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Cremacaffé, quando il design “sposa” la musica e l’arte

Cremacaffé, quando il design “sposa” la musica e l’arte

A Gela, città piena di contraddizioni, in un mix tra bello e brutto, tra rassegnazione e voglia di cambiamento, ci sono giovani di talento e intraprendenti che si creano un futuro.

O almeno tentano di farlo. Una città che viene abbandonata da molti perché incapace di offrire prospettive, ci sono giovani che invece vi fanno ritorno, perché – dicono – “quello che facciamo altrove possiamo realizzarlo anche qui”.  Questo perché è il web, la rete, che oggi la fa da padrone, in molti settori – magari alcuni più degli altri – e lavorando da casa puoi lo stesso interfacciarti con il mondo intero, e crearti così il tuo giro d’affari. Diffondendo così in modo universale la cultura siciliana e il modo di lavorare dei siciliani. 

 

Cosa succede quindi quando un architetto-designer e un musicista, oltre ad essere coppia nella vita, decidono quasi per caso di mettere insieme le loro competenze professionali e dar vita ad una attività produttiva?  Quasi per magia, nasce Cremacaffè Design: un marchio, un Blog, un prodotto artigianale, per molti ma non per tutti. Stands (o supporti, o leggii) realizzati a mano, in legno, per rendere più comoda la postura agli artisti. E tutto made in Gela. L’idea è stata di due ragazzi gelesi, Elisa Andretti ed Andrea Milana, 37 anni lei, 38 lui, che dopo anni di lavoro e studio all’estero, tra una capatina e l’altra al paesello natio, hanno deciso di farvi ritorno definitivamente e non solo per le vacanze  e continuare qui la loro impresa. Conosciamoli meglio. 

 

– Dove avete lavorato e/o studiato prima di tornare a Gela?

«Dopo la laurea in architettura, e 4 anni di lavoro come architetto a Malta, ho fatto un master sulla sostenibilità creativa in Finlandia, ad Helsinki – ci dice Elisa – studiando design, business, imprenditoria. In Finlandia lavoravo anche come graphic designer e a progetti fra arte, tecnologia e architettura, per l’università. Andrea, musicista, dopo aver avviato uno studio di registrazione a Gela, ha lavorato a Milano per 5 anni per la Roland; poi a Malta dove ha aperto con alcuni soci due studi di registrazione  e infine in Finlandia ha lavorato per la Genelec, una ditta che produce speaker e li esporta in tutto il mondo. Per loro si occupava del marketing e del sito web. Sono state esperienze importanti, formative. In Finlandia siamo stati quasi 4 anni».

 

– Come è nata l’idea di realizzare stands?

«Quasi per caso. Nel 2014 Andrea, che fa musica elettronica con computer e tablet, mi ha chiesto di realizzargliene uno. Così è nato Spike, in legno tagliato al laser, con un design compatto e funzionale, ad incastro. Lo abbiamo poi proposto al Design Week di Helsinki. E’ piaciuto. E da lì sono nati poi gli altri nostri progetti: Kosmo, che si sdoppia, Kolibri, che è quello più universale e leggero perché serve anche per laptop e tablet, Bentobox (nella foto sotto), che è un progetto su commissione per un dj giapponese: si trasforma con un gesto in una borsa porta strumenti e ha viaggiato davvero tanto, dal design week di Milano al MoMa di Tokyo. In collaborazione con artigiani gelesi poi commercializziamo le nostre Pouches, come le borse con chiusura a cerniera di Alessandra Alicata, in arte Alelù,  con imbottitura morbida, fodera a contrasto ed una tasca interna per il trasporto di accessori e stand. Gli stand sono pensati per migliorare la postura di chi utilizza per lavoro attrezzatura elettronica e  computer. Sono molto versatili, per niente complicati, semplici da usare e belli da vedere».

 

– Come vi dividete i compiti tu e Andrea?

«Io mi occupo della progettazione degli stands e del Blog, insieme realizziamo il prodotto finito, e Andrea si occupa del marketing e del nostro sito web  – cremacaffedesign.com – che è tradotto in cinque lingue».

 

– Chi sono i vostri clienti?

«I nostri sono prodotti di nicchia, i clienti sono principalmente music makers, dj, ma anche informatici, illustratori, che ci contattano quasi sempre dagli Stati Uniti, ma anche da tutto il resto del mondo».

 

– Che ne pensano le vostre famiglie dell’attività che vi siete inventati?

«Sono i nostri grandi sostenitori e collaboratori, anche a livello di idee e suggerimenti per ottenere un prodotto più funzionale e  che meglio risponda alle esigenze dei clienti».

 

L’esperienza di Elisa ed Andrea dimostra che con inventiva e intraprendenza ci si può creare un lavoro, mettendo a frutto i propri studi e conoscenze e della necessità di adeguarsi ai tempi che cambiano, che corrono veloci sul web.