Eni ai sindacati: Ecco il piano industriale: barra dritta su gas e bioraffinazione

Eni ai sindacati: Ecco il piano industriale: barra dritta su gas e bioraffinazione

Eni prosegue imperterrita lungo la direttrice tracciata per il futuro, per quanto concerne il breve-medio periodo, continuando a puntare decisamente, nell'ottica della decarbonizzazione, su biocarburanti e gas.

Lo hanno detto a chiare lettere i vertici del “cane a sei zampe”, con in testa l’ad Claudio Descalzi, durante l'incontro tenutosi nella capitale con la “triplice sindacale”, per la presentazione del piano industriale: «si è trattato - riferiscono i segretari generali di Filctem- Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, Marco Falcinelli, Nora Garofalo, Daniela Piras - di un incontro proficuo sia dal punto di vista dei contenuti, sia delle scelte da adottare in prospettiva. Il sindacato con senso di responsabilità condivide il percorso indicato dal ‘management’ del gruppo ed attende la convocazione per un successivo confronto tra le parti sui temi approfonditi». 

La dirigenza Eni ha sottolineato che «continuerà a incrementare la sua presenza nel settore del gas, tra ricerca di giacimenti, estrazione e distribuzione, nel convincimento che proprio il gas sarà ancora per molto tempo il vettore prevalente per accompagnare la transizione.

A tal riguardo – specificano – il completamento del progetto Argo Cassiopea a Gela, che andrà in marcia entro il 2024, garantirà 4,3 milioni di m³/die di metano da immettere nella rete nazionale e darà lavoro a 130 persone e 200 contrattisti, oltre all’indotto. Secondo quanto esposto dall’ad di Eni, i risultati particolarmente buoni della gestione finanziaria del 2022 conseguiti dal gruppo non saranno replicabili, ma le prospettive per la durata del piano industriale sono improntate alla positività». 

Sul tavolo del confronto, si è affrontato ovviamente anche il capitolo dell'e-fuel aperto a Bruxelles alcuni giorni fa, su pressione della Germania e con l'astensione dell'Italia. Com’è noto, la Commissione europea ha deciso che nella fase di transizione ecologica in vista del 2050, i carburanti sintetici alimenteranno la mobilità su gomma, garantendo la sopravvivenza ancora per alcuni decenni dei motori termici, in una sorta di condizione di monopolio a partire dal 2030 dell'e-fuel, giacché i biocarburanti vengono già esclusi. Si prospetta cioè che nel raggio di 5-7 anni si potrà andare verso una produzione di massa dei carburanti sintetici, con l'abbattimento dei costi, a regime, che oggi invece sono ancora altissimi. 

Previsioni ottimistiche, secondo Eni ed i sindacati, «che non potranno vedere un reale sviluppo prima di 10-20 anni, mentre la tecnologia italiana del biocarburante è già qui: attraverso le nostre rappresentanze all’interno dell’organizzazione europea – annunciano i segretari generali – faremo pressione perché Bruxelles riequilibri la posizione assunta in favore dei carburanti sintetici e punti a una transizione ecologica governata e sostenibile, a tutela del settore, che in prospettiva vedrà calare gli attuali margini legati alla raffinazione, con la possibilità di trasformare in bioraffinerie quelle tradizionali e promuovere nuove iniziative industriali sull’economia circolare a tutela dell’occupazione. Dopo Marghera e Gela, toccherà presto a Livorno evolvere in bioraffineria.

L’azienda ha il know how anche per sviluppare il progetto del biocarburante per navi e aerei, il biojet, insieme al progetto Waste to methanol. La transizione assorbe il 30% degli investimenti di Eni e ci è stato anticipato un investimento sulla cattura della CO₂ che porterebbe Ravenna ad avere il progetto di cattura il più grande al mondo, con un potenziale di stoccaggio di 500 milioni di tonnellate». 

Sul fronte “Plenitude”, «il management della major italiana - proseguono - ha annunciato che la vendita di gas e luce arriverà a 15 gigawatt e 15 milioni clienti entro il 2030. Da segnalare inoltre il profilo di bio-responsabilità sociale di Eni, che ha lanciato una sperimentazione in Rwanda sull’impiego di arbusti oleosi a bassa manutenzione. Un piano che non sottrarrebbe terreno alla filiera alimentare e potrebbe invece risollevare agricolture depresse anche nel nostro Paese».

Mentre, «con l’annunciata acquisizione del 100% di Novamont, leader nel settore della chimica da fonti rinnovabili, Eni mostra una visione strategica della chimica italiana e uno sguardo al futuro della filiera, dalla molecola al prodotto. Quanto al Pnrr, poi, Eni ha comunicato di aver interloquito col Governo per inserirsi nella nuova programmazione delle risorse. Infine, non sono state rappresentate – concludono – da parte del gruppo delle criticità di sorta in alcuno dei siti italiani».