Il Consiglio comunale boccia il piano delle alienazioni

Seduta consiliare con scintille e polemiche.

La miccia è accesa da un emendamento presentato  dall’amministrazione e trasmesso dal segretario generale in consiglio per la sua votazione propedeutica al piano di alienazione del patrimonio comunale. Sbotta Carmelo Casano (Mdp) che polemizza col segretario generale. La presidente smorza i toni, ma non ci riesce. Si vota l’atto senza l’emendamento tanto contestato. L’esito della votazione, dopo l’appello nominale con un’aula che si svuota poco a poco,  è la sonora bocciatura del Piano delle alienazioni. Voti contrari 8, favorevoli 4, un astenuto (Ascia). Messinese è sempre più solo mentre il consiglio si arrabatta per mettere pezza su pezza e giungere all’approvazione del bilancio già commissariato. Sintomatica la dichiarazione  di Casano poco prima dello scioglimento della seduta.


   «Presidente – incalza Casano – credo che domani debba essere chiamato il commissario in quanto considero che questo consiglio debba dichiararsi sciolto sin da stasera. Non abbiamo votato un solo atto che faccia parte del bilancio. Domani interroghi il commissario non essendo più necessaria la mozione di sfiducia presentata dai colleghi. Per me questo consiglio comunale è decaduto stasera».


La Ascia invita l’amministrazione a ripresentare un nuovo piano. Un documento propedeutico, senza il quale il bilancio di previsione risulterebbe monco. Riuscirà la Ascia a convocare in tempo utile l’assemblea civica per assolvere a tutti gli adempimenti e giungere così alla votazione del bilancio con allegati connessi? Difficile a dirsi anche perché la situazione per Messinese si aggrava sempre più in quanto  anche la direzione provinciale  del Pd ha deciso di sfiduciare l’amministrazione sostenendo la linea  del segretario cittadino Peppe Di Cristina. Salgono così a 21 i consensi alla sfiducia. In una situazione talmente  incandescente è difficile sapere cosa possa accadere prima delle ferie natalizie. Intanto il primo cittadino fa una corsa contro il tempo alla ricerca forsennata di una maggioranza che lo possa sostenere in consiglio riaprendo le consultazioni.