Sorpresa! L'ex arbitro Casarin ha lavorato in stabilimento, a Gela

Chi l'avrebbe mai detto? L'ex arbitro internazionale e designatore dell'Aia Paolo Casarin (nella foto a sinistra), ha lavorato per sei mesi a Gela. Era il 1968 quando la Snam, di cui era funzionario con mansioni di perito chimico, lo mando in Sicilia per mettere a punto l'impianto Etilene dell'Anic. Casarin, – 77 anni compiuti a maggio – è di Mestre (Venezia). Ha sposato una siciliana (di Messina). A citare Gela, per due-tre volte, è stato lui stesso oggi pomeriggio a Comiso, durante il suo appassionato intervento al corso di formazione continua che l'Ordine dei Giornalisti ha organizzato per i suoi iscritti.

 

Si è parlato di "Evoluzione del giornalismo sportivo: dalla carta stampata al web e al decalogo di autodisciplina". Con Casarin, ospiti eccezionali come il neo presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti Carlo Vegna (RadioRai, nella foto al centro), Guido D'Ubaldo, segretario nazionale, Riccardo Arena (nella foto a destra), consigliere e presidente emerito dell'Ordine regionale. Ha moderato il collega Gianni Molè. Era atteso anche l'editorialista della Gazzetta dello Sport, Alberto Cerruti, ma un imprevisto gli ha fatto disertare l'evento.

 

Tornando a Casarin, ha ricordato i suoi inizi, in particolare una partita arbitrata a Ragusa (contro il Caltagirone, in serie D). Ad un certo punto ha detto che in quel periodo lavorava a Gela e che ha una moglie siciliana. Ha suscitato la nostra curiosità e a lavori conclusi lo abbiamo avvicinato per chiederli qualche dettaglio in più, a proposito della sua citazione di Gela. «Avevo 28 anni – ci ha detto – con un diploma di perito chimico in tasca. Ero un tecnico dipendente della Snam – gruppo Eni – e fui catapultato a Gela, all'impianto Etilene. Sei mesi in cui ebbi modo di conoscere ed apprezzare la Sicilia per quella terra meravigliosa che è. Mettiamoci anche il fatto che ho treso in moglie una messinese, ed ecco spiegato perchè vengo spesso e volentieri dalle vostre parti».

Paoo Casarin, che si è fatto tra l'altro i mondiali di Spagna nel 1982, nel suo seguitissimo intervento si è soffermato principalmente sulla Var, strumento tecnologico applicato di recente a supporto del'arbitro.