A Gela, il 7 dicembre prossimo, il Teatro Eschilo si trasformerà in un luogo dove l’arte incontra la solidarietà.
La terza edizione di “Se puoi sognarlo puoi farlo”, organizzata da Fondazione FAST Italia, rappresentanza italiana della Foundation for Angelman Syndrome Therapeutics (FAST), porterà sul palco musica, danza, poesia e teatro con un unico scopo: sostenere la ricerca sulla Sindrome di Angelman (SA), una malattia genetica rara del neurosviluppo che colpisce una persona su 15.000, circa 500.000 individui nel mondo.
La vita quotidiana dei bambini e degli adulti con SA e delle loro famiglie è fatta di sfide continue. Molti pazienti non parlano, alcuni non camminano, tutti hanno difficoltà motorie e problemi di equilibrio. Gli attacchi epilettici debilitanti e i disturbi del sonno rendono ogni giorno complesso, richiedendo un’assistenza costante e amorevole.
Per le famiglie, ogni gesto semplice—un sorriso, un passo, una parola—diventa un piccolo traguardo e una grande vittoria. Ma la ricerca scientifica rappresenta una luce di speranza. Grazie agli studi sostenuti da FAST Italia, le scoperte sui meccanismi della SA stanno aprendo la strada a potenziali cure non solo per questa malattia rara, ma anche per patologie più diffuse come Alzheimer e sclerosi laterale amiotrofica (SLA), dimostrando come il progresso scientifico possa avere effetti positivi sulla salute collettiva.
La serata, presentata da Molly Narciso e Marilena Trovato, sarà inaugurata dai saluti del sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, e di Alfonso Cirrone Cipolla, direttore sanitario dell’Ospedale di Gela. Seguiranno interventi di figure chiave nel settore medico e scientifico: Benedetta Sirtori, consigliere FAST Italia e membro del comitato scientifico; Rosario Caci, direttore dell’unità operativa di Pediatria e Neonatologia; e Nicola Pietrafusa, neurologo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Le loro testimonianze offriranno al pubblico una comprensione concreta della malattia, delle sfide quotidiane dei pazienti e del valore della ricerca sostenuta dall’associazione.
Anche l’aspetto artistico sarà protagonista. Sul palco si esibiranno Quintogrado Band con Francesco Maugeri, violinista e cantante, la danzatrice e coreografa Giada Gentili, la poetessa Monica Romano, gli allievi della Scuola di canto Harmonius guidati da Christian Sciascia, gli attori Guglielmo Greco e Emanuele Giammusso della compagnia “Antidoto”, e Rocco Lo Nigro con Choro’s danza e balletto. La serata vedrà inoltre la partecipazione straordinaria di Angelo Famao, con performance capaci di emozionare e coinvolgere tutto il pubblico. Non mancherà una degustazione di panettoni offerti dalla pasticcera Rosa Scudera, a marchio Mereri, per concludere la serata con un gesto di dolcezza e convivialità.
L’avvocato Sonia Romano, referente regionale FAST per la Sicilia e promotrice dell’iniziativa, sottolinea quanto sia prezioso il sostegno delle aziende locali: «Grazie alle loro donazioni e alla vendita dei biglietti, lo scorso anno siamo riusciti a raccogliere circa 6.000 euro».
E aggiunge: «Ogni gesto di solidarietà diventa concreta speranza. Non si tratta solo di finanziare la ricerca, ma di dare alle famiglie dei bambini con SA la possibilità di immaginare un futuro migliore per i loro figli». Una testimonianza, quella della Romano, che sottolinea come il legame con la comunità – fatto di donazioni, partecipazioni agli eventi e sensibilizzazione – possa trasformare ogni persona in un vero protagonista della ricerca.
Biglietti venduti, contributi economici e applausi degli spettatori diventano così i mattoni di una rete di solidarietà che supera i confini della città e si collega alla comunità internazionale. L’evento di Gela, ormai consolidato e sempre accolto con entusiasmo, è stato persino citato nella newsletter di FAST America, dimostrando come le iniziative locali possano avere risonanza internazionale.
La serata è quindi molto più di un semplice spettacolo: è un’occasione per condividere emozioni, far sentire vicine le famiglie colpite dalla SA e mostrare quanto la musica e l’arte possano diventare strumenti concreti di sostegno sociale.