Chiusi a Manfria i festeggiamenti per i 30 anni della Casa Francescana

Chiusi a Manfria i festeggiamenti per i 30 anni della Casa Francescana

La VI Edizione del Premio Nazionale “Laudato sì mi Signore” il 29 agosto  e la solenne celebrazione eucaristica del Vescovo di Piazza armerina S.E. Mons. Rosario Gisana il 31, hanno concluso la stagione estiva di Manfria e anche il trentesimo della fondazione della Casa Francescana “S. Antonio di Padova”, caduto, forse per una più “alta regia” durante l'Anno Santo.

Da giugno in poi l'avvicendarsi di sacerdoti e alti prelati come fr. Pietro Giarracca, fr. Francesco Vinci, don Angelo Ventura, don Luigi Petralia, fr. Giovanni Salonia, don Filippo Salerno, don Giuseppe Fausciana, S.E. Mons. Michele Pennisi,  don Salvo Rindone, hanno dato spessore alle attività dell'oratorio, che ha avuto fra i suoi momenti forti la Festa di S. Chiara d'Assisi.

Ma sicuramente è stato proprio il Premio Nazionale “laudato sì”, abbinato alla IV edizione del Film Fest “Il Cinema dell'Anima”, a ribadire l' importanza della Casa pubblico nel territorio, non solo come luogo di culto ma anche come spazio di aggregazione sociale. un cuore pulsante che da 30 anni è roccaforte della frazione, come ha detto pure il sindaco Terenziano di Stefano. Non a caso il compianto don Franco Cavallo diceva che la Casa Francescana era “il polmone e l'ossigeno” di Manfria.

I riconoscimenti quest'anno sono andati al pluripremiato scrittore augustano Matteo Pugliares, allo scultore Roberto Tascone, all'attore gelese Emanuele Giammusso, a Rocco Giudice, fondatore e presidente del Centro Aiuto alla Vita, che tante mamme e tante famiglie ha aiutato in oltre 50 anni di attività, e ha salvato ben 3.500 bambini dall'aborto. Un uomo mite e umile che ha speso l'intera sua esistenza insieme alla moglie Giovanna per il prossimo. Altro premio è andato a Gabriella Cristina Ruggeri, co-fondatrice della Casa Francescana.

La serata, condotta in maniera spumeggiante da Carole Macrì, supportata dai giovanissimi valletti Giancarlo e Adriana, si è aperta con la proiezione del film “L'ultimo principe puparo” di Gianni Virgadaula che del premio è anche il direttore artistico. Ma anche altri contributi video 

hanno accompagnato i vari momenti dell'evento fra applausi, consensi e momenti di forti emozioni, regalati soprattutto dalle toccanti testimonianze umane di Giudice e Giammusso. E non è mancato neppure un momento in cui l'Associazione ex-allievi del liceo ginnasio “Eschilo”, attraverso la presidente prof. Falconeri e il vice presidente Pippo Abbate, hanno fatto una piccola donazione per le attività dell'oratorio. Alla serata ha preso parte una folta rappresentanza delle istituzioni, con il sindaco Di Stefano in testa. E poi la presidente della Commissione cultura Sara Cavallo, i consiglieri comunali Lucia Lupo, Davide Sincero, Giovanni Giudice, Antonio Di Benedetto, Antonio Moscato. 

Una edizione del Premio da ricordare, assimilabile ad altre importanti annate che videro premiati Alessandro Brustenghi, Josephine Alessio, Pupi Avati, Angelisa Castronovo, Maria Sicari e il poeta Rocco Vacca, poeta e maestro di gelesità, anche lui ricordato durante la serata. Il Premio Nazionale “Laudato sì” si è avvalso della collaborazione del Museo del Cinema “Pina Menichelli” e ha avuto il patrocinio del Comune di Gela - Assessorato alla Cultura e dell'Unione Cattolica Stampa Italiana, con l' hotel Sole sponsor ufficiale dell' evento.

LA TESTIMONIANZA DI VIRGADAULA

LA NOSTRA GIOVINEZZA PER L'ORATORIO

Per passione, fortuna e forse anche grazie a un pizzico di talento, ho avuto una lunga e dignitosa carriera cinematografica, ma penso che la cosa più importante della mia vita non sia stata la professione, ma l'impegno che io e mia moglie Gabriella Cristina (nella foto con Virgadaula) abbiamo condiviso sin da quando eravamo giovani qui in oratorio, per dare assistenza alle persone che in queste territorio periferico sembravano abbandonate dagli uomini...e anche da Dio.

Soprattutto a gente anziana e malata abbiamo dato conforto e regalato sempre una buona parola. Questa è stata la nostra non facile missione vissuta spesso fra l'indifferenza, i pregiudizi, la poca riconoscenza come ho anche scritto nel volume “Il tuo Volto Signore io cerco”, scritto in occasione dei 25 anni della Casa Francescana. 

Gianni Virgadaula e la moglie Gabriella Cristina Ruggeri

E adesso siamo a 30 appunto, felici di questi mesi così intensi e partecipati, che in parte ripagano da fatiche immense e iniziative portate avanti, è bene specificarlo, spesso senza risorse e sostegni di alcun genere. E da questo punto di vista l'oratorio si è mantenuto autenticamente francescano, veramente povero.

E forse è anche per questo che molte figure malate di protagonismo e visibilità, si sono tenute alla larga da questo luogo...perchè da noi l'unico compenso è sempre stata la fatica, la responsabilità, la coerenza a rimanere legati ai nostri valori e ai nostri principi. Qui io e mia  moglie siamo davvero invecchiati, privandoci per tre decenni (incredibile ma vero) anche di una vacanza. Ogni domenica in cappella a fare i “sacrestani”.

Ma abbiamo sempre avuto la vicinanza dei nostri vescovi, dei frati, dei sacerdoti, e soprattutto di Dio, che ad oggi ci ha almeno garantito salute sufficiente per servirlo. Cosa sarà domani poi non lo so. Mala Tempora Currunt e il futuro dell'umanità è oggi in mano a 3, 4 folli sanguinari che non ci lasciano certo essere ottimisti.

“UNA VOCAZIONE IMPERFETTA” NEL COMMENTO DI PADRE SALONIA

Il 9 agosto, ad inizio triduo della Festa di S. Chiara d'Assisi, si è avuto dopo 10 anni d'assenza alla Casa Francescana “S. Antonio di Padova”, l'importante ritorno di fr. Giovanni Salonia, teologo, scrittore, commentatore Rai nella trasmissione “A Sua Immagine, ed ancora docente universitario e psicoterapeuta di fama internazionale.

L'occasione del suo lungo atteso ritorno, la presentazione del libro di Gianni Virgadaula “Una vocazione imperfetta” (Maurizio Vetri Editore). Mediatrice del confronto fra padre Salonia e l'autore è stata Carole Macrì, nella suggestiva cornice della cappella dell'Immacolata alla Porziuncola, per l'occasione gremita in ogni ordine di posto. Fra le altre cose, padre Giovanni fu il religioso, allora ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini, ad inaugurare nel 1998 la piazzetta dedicata a padre Cherubino Valenti, il grande missionario, che era stato fra i fondatori, nel 1995 della Casa Francescana.