Quei "vastasi" senza regole

Ho salutato, qualche giorno fa, due lavoratori di una cooperativa romagnola, che tornavano a casa dopo due anni di permanenza a Gela.

Persone corrette, affidabili. Ho chiesto loro che ricordo avrebbero portato di questi due anni e hanno risposto che l’esperienza, nel complesso, è stata positiva. Però…

 

«Però – mi ha detto uno di loro – te lo devo dire, anche se ti offendi. Gela è una città senza regole, dove ognuno fa quello che crede, quando vuole e come vuole».

E mi ha raccontato come spesso si sia trovato a litigare per avere rimproverato persone che buttavano sacchi di immondizia dalle auto, in ogni posto; altri che, dopo una mattinata in spiaggia, lasciavano sporcizia di ogni genere sulla sabbia; altri ancora che facevano schiamazzi alle due o alle tre del mattino;

 

e poi, un classico, quegli automobilisti “vastasi” che per parlare con un conoscente bloccano la marcia e procurano lunghe file di auto fregandosene altamente degli altri.

Non mi sono offeso. Non potevo offendermi, perché è così che siamo visti da chi è abituato a vivere in luoghi più civili del nostro. Ma la cosa, non lo nascondo, mi brucia molto.

 

Facciamo tutti un gran parlare (e i politicantes in prima fila) della rinascita di Gela, del rilancio del turismo, dell’enogastronomia, dell’agricoltura, ci battiamo per il vecchio lungomare cittadino e per l’eventuale nuovo lungomare di Manfria, aspiriamo ad una città più bella e vivibile. Ma non ci rendiamo conto che se non la finiamo con le “vastasate” non servirà a nulla.

 

Può essere che la “vastasaggine”, noi gelesi, ce l’abbiamo nel Dna? Non credo. Ma sono convinto che negli ultimi quarant’anni ci sia stata una pericolosa deriva nei comportamenti di molti, che sono diventati egoisti, strafottenti, impermeabili ad ogni regola o dovere civico. Le famiglie, delegate all’educazione dei figli, sono diventate un po’ troppo permissive, con risultati che lasciano perplessi, a cominciare dai bambini di sette od otto anni che smanettano lo smartphone. Se continua così, i neonati  nasceranno in sala parto e avranno lo smartphone come primo regalo.

 

Ad ogni cosa, anche positiva, c’è un limite, superato il quale ci si avvia verso la negatività e i problemi. Urge un profondo cambio di rotta. Perché sentirsi dire dagli altri che i gelesi sono senza regole (leggi “vastasi”) fa male, fa molto male.