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Sfiducia, consiglieri decisi o titubanti

Sfiducia, consiglieri decisi o titubanti

Che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa. Tutti ne parlano, ma nessuno l'ha mai vista. Chi? L’araba fenice.

Una parafrasi che calza bene alla fantomatica mozione di sfiducia al sindaco Messinese di cui tutti parlano ma che nessuno fa un passo avanti per portarla in consiglio comunale. Il Corriere di Gela ha pensato di fare un sondaggio telefonico veloce interpellando i singoli consiglieri comunali. Abbiamo chiesto loro: “Sei per la sfiducia al sindaco?” Rispondi: SI – NO – NON SO. Le risposte che ci sono state fornite sono molto ben articolate, ma sotto certi aspetti anche confuse.

 

Abbiamo notato che le loro motivazioni nascondono molta insicurezza e forse anche la riluttanza ad esporsi con chiarezza. L’opinione generale, dall’analisi delle risposte e motivazioni fornite, sembrerebbe quella dell’attendismo, del temporeggiare prima di agire con un atto che inchioderebbe tutti col voto. La parola d’ordine sembrerebbe quella di aspettare il dopo elezioni regionali perché, chissà, potrebbero maturare molti eventi e per qualcuno potrebbero aprirsi anche le porte per una poltrona in giunta. Questo, naturalmente, detto senza malizia. Come dar loro torto quando dicono che occorre prudenza, preparare l’alternativa, non vanificare quanto è stato fatto, lavorare tutti insieme perché tutti i progetti vengano realizzati?

 

Il Megafono prende tempo in attesa che il governatore dia un segnale preciso e occorre lavorare anche con questa amministrazione per dare priorità a tutti i progetti del Patto per il sud. Chi invece spinge per il “kaput” della giunta è il M5S e Sicilia futura, ma ognuno per i fatti propri.  Quest’ultima freneticamente sta cercando i numeri ancorandoli solo all’interno del centro sinistra, ma il Partito democratico frena preferendo lavorare per la costruzione dell’alternativa di centro sinistra. Decisione saggia, quest’ultima, suggerita dal gran “volpone” neo Dem Guido Siragusa che aggiunge: « I progetti politici vanno costruiti, discussi ed analizzati, senza farsi prendere dalla frenesia perché potrebbero rivelarsi un flop. E poi cosa vai a spiegare ai cittadini che ti hanno dato fiducia?».

 

FAVOREVOLI ALLA SFIDUCIA

Amato (M5S). «La sfiducia è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo un’amministrazione che è stata una continuità col passato, senza alcun colore politico, che cerca alleanze a destra e sinistra. La sinistra ha i numeri per portare la sfiducia in aula, ma siccome ha degli interessi essendo legata alla poltrona, non lo fa. Noi abbiamo persino messo a disposizione i nostri numeri togliendo il marchio 5stelle per indurli a firmare».

 

Bennici (Sicilia futura). «La mia posizione si collega al gruppo di Sicilia Futura che sta portando avanti  un atto di sfiducia del sindaco Messinese, però lo stiamo facendo coinvolgendo il centro sinistra, come partito leader perché non ha senso presentare una mozione che non sia suffragata da un numero considerevole di firme e che non possa andare in consiglio comunale per essere votata».

 

Biundo (Sicilia futura) «Come si può continuare con questo sindaco che non ha fatto niente? Non ha mai dato spazio a noi consiglieri comunali di poter dire qualcosa, non ha dato mai risposte alle nostre mozioni. Mai una comunicazione al consiglio comunale, sempre atteggiamenti di netto rifiuto».

 

Casano (Mdp-Art.1). «Totalmente favorevole alla sfiducia. Acceleriamo i tempi. Basta non approvare né consuntivi, né bilancio e andiamo subito tutti a casa. Le motivazioni? Sono sotto gli occhi di tutti. Una città allo sbando, senza pulizia, senza una guida, senza un programma condiviso. Che senso ha continuare?»

 

Cascino (Lista Musumeci). «Sfiducia sì, ma subito dopo le elezioni regionali. Questa è la decisione del nostro gruppo. Non è questo il momento adatto anche perché la nomina di un commissario diventa un’arma a doppio taglio per la città.

L’incapacità o forse l’immobilismo dell’amministrazione non consentono di andare oltre creando danno su danno». 

 

Comandatore (Lista Musumeci). Sfiducia sì dopo le elezioni regionali. La consigliera, assente da Gela,  è sulle stesse posizioni del collega Cascino come ci viene comunicato dallo stesso.

Farruggia Virginia (M5S). «Assolutamente sì. Per due anni interi il consiglio comunale ha presentato interrogazioni e mozioni di cui l’amministrazione non ha mai dato riscontro. Adesso non si tratta di una sfiducia del M5S, ma dell’intera città perché l’intero consiglio comunale si ritrova oggi nella stessa condizione di restare inascoltato rispetto all’elettorato che gli ha dato un mandato».

 

Giudice (M5S). «La mia posizione in linea col M5S è per il sì. Siamo determinati per la sfiducia. Noi già due anni fa avevamo espulso Messinese perché ha contravvenuto a tutte le regole del movimento. Oltre alle motivazioni degli altri noi abbiamo anche la motivazione politica».

 

Malluzzo (Sicilia futura). «Io sono per il sì, in linea con Sicilia futura. Fino ad oggi non ci sono novità. 

Morgana (M5S). «Sono per il sì perché Massinese ha totalmente tradito il progetto elettorale di governo del M5S fin dall’origine, espellendo gli assessori del M5S». 

 

Scerra (Forza Italia). «La mia posizione è sì. Dopo il 17 giugno presenteremo la mozione di sfiducia. La motivazione è perché il progetto presentato dal sindaco due anni fa ha fallito e quindi per noi bisogna rimettere il mandato nelle mani dei cittadini».

