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Sport/Calcio. La settimana degli schiaffi alla città

Sport/Calcio. La settimana degli schiaffi alla città

La settimana dei veleni, delle fatture “fantasma”, del bilancio falso, degli schiaffi e delle vertenze è giunta al termine, senza però aver dato ai tifosi del Gela la risposta che più di tutte attendono.

La squadra biancazzurra continuerà il campionato di serie D? Non lo sappiamo. Perché nonostante le chiacchiere di questi giorni (manco fossimo a Carnevale…) nessuno ha mai detto in modo chiaro e netto, senza giri di parole, proposte, minacce e ultimatum, quale sia il futuro della società. Un giorno viene consegnata al sindaco; un altro giorno viene ripresa dai Mendola che però lanciano un ultimatum; un altro ancora potrebbe subire penalizzazioni.

 

Insomma, il caos più totale. E i tifosi? Attendono con ansia. Perché in mezzo a tutto questo trambusto imbarazzante nessuno si è preoccupato di ferire per l’ennesima volta i sentimenti di chi questa maglia ce l’ha cucita addosso, di chi costantemente va agli allenamenti e alle partite, di chi si è tatuato il logo biancazzurro, di chi la domenica mangia un panino per essere allo stadio con due ore di anticipo. Si è tanto parlato di passato, presente, futuro. Di tutto, tranne che di sport. E allora ricostruiamo questa lunga settimana.

 

Tutto parte domenica scorsa. Il Gela supera 3-1 l’Ebolitana e il clima torna sereno, dopo sette giorni di silenzio stampa. Fin qui tutto ok, fino alla notizia di uno scontro fisico tra Emanuele Mendola, fratello del presidente del Gela Calcio, e il vicesindaco Simone Siciliano. Un episodio che sfocerà in denunce. Alla base di tutto c’è una tensione legata alla gestione dello stadio comunale “Vincenzo Presti”.

 

Mendola la chiede dal momento del suo arrivo, o comunque ne chiede interventi urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria. Dall’amministrazione, invece, nessuna risposta, né sui lavori, né sulla gestione. Le condizioni della struttura sono a dir poco fatiscenti. Bagni e spogliatoi pieni di muffa e ragnatele, tribuna sporca, fari da sistemare, campo da gioco da “pettinare”.

 

Ma è da lunedì che la situazione ha assunto connotati pesanti. Il consigliere comunale Antonio Torrenti, legato ai Mendola da un rapporto lavorativo, denuncia pubblicamente un accordo tra Siciliano e la Tekra, la società napoletana che gestisce il servizio di raccolta rifiuti in città, su una sponsorizzazione al Gela nella passata stagione di cui c’è fattura ma mancano soldi e contratto. Un buco di 140.000 euro nelle casse della società, che di conseguenza coinvolge l’ex patron Angelo Tuccio (nella foto con Angelo Mendola attuale patron del Gela)

 

«C’è un bilancio non veritiero – ha dichiarato Torrenti  – visto che c’è un buco di 140.000 euro. Quella fattura è Tekra e il mediatore è Siciliano». Parole dure che vengono sottolineate dallo stesso Mendola. «Ci diano copia del contratto, visto che siamo ignari di tutto». 

Siciliano ha preferito rivolgersi ai suoi legali, ammettendo semplicemente di essere estraneo ad accordi tra la Tekra e il Gela calcio. Parole confermate da Alessio Balestrieri, responsabile della società campana.

 

«Parto dal presupposto – esordisce Balestrieri – che l’accordo era con l’ingegnere Tuccio e non con Siciliano. E’ vero, abbiamo fatto una sponsorizzazione, ma è tutto documentato e i Mendola sono in possesso delle carte. L’unica verità è che per ragioni burocratiche non abbiamo ancora effettuato il pagamento ma lo faremo a breve».

Il mancato pagamento della Tekra avrebbe portato, come confermato dal direttore generale Caiola, al ritardo degli stipendi degli ultimi due mesi dei tesserati della passata stagione. In dieci avrebbero già presentato vertenza, visto che il termine ultimo era il 30 settembre. Tra questi ci sarebbero Noto, Nassi, Vizzì, Montalbano e Candiano. Ecco, dunque, il coinvolgimento di Tuccio.

 

«Il mio nome – sbotta l’ex patron – non venga associato a nessun debito. Piuttosto, i Mendola dicano di non aver pagato 16.000 euro dello scorso anno che sono stati usati per l’iscrizione a questo campionato».

 

Parole, veleni che rendono questa telenovela infinita. La sensazione, seppur drammatica, è che il rischio di veder sparire il Gela stavolta è davvero concreto. Servirebbe solo un po’ di buon senso e tornare a parlare di calcio, che è quello che interessa a tutti… forse.