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Politicamente scorretto/I furbetti del Comune

Politicamente scorretto/I furbetti del Comune

I giorni continuano a scorrere con l’appassionante telenovela degli assetti amministrativi al Comune di Gela,

ed una nuova mozione di sfiducia presentata, stavolta in forze, da un drappello di consiglieri ai quali potrebbero aggiungersi i democratici di sinistra e qualche altro.
Messinese, nel frattempo, continua a dire che non si dimetterà: dalla poltrona dovranno staccarlo solo a cannonate, come l’ultimo giapponese sull’isoletta deserta a quarant’anni dalla fine della guerra. Intanto si occupa di pubbliche relazioni, tra telefonate a 360 gradi e incontri singoli e di gruppo, nel tentativo, assai difficile, di trovare qualche appoggio per una nuova amministrazione che dia continuità all’azzeramento tarocco rifilato alla città.


Non voglio entrare nel merito di questa emozionante ed esaltante vicenda, che a breve troverà conclusione, magari con la mancata approvazione del bilancio e il “tutti a casa” (consiglieri compresi), che sarebbe un colpo di scena niente male. Va rilevato, però, che mentre la “politica” locale cazzeggia, i cittadini soffrono, ed in certi settori tutto è lasciato all’improvvisazione.


Un classico esempio è la gestione dei tributi, carente oggi come negli anni passati.  Dalla fine di ottobre l’Ufficio Tributi del Comune sta notificando gli avvisi di accertamento riguardanti l’Imu del 2012. Giusto, perché a fine anno tali somme andrebbero in prescrizione. L’Ufficio però non ha provveduto ad organizzarsi per ricevere la marea di cittadini che, come era chiaramente prevedibile, si sarebbe riversata a chiedere chiarimenti e rettifiche.


Però, e questa è una novità, hanno predisposto un servizio di appuntamenti, per evitare il più possibile le file. Bravi! Peccato che gli appuntamenti siano a lunga scadenza: telefonando il 13 dicembre, l’appuntamento è stato fissato per l’uno marzo, cioè dopo quasi tre mesi. Potrebbe andare ancora bene, tranne per un piccolo particolare: dalla data della notifica decorrono i sessanta giorni per eventuali ricorsi o per pagare, quindi l’appuntamento dopo tre mesi cancella il diritto del contribuente a ricorrere o a pagare con sanzione ridotta.


Ma era proprio così difficile prevedere il grande afflusso di contribuenti e rinforzare il personale addetto al loro ricevimento? No, non sarebbe stato difficile per un’amministrazione che avesse rispetto per i cittadini. E’ difficile per un’amministrazione, come quella di Gela, che continua a cazzeggiare e se ne infischia altamente dei suoi contribuenti, trattati con i piedi e senza alcun riguardo. Un’amministrazione “furbetta”, nel tentativo di fare cassa.
Ce ne ricorderemo, insieme a tante altre cose, al momento delle prossime amministrative.