Elezioni Ars.2/La solitudine di Crocetta

Strano destino quello dei primi tre governatori siciliani dopo l’introduzione dell’elezione diretta.

Cuffaro viene eletto nel 2001 e nel 2006 rieletto, mandato quest’ultimo interrotto traumaticamente per le note vicissitudini giudiziarie dopo appena due anni. Si dimette nel 2008, con tre anni di anticipo. Nello stesso anno gli subentra l’autonomista Lombardo, anche lui travolto da rogne giudiziarie che lo costringono alle dimissioni con un anno di anticipo (2012), prima di finire il suo primo mandato.


Nell’ottobre dello stesso anno, ecco Crocetta, gelese, l’uomo che doveva salvare la Sicilia dal malaffare, dall’indebitamento, dalle pastoie della burocrazia. A lui è stata risparmiata la gogna degli scandali giudiziari, ma non quella della malapolitica. Ripudiato da tutti, anche dal suo stesso partito (il Pd), non viene ricandidato per incapacità, un giudizio che per un politico pesa come un macigno. Un’uscita di scena che ha avuto risvolti grotteschi, quando non cabarettistici, al punto da spingere Maurizio Crozza a farne una maschera giullaresca del suo programma televisivo di punta.


Ora si pone l’interrogativo sul suo futuro. Cosa farà? Ha detto in un’intervista che intanto si concederà una vacanza e che subito dopo cercherà di riorganizzarsi. Ma dove, e con chi?
Il Pd non lo vuole più, il Megafono è evaporato, qualcuno lo vorrebbe “accostare” ai 5 Stelle. Io non ci credo. Non faccio i grillini così stupidi. Potrebbe bussare alla porta di Alfano, altro carretto battuto, altro ripudiato da tutto il centrodestra e da frange del centrosinistra. Li accomunerebbe il disperato tentativo di non affogare.


Crocetta, conoscendo la sua indole, potrebbe soffrire il periodo di oscurantismo che gli si prospetta davanti. Non è abituato a vivere senza i riflettori puntati. E’ uno dei motivi per cui lasciò l’Europarlamento. La Regione gli ha dato sì grande visibilità, che – non essendo positiva –  lo ha travolto, fino a a cacciarlo nel nulla in cui si ritrova. Senza pletora, con i fedelissimi che via via vedrà sfilarsi, non essendoci più trippa per gatti. Non è riuscito a far eleggere nessuno dei candidati che facevano riferimento a lui. Dispiace per Ennio di Pietro, uno stimato professionista che si è trovato sulla strada di Crocetta nel momento sbagliato.


Si chiude un’era, ne comincia un’altra.
La svolta vera di queste elezioni, per questo territorio, forse sta proprio qui. Torneranno gli avvoltoi? Starà ai gelesi impedire che altri mettano le mani sulla città. E sul suo destino.