 

Torrenti (Gruppo misto).  «Riguardo alla sfiducia io sono per il sì. Più che darsi alle consultazioni, Messinese avrebbe dovuto  interpellare il popolo sottoponendo a noi consiglieri un programma». 

Ventura (Sicilia Futura). «Assolutamente sì e prima di tutti. 1° Perché questa amministrazione ha totalmente interrotto il rapporto con la cittadinanza; 2° Non ha una maggioranza i consiglio e non è riuscita a formarsela; 3° Dopo due anni non ho ancora visto un risultato prodotto dall’amministrazione Messinese». 

 

CONTRO LA SFIDUCIA

Bonura (Megafono). «Questo non è il momento di sfiduciare il sindaco. Per me la risposta è no. La sfiducia non è la scelta giusta in questo momento perché sono stati finanziati tantissimi progetti e se noi a giugno sfiduciassimo il sindaco si perderebbe tutto».

 

Sammito (Gruppo Misto). «Se dovessi decidere ora, direi di no perché ci sono diversi progetti in cantiere ed altri stanno per essere proposti al consiglio con il patto per il sud. Io ritengo che non ci siano le condizioni storico-economiche in questo momento per poterlo sfiduciare». 

 

Panebianco (Udc). L’unico che non siamo riusciti a contattare. Facciamo fede ad una sua recente dichiarazione a sfavore della sfiducia. 

 

QUELLI CHE HANNO ARZIGOGOLATO

Ascia (Pd). «Non c’è alcun atto di sfiducia che sia stato presentato. Quella che potrei dare è soltanto una opinione personale. Che senso ha fare una valutazione di quel che dicono i giornali? Ad oggi non c’è nulla. Quella presa di posizione di qualche mese fa non era una sfiducia politica, ma un atto conseguente alla mancanza di dialogo». 

 

Caruso (Energie per l’Italia). «La mia risposta non è sì, ma neppure no. Il risultato dipenderà dal programma e dalle scelte che farà il sindaco. A me non piace parlare di sfiducia in un momento particolare che sta vivendo la nostra città. Per potermi esprimere ci vorrà ancora un po’ di tempo».

 

Cirirgnotta (capogruppo Pd). «Il mio pensiero è in linea col partito, che è per costruire un percorso unitario col centro sinistra che possa sfiduciare il sindaco Messinese dopo le elezioni regionali. In ogni caso faremo un’assemblea a fine luglio assieme al segretario regionale. In quell’occasione definiremo la nostra posizione. Per ora né un sì né un no».

Cavallo  (Gruppo misto). «Per il momento non posso esprimermi. Si tratta di una decisione che maturerò nei prossimi mesi. Voglio vedere se ci sarà concretezza sui progetti che il sindaco ha annunciato di portare avanti». 

 

Di Dio (Energie per l’Italia). «Per il momento non so. Dobbiamo ancora confrontarci con tutto il  centro destra per vedere qual è l’azione da mettere in campo». 

 

Di Modica (Gruppo Misto). «In questo momento non so,  anche se la proposta del sindaco è stata giusta e condivisibile. Ritengo che sia da parte dei consiglieri che da parte dell’amministrazione c’è in questo momento un grande senso di responsabilità. Sto vagliando la situazione generale». 

 

Farruggia Salvatore (Noi con Salvini-Lega dei popoli).

«Nell’incontro che abbiamo avuto col sindaco noi abbiamo chiesto dei progetti realizzabili e anche piccole opere che possano essere idonei al momento di crisi attuale, realizzabili in poco tempo per dare muova linfa al territorio».

 

Gallo (Pd). «La mia è la posizione del Pd, un partito responsabile presente in tutte le parti d’Italia, un partito del fare e non del distruggere. Per distruggere bisogna avere un’alternativa valida. Siccome allo stato attuale non è stata presentata neppure una bozza di mozione di sfiducia, io penso che se ne debba parlare con concretezza quando ci saranno gli atti a “cantare”. Per agire bisogna avere le idee chiare sul domani. Le mie idee ora sarebbero solo personali».

 

Guastella (Megafono). «In questo momento riconosco nella posizione del mio coordinatore, l’avvocato Laura Caci. In questo momento non mi esprimo».

 

 Morselli (pd). «Sono in liena col mio partito. Abbiamo fatto un’assemblea cittadina assieme al segretario Gallè ed abbiamo valutato tutte le possibili soluzioni alternative ad una eventuale sfiducia. Abbiamo ritenuto che in questo momento sia prioritario andare noi a costruire una alternativa valida più che pensare alla sfiducia al sindaco».

 

Orlando (Pd). «Tutto il Pd è per la sfiducia, ma se dovesse essere presentata ora e poi non passa, che senso ha parlare di sfiducia? Costruiamo un percorso  unitario che possa portare a questo obiettivo. Il motivo della sfiducia è chiaro e nelle cose. Messinese non ha fatto nulla né ci ha presentato un programma e non  ci ha mai dato delle risposte concrete». 

Napolitano (Forza Italia). «Ancora non so. Si parla continuamente a sproposito di mozione di sfiducia, ma non c’è mai un atto concreto».

 

Pingo (Megafono). «Come gruppo siamo in attesa di parlare col presidente Crocetta. Vediamo cosa ci consiglia. In questo momento né un sì né un no».

 

Siragusa (Pd). «Non rispondo. Ma dov’è la sfiducia? Esiste un atto deliberativo che parla di sfiducia? Parliamo di una cosa che non c’è. Ne parlano solo tre consiglieri comunali. Ventura, Casano e Scerra. E poi si riempiono pagine di giornali perché non si ha altro di cui parlare».