Dissalatore, primi ritardi: tarda la messa in esercizio

Dissalatore, primi ritardi: tarda la messa in esercizio

E’ ancora fermo il dissalatore di Gela, uno dei tre finanziati nell’Isola per sconfiggere l’atavica sete estiva dei siciliani.

Un mese di ritardo, forse anche due, per l’ultimazione dei lavori di posa in opera di questo impianto, che per Gela costituisce un deja vue, essendo stato uno dei primi territori siciliani a beneficiare negli anni settanta di appositi finanziamenti per la realizzazione di  ben cinque moduli, poi andati, come tante altre cose in questo territorio, in malore. Miliardi spesi e mal utilizzati, con strascichi e contenziosi tra la Regione, proprietaria degli impianti, realizzati con le tecnologie dell’epoca, e l’Eni, che ne assunse la gestione. Debiti accumulati nel tempo, con transazioni annunciate e mai del tutto rispettate.

Torniamo ai giorni nostri. Tra maggio e giugno i primi container sono arrivati a Porto Empedocle e Gela, mentre la consegna dei moduli per Trapani era prevista giorno 18 giugno. Ai tre dissalatori si sarebbe aggiunto successivamente anche il revamping dell’impianto fisso di Porto Empedocle. Gli interventi complessivi sono stati finanziati dalla Regione con 100 milioni di euro e comprendono anche le opere di allaccio a terra e a mare. Il coordinamento delle attività è stato affidato al commissario Dell’Acqua, su richiesta della Regione. Troppi passaggi, troppi enti interessati e quando sono tanti ad interessarsi, finisce con la deresponsabilità che spesso genera ritardi apparentemente inspiegabili.

I tre dissalatori che dovrebbero entrare in esercizio ad agosto (il condizionale è d’obbligo) funzioneranno sfruttare il sistema modulare, sono impianti di nuova generazione, con tempi di realizzazione rapidi. Dovrebbero – stando alle parti in causa –  Un passo decisivo verso la sicurezza idrica della Sicilia. 

Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana, aveva un mese fa dichiarato che "La consegna in tempi record è il frutto di una precisa scelta politica e amministrativa della Regione: abbiamo stanziato le risorse e deciso di affidarci alla Struttura del commissario nazionale e a Sicilia Acque – che ringrazio per la preziosa collaborazione – per garantire rapidità, efficacia e trasparenza. È una risposta concreta a un'emergenza senza precedenti, che stiamo affrontando con una visione strategica.

Voglio però essere chiaro: questi impianti non sono l'unica soluzione. Si inseriscono in un piano più ampio che la Regione ha già avviato, con oltre 200 interventi su pozzi, sorgenti, impianti di sollevamento, acquedotti e reti idriche, per un investimento complessivo che supera i 100 milioni di euro. Il nostro obiettivo è costruire una Sicilia più resiliente e sicura sul fronte idrico, con interventi strutturali, duraturi e coordinati, mai realizzati. Questa è la direzione che abbiamo scelto e che continueremo a percorrere con determinazione". 

A metterci la faccia ancora una volta è la Regione, impegnata con la “sua” Sicilia Acque, a portare a soluzione il problema che interessa l’intera Isola, su una questione in cui si stanno investendo diversi milioni di euro, con il beneplacito del governo centrale.