L’urlo di Messinese alla Lorenzin

No, non era l’urlo di Munch quello che si è sentito qualche giorno fa all’Hotel Plaza di Catania (anche perché l’urlatore del celebre quadro di Munch è alquanto esile).

Era “l’urlo di Messinese”, il nostro meno esile sindaco che ha fatto sapere a gran voce al ministro (anzi, alla ministra, sennò la Boldrini si incazza) della Salute Lorenzin che “a Gela si muore”.

 

Dopo lo sbandamento iniziale della ministra (“ma che cacchio vuole?”), Messinese ha chiesto l’invio a Gela degli ispettori ministeriali, invio alla fine promesso dalla Lorenzin.

 

Qualcuno ha criticato Messinese, perché come Sindaco dovrebbe mantenere comportamenti “in stile istituzionale”. Sarà, ma a me questa invasione di campo “politicamente scorretta” è piaciuta un sacco, perché da tempo sono convinto che bisogna rompere il gioco dei convegni programmati e ingessati, quelle incredibili passerelle in cui i politicanti di turno ipnotizzano il pubblico con i soliti bla-bla e gli interventi, se ci sono, sono abilmente programmati.

Quindi, complimenti a Messinese per l’azione “di disturbo”. 

 

Alzare la voce per richiedere sacrosanti diritti è cosa buona e giusta. E soprattutto, si sarebbe dovuta fare in tante altre occasioni. Per esempio, quando l’Eni ha deciso di chiudere la raffineria di Gela alla sue condizioni, e nessuna voce si è levata indignata: tutti muti, a firmare il compitino, niente urli del Sindaco o dei sindacati, nessun pugno sul tavolo sferrato con rabbia dal Presidente della Regione. Come non ho visto Crocetta e i deputati regionali del territorio gridare ed agitare i pugni quando la volontà del popolo gelese di abbandonare il “libero” consorzio di Caltanissetta è stata calpestata da quei sepolcri imbiancati che stazionano sui seggi dell’assemblea regionale.

 

Ecco perché sono d’accordo con Messinese, almeno su quest’argomento: il re è nudo ma nessuno ha il coraggio di dirlo, i politicanti di bassa lega che noi cittadini abbiamo stupidamente delegato a rappresentarci seguono il copione già scritto dai pupari dei partiti, quelli che tirano i fili dei burattini, quelli che alla fine, “se ti sarai comportato bene avrai un bel premio, una nuova candidatura, e se sarai trombato un bel posto di sottogoverno”.

 

Mi resta un dubbio. Messinese ha chiesto alla Lorenzin l’invio degli ispettori, e va bene. Ma la Sanità, in Sicilia, è gestita dalla Regione. Chissà che fine hanno fatto le promesse del mese scorso fatte a Messinese dall’assessore Gucciardi e dal Presidente  Crocetta, promesse che hanno indotto il sindaco ad interrompere la protesta del gazebo di fronte all’ospedale. Forse erano solo le solite parole, dal momento che ancora non si sono visti miglioramenti.

 

All’interno dei tram milanesi ci sono le targhette che avvisano “non disturbate il manovratore”. D’accordo per i tram, ma i manovratori della politica, dalla Regione ai servi dei partiti, a certi consiglieri comunali che si sentono come ministri del Turkmenistan, vanno disturbati, eccome. Anzi, vanno fermati. Alzando la voce, urlando e sbattendo i pugni sui tavoli, se non fanno con coscienza il proprio dovere.

 

E’ “politicamente scorretto”, ma è l’unico modo per salvarci. Perché o moriamo per mancanza di strutture sanitarie, o moriamo di fame e di mancanza di lavoro.