Il Question time si trascina stancamente. In estate forse sarebbe meglio sospenderlo

Salta il question time di martedì 18 luglio. Quando vien fatto l’appello manca il sedicesimo consigliere comunale perché la seduta possa essere dichiarata valida.

Quindi per le mozioni se ne parlerà in altra data. Anche la seduta di lunedì 17 è un fiasco perché nonostante la scadenza del 26 luglio per approvare il rendiconto sia  dietro l’angolo,  si rasenta  la rissa e la polemica politica senza giungere ad un risultato. Anche questa volta mancanza di numero legale e tutti a casa.   Forse i consiglieri comunali non sembrano preoccuparsene. La seduta si apre con un intervento richiesto da Casano di Art.1, che richiama l’attenzione dei colleghi che se ne sarebbe dovuto già parlare tre mesi addietro. Parlando di voci di corridoio aggiunge che se si dovesse andare oltre, ci sarebbe  anche il rischio che non possano essere pagati gli stipendi ai dipendenti.

 

«Quello che sta succedendo in  questo consiglio – continua Casano rivolgendosi al segretario generale – è di una gravità enorme. Quasi quasi ci stanno mettendo contro i dipendenti del Comune. E ciò se non approviamo il consuntivo.  Presidente, noi siamo qui per valutare gli atti. Chiedo al segretario che le mie dichiarazioni vengano assunte e tenute nel debito conto».

Subito dopo interviene Cirignotta (Pd) ma solo per una proposta di ordine tecnico riguardante la durata degli interventi.  Quindi la presidente facente funzion  Maria Pingo invita i consiglieri a riprendere la discussione sul punto dove era stata sospesa la seduta precedente ed esattamente sul rendiconto di gestione 2016. 

 

Si va avanti tra una interruzione ed un’altra sia quando interviene il dirigente DePetro e la Pingo che legge l’atto da approvare. L’emiciclo sembra quasi disinteressato dato che si formano dei capannelli ed una certa confusione che finisce con l’infastidire il vicepresidente Pingo. 

Sul rendiconto già i revisori dei conti si erano espressi positivamente  ed ora riconfermano la loro posizione.

 

Qualche distinguo c’è da parte del presidente dei revisori Assunta Cattuto che ha richiamato all’attenzione del consiglio,  la necessità di avere un quadro per quanto possibile chiaro e esaustivo  della situazione creditoria e debitoria dell’Ente, anche per quel che riguarda le partecipate. E’ la situazione finanziaria dell’Ente a tenere banco ad inizio di seduta, ma si riesce a capirne ben poco perché c’è poca attenzione. Incompatibilità e poca disponibilità al dialogo tra Pd, fortemente accanito con  le punte Cirignotta e Siragusa, sia nei riguardi di sindaco e giunta  che nei confronti di alcuni consiglieri del centro destra che impediscono loro di parlare. Si va avanti con continue interruzioni, mentre ad alzare il dito accusatore è Guido Siragusa (Pd) che rivolto al dirigente De Petro,  chiede dati e numeri sulla gestione dei rifiuti. 

 

La parte del leone però la  fa il capogruppo Pd Cirignotta, che con la sua classica foga, riesce  attraverso richiami di fatti e circostanze  a giustificare l’operato e la condotta del suo partito in questa come nella precedente consigliatura.  Ribadisce a chiare lettere che il Pd non ha alcuna responsabilità sulla formazione di debiti fuori bilancio ed in particolare su quelli che si riferiscono alla cooperativa Agroverde. Ad un certo punto, quasi a chiusura del dibattito si scaglia contro la giunta, presente il sindaco al momento, accusandola di non avere una strategia chiara e fa riferimento a quattro  punti  che poi sciorina uno dopo l’altro.   «Mi riferisco – continua Cirignotta – all’esproprio Agroverde, all’esproprio del Tribunale, all’ingente massa debitoria sui rifiuti per una scelta politica scellerata e che questa amministrazione continua a intestardirsi accumulando ogni anno debiti di tre milioni. Quarto punto riguarda la riduzione di entrate per via della riduzione delle royalties.

 

Dopodiché vorrei sapere cosa ha fatto o stia facendo la giunta per tutelare tutti quei proprietari dei terreni, e mi riferisco all’Agroverde, che si sono visti letteralmente scippati dei loro terreni a causa di una scelta politica sbagliata. Avevate promesso che avreste risolto tutto e dopo 24 mesi invece la situazione si è incancrenita. La dovete finire di accusare il Pd. Il pd su tutto ciò non ha nessuna responsabilità». 

 

Cirignotta non riesce a completare il suo intervento perché viene interrotto dal consigliere Cascino (Lista Musumeci) e Sammito. Si continua con schermaglie di Cirignotta verso il sindaco mentre crescono le proteste dai banchi di centro destra.  La presidente Ascia interviene per portare la calma e consentire a Cirignotta di continuare il suo intervento, ma tutto è inutile e a quel punto di sua iniziativa sospende la seduta per dieci minuti. Alla riapertura dei lavori non c’è neppure il numero legale e quindi tutti a casa in attesa di nuova convocazione.