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Messinese lancia la sfida. Pellitteri: «Anomalia politica»

Messinese lancia la sfida. Pellitteri: «Anomalia politica»

Con mossa a sorpresa, il sindaco Messinese completa la sua giunta

con la nomina di Valentino Granvillano del Consorzio Gela C’entro, dell’imprenditore Maurizio Melfa e Valeria Caci appartenente ad una associazione di volontariato. A comunicarlo, il sindaco in una conferenza stampa convocata nel pomeriggio di giovedì14 dicembre dopo che i tre assessori avevano prestato giuramento ottenendo anche dal primo cittadino l’assegnazione delle rispettive deleghe. Queste le dichiarazioni del sindaco e dei neoassessori.

 

Messinese: «La nuova giunta mi è stata suggerita dalla città di Gela. I nuovi assessori sono persone che si sono spese per migliorare il nostro territorio e per la sua crescita. Sono convinto di avere accanto a me sei persone che si spenderanno al massimo per garantire un futuro migliore della nostra città e creare quelle prospettive che daranno delle risposte al territorio per gli anni a venire».


Valeria Caci (servizi sociali, salute, istruzione): «Sono stata chiamata per prendermi una grossa responsabilità. Stare accanto alle famiglie che in questo momento affrontano un momento di crisi. Sono cosciente dell’incarico e della difficoltà di questo cammino. Ho intenzione di parlare in particolar modo con coloro che possono dare una mano a risollevare le sorti di Gela».

 

Valentino Granvillano (sport, turismo, cultura, eventi p.m.) «Gela ha bisogno di interventi immediati e risposte da parte di chi realmente conosce le problematiche. Sono stato chiamato come referente del gruppo Gela C’entro e probabilmente la chiave di lettura è uno sviluppo del centro storico».


Maurizio Melfa (lavori pubblici). «Questo è un momento più che mai opportuno di accostarsi alla causa della città. Mi è stato affidato un settore strategico che è un ramo che può dare moltissimo lavoro ed occupazione. Questa è la vera priorità di questa città».


Giovambattista Mauro (patrimonio, urbanistica e territorio). «Dobbiamo continuare a lavorare sul piano regolatore generale e nella fattispecie la situazione che proprio finora abbiamo ricevuto in dono. Speriamo di sistemare tutte le cose che sono rimaste in sospeso e vediamo di dare una forte accelerata come uno strumento di cui la città ha urgente bisogno».


 Intanto il numero di consiglieri pro-sfiducia è ormai giunto a 21 firme dopo il sì dei dem,  il M5S, i tre di Sicilia Futura e i crocettiani ed il gruppo di centrodestra con gli indipendenti Vincenzo Cirignotta e Angela Di Modica.


Alla luce degli ultimi avvenimenti abbiamo voluto chiedere all’ex senatore Gioacchino Pellitteri, referente di Alternativa moderata vicina a Forza Italia, quali scenari politici si possono ipotizzare. E’ pensabile una ipotesi di scioglimento del consiglio comunale per  una eventuale mancata approvazione del bilancio ed il permanere nelle sue piene funzioni questa nuova giunta assieme al commissario straordinario?  Cosa potrebbe sottendere la mossa di Messinese dopo la nomina degli ultimi tre assessori?


«Ritengo che questa sia una giunta anomala. Non mi pare rappresentativa della società civile, né può essere considerata di salute pubblica anche se qualcuno di questi assessori può risultare vicino a questo o a quel politico. Mauro ad esempio era molto vicino al socialista Piero Lo Nigro. La Caci ha candidato il cognato nella lista del Pd. Melfa è stato candidato sindaco. Per me questa è una giunta che non ha copertura consiliare».


Riguardo agli scenari politici che si prospettano o sui percorsi che dovrebbero essere seguiti, Pellitteri è molto più esplicito.  «Quel che penso è che si debba riunire immediatamente il consiglio comunale, approvare il piano delle alienazioni e mettere anche all’ordine del giorno la mozione di sfiducia ormai abbastanza ricca di adesioni. Se la mossa diabolica del sindaco è quella di far decadere il consiglio per cui al posto del consiglio c’è il commissario che naturalmente non può sfiduciarlo, sarebbe veramente una mossa di furbizia politica per la sopravvivenza propria, non della città. Un conto era tenere in piedi un governo di salute pubblica per il bene della città, come sosteneva l’esponente di Forza Italia Michele Mancuso, altro mantenere una giunta siffatta. A questo punto i consiglieri comunali non hanno dove andare. Devono sfiduciarlo direttamente».