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Politicamente scorretto. L'anno che verrà

Politicamente scorretto. L'anno che verrà

L’anno vecchio è passato, viva il nuovo anno! Che però prende in carico, né più né meno, gli stessi problemi del 2017, oltre a qualche novità capace di far fremere di indignazione non solo i cittadini, ma anche certi esponenti politici che per diversi anni forse sono stati un po’ distratti.

Il primo caso del 2018 riguarda il settore sanitario. Gela, penalizzata (checché se ne dica) dal piano sanitario regionale dell’ex assessore Gucciardi, che però ha saputo fare bene gli interessi del suo collegio trapanese.
Gela attende ancora l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, di cui si parla e straparla da anni. Ma intanto deve fare i conti con la “splendida” idea dei gestori della Santa Barbara che hanno programmato la chiusura della Neurologia, reparto che all’ospedale gelese non potrà essere pronto (lo dice il manager Iacono) prima di due anni. E vai con le proteste, le raccolte di firme, le sedute straordinarie del consiglio comunale, i richiesti incontri con Iacono ed il nuovo assessore regionale alla Salute per scongiurare il “deserto neurologico”.


L’arte di certi (o buona parte) politicanti di professione, da sempre, sta nel creare problemi, infiammare i cittadini e poi risolvere quegli stessi problemi che hanno “artisticamente” creato, per potersi presentare come “salvatori della Patria”. E certamente il problema, senza dubbio grave, della mancanza di Neurologia a Gela troverà degna soluzione: magari con la mancata firma dell’assessore regionale al progetto della Santa Barbara, o magari “grazie alla lotta del Pd per la sanità gelese” (come si evince dai proclami di guerra consegnati alla stampa a futura memoria).


La città, a parte la novità di cui sopra, affronta il 2018 con i soliti problemi: il cosiddetto “crono programma” per la bioraffineria (lento come i treni siciliani da terzo mondo); il “mistero Agroverde” parcheggiato senza benzina (ovvero senza soldi per investire e pagare gli espropriati); la raccolta dei rifiuti che dovrebbe costare, secondo le previsioni, quanto un trasporto eccezionale (e senza meccanismi premiali per chi fa con scrupolo la raccolta differenziata); i quartieri, quasi tutti, ormai, degradati (con un occhio particolare al centro storico dove, soprattutto sulla “movida”, non c’è alcun controllo di forze dell’ordine). E come ciliegina sulla torta, la questione tragicomica del Porto Rifugio, con l'inutile ed inutilizzabile canale fatto fare da Crocetta prosciugando i soldi con destrezza dalle compensazioni Eni del Comune di Gela: denaro sprecato solo per prendere in giro i gelesi e soprattutto la marineria gelese.


Gela intanto continua a spopolarsi, i gelesi emigrano, soprattutto i giovani. Che una volta andati in altre regioni per l’università difficilmente torneranno per trovarsi nel deserto occupazionale.
Ma stiamo tranquilli, il futuro è a due passi, a portata di mano. Si chiama campagna elettorale. Quella che il 4 marzo ci consentirà di mandare al Parlamento una pattuglia di senatori e deputati nominati dai vertici dei partiti. E sappiamo bene che i vertici dei partiti sapranno scegliere il meglio per le loro pecore, scusate, volevo dire per i propri elettori.


Buon 2018, quindi, e “stiamo sereni”: la ripartenza è appena all’inizio. Lo vedrete.