campionato di serie D. E il nuovo presidente, che sarà affiancato dall'avvocato Fabio Fargetta, si è concesso anche alle pagine del Corriere di Gela per una lunga intervista. Comunque vada, il primo Gela post Tuccio è storia.

 

– Presidente, partiamo dalla trattativa. Prende il cento per cento poche ore dopo aver comunicato a tutti la cessione gratuita del quaranta. Cosa è successo quella notte?

«A dire il vero qualcosa era scattato già appena siamo usciti dal Comune. Alcuni tifosi mi hanno chiesto di non fermarci e di proseguire quello che era stato fatto l'anno prima. Sono state parole che mi sono rimbombate in testa tutta la notte e dopo una attenta valutazione con il mio gruppo abbiamo deciso di provarci. Abbiamo contattato prestissimo l'assessore Siciliano e l'assessore D'Arma comunicando loro la nostra decisione. Il resto lo sapete. Il nostro è un atto d'amore verso la città e il calcio».

 

– Perché vi siete decisi in “zona Cesarini”?

«Non abbiamo riscontrato nei gruppi interessati l'interesse che manifestavano pubblicamente attraverso la stampa. Abbiamo atteso fino alla fine l'arrivo di un gruppo imprenditoriale importante, ma credetemi, così non è stato. Il progetto dei catanesi non ci ha per niente convinti e non a caso alla fine hanno fatto un passo indietro. Abbiamo sentito di imprenditori gelesi. Non potevamo far morire il Gela Calcio dopo averlo salvato un anno prima».

 

– La sensazione è che avete cercato fino all'ultimo secondo una collaborazione forte con l'amministrazione.

«Non si sbaglia, ma non in termini economici. Con l'amministrazione i rapporti sono stati tesi e non sono mancati momenti di incomprensione. Vogliamo delle garanzie per quanto riguarda lo stadio: servono bagni, una struttura ricettiva che accolga i tifosi, manutenzione. Credo sia il minimo. L'augurio è quello che i rapporti tornino ad essere quelli dello scorso anno. I presupposti ci sono».

 

– Torniamo proprio allo scorso anno. Che cosa si porta dietro di quella esperienza?

«Intanto il risultato dei playoff; se li abbiamo raggiunti il merito è di tutti, anche di chi ha speso. Abbiamo toccato con mano la passione dei tifosi e imparato tanto dalle persone con cui abbiamo lavorato».

 

– Raccoglie la pesante eredità di Tuccio.

«C'è poco da dire. Tuccio è stato un presidente straordinario ed è una persona squisita. Lavorare insieme a lui ci è servito a capire come funziona il mondo del calcio. Sono certo che continuerà ad essere il primo tifoso del Gela. Avevamo proposto un incarico ufficiale, in modo che restasse all'interno della società, ma ha preferito staccarsi del tutto momentaneamente dal mondo del pallone. Noi comunque lo contatteremo ogni qualvolta avremo bisogno di un suo consiglio».

 

− Un inizio all'insegna della continuità con il passato, vedi la riconferma di Martello.

«Il direttore ha svolto un lavoro eccezionale e non c'erano dubbi che toccasse a lui ricoprire questo ruolo. Come sa avevamo confermato anche mister Infantino, con il quale non è stato trovato l'accordo. Nel nostro organigramma dirigenziale e nello staff ci sono tante persone dello scorso anno e chi è andato via lo ha fatto per scelta propria e non nostra».

 

− Quali sono gli obiettivi di quest'anno?

«Fare un campionato tranquillo e magari migliorare il risultato dello scorso anno. Abbiamo tanti sogni e tanti progetti ma non intendiamo illudere nessuno. Posso solo confermare che il nostro è un impegno a lunga scadenza».

 

– La scelta di Romano?

«Il mister conosce bene il campionato. Sono sicuro che farà un grande lavoro».

 

– Cosa si aspetta dai tifosi?

«Per noi sono fondamentali. E' chiaro, però, che serve un'ulteriore dimostrazione di amore e attaccamento che può essere rappresentata. I prezzi che abbiamo messo (140 euro in tribuna, 60 in curva) possono permetterci di avere tanti abbonati. Ognuno di noi deve fare la propria parte per il bene di questa società».