A Butera esplode il caso Imu

A Butera esplode il caso Imu

A Butera, l’invio delle bollette IMU di recupero per gli anni 2020, 2021 e 2022 è diventato la scintilla di un incendio politico e sociale che sta travolgendo il Comune in un clima d'odio e trasformando una normale attività di accertamento fiscale in una questione di ordine pubblico.

Nel malcontento generale c'è chi soffia sul fuoco della contestazione. E se molti cittadini pagano anche a rate e altri manifestano le proprie proteste, qualche consigliere comunale cavalca la situazione con evidente opportunismo politico istigando la gente fino a mettere a repentaglio la sicurezza personale dei dipendenti.

Qui infatti, far pagare le tasse, scovare gli evasori, recuperare i crediti non riscossi si sta rivelando non solo un atto difficile ma un'operazione ad alto rischio per l'ufficio comunale tributi i cui impiegati sono stati minacciati di morte, compreso il dirigente dell'area finanziaria, Rocco Faluci, che è stato aggredito più volte da contribuenti esagitati e furibondi.

Proprio Faluci, la cui azione amministrativa è stata fatta bersaglio di una feroce campagna di delegittimazione, attraverso la diffusione di informazioni definite "fuorvianti", si è visto costretto a rivolgersi al prefetto di Caltanissetta e di scrivere alla Corte dei Conti, al sindaco e al Consiglio Comunale  per segnalare lo stato di grave pericolo in cui versa il personale del settore tributario. I social media e in particolare Facebook fungerebbero da campo di battaglia sul quale si renderebbe pubblico questo vero e proprio piano di  isolamento politico e morale fatto di false accuse, di denigrazione di sfiducia e di disprