Consiglio, rifiuti, da rivedere gestione e tariffe

Si parla di flop dell’annunciata manifestazione a ridosso della seduta di question time di martedì 20 giugno scorso, che avrebbe visto tutti insieme, operatori portuali, ex operai dell’indotto, commercianti, cittadini stanchi di promesse non mantenute, contro l’amministrazione Messinese.

Solo un centinaio di persone, per lo più ex operai dell’indotto e delle cooperative sociali, con un solo striscione su fondo blu depositato ai piedi del monumento ad Aldisio in Piazza Municipio, con su scritto: “Burocrazia più politica assente la crisi sempre presente”. Gruppi di persone raccogliticce dinanzi l’androne di Palazzo di città che poi si riversano in aula consiliare mentre è in corso il dibattito, presente solo l’assessore Salinitro e quasi a chiusura della seduta l’assessore Di Francesco.

 

Due carabinieri e qualche vigile urbano per motivi di ordine pubblico, ma non ce ne sarebbe stato bisogno anche se la presidente del consiglio Ascia ha più volte dovuto richiamare all’ordine il pubblico presente. E’ emblematico e per certi versi raccapricciante quanto sta succedendo a Gela. Da una canto un sindaco che fa sciopero della fame per denunciare le carenze sanitarie al nosocomio gelese e dall’altro una città che gli si rivolta contro per via delle sue omissioni e i disservizi che si sono creati in questi due anni di governo. Noi più che di flop parleremmo di rassegnazione dei cittadini ad ogni forma di protesta consapevoli che i risultati sono zero assoluto.

 

Anche i consiglieri comunali sembrerebbero rassegnati e meno battaglieri del solito, stanchi di denunce in aula con interrogazioni e mozioni che poi non hanno alcun seguito. Forse è ormai troppo tardi che si possa arrivare ad una condivisione di strategie e soluzioni tra cittadini e sindaco cui viene rimproverato di aver voluto andare  ostinatamente da solo senza chiedere alcuna collaborazione, anzi rifiutandola quando richiesta dall’organo consiliare. Ora il dado è tratto e rimane solo da attendere le elezioni regionali per capire cosa succederà di questa amministrazione senza un nome ed uno stemma. Ma parliamo del question time dove si registra l’assenza dell’amministrazione in prima battuta, ma di lì a poco giunge il “buon” assessore Salinitro e a quasi fine seduta l’assessore Di Francesco.

 

Ad aprire “le danze” è il Partito democratico,  con una mozione illustrata dal capogruppo consiliare Cirignotta, ben motivata. L’esponente Pd sottolinea come in tante altre città italiane il fenomeno del demanio marittimo venga regolamentato determinando una sorta di volano stagionale fra tutti gli operatori del mare. E si chiede perché mai a Gela non debba accadere la stessa cosa, con le grandi opportunità che si possono aprire per i giovani dando loro la possibilità di organizzarsi con ogni tipo di lavoro che va dalla pesca alla gastronomia ed alla gestione di impianti sportivi. «Ci risulta – conclude Cirignotta – che giacciono numerose richieste con cui si chiede di realizzare qualche stabilimento balneare e degli impianti sportivi. Invito l’assessore Salinitro a farsi parte diligente con l’assessore competente e con il sindaco perché questo potrebbe essere un settore importante che possa fare da volano all’economia della città». La mozione, messa ai voti viene approvata all’unanimità .

 

Peppe Ventura per conto di Sicilia Futura, richiamandosi ad una prassi consolidatasi durante la sindacatura Fasulo, invita l’amministrazione a conferire appalti privilegiando imprese locali nei limiti previsti dalla legge. A caldeggiare e sostenere la mozione interviene anche Carmelo Casano (Mdp) che nella scorsa consigliatura rivestiva la carica di assessore ai lavori pubblici. «Allora – sostiene Casano – avevamo predisposto una delibera che prevedeva questa possibilità. Non capisco perché l’attuale amministrazione non ne abbia fatto tesoro dal momento che non esiste atto che l’abbia revocata». L’assessore Salinitro pur rammentando ai presenti che il Comune non è in grado di far fronte alle tantissime richieste di lavoro, fa presente che l’amministrazione si sta prodigando nella ricerca di strumenti e opportunità per dare delle risposte ai cittadini.

 

La mozione riceve un netto “no” dal forzista Totò Scerra e dal grillino Simone Morgana (M5S), un “sì” deciso del Pd e dell’indipendente Di Modica, risultando approvata a maggioranza. Non solo con questa mozione ma anche con un’altra mozione semrano andare a braccetto Sicilia futura e Pd. Infatti si ritrovano su stesse posizioni riguardo alla questione rifiuti, su cui convergono anche i grillini con Simone Morgana. La mozione presentata da Peppe Ventura punta ad una premialità del cittadino che differenzia di più. L’espediente, collaudatissimi in altre città europee, sarebbe la presenza di un microcip nei sacchetti, che registra la quantità di differenziata o di indifferenziato deposita il cittadino. Il principio è: paga di più chi non differenzia, paga di meno chi differenzia. Ciò potrebbe essere un modo di ridurre i costi alle famiglie che producono meno indifferenziata.

 

Secondo Forza Italia si tratta di un sistema che potrebbe ulteriormente aggravare i costi per l’amministrazione ritenendo che l’unica cosa da fare sia indire la gara d’appalto. Sull’argomento, dure le prese di posizione nei confronti della Tekra che gestisce la raccolta rifiuti in forma molto carente, da parte della Pingo (Megafono). Alla fine del dibattito la mozione passa a maggioranza dei presenti. Poco prima che cadesse il numero legale il consiglio riesce ad approvare per il rotto della cuffia anche un’altra mozione presentata dallo stesso Ventura, che prevede la predisposizione in alcune aree dei quartieri delle macchinette automatiche per la gestione di alcuni rifiuti con il rilascio di alcuni buoni che possono essere spesi nei supermercati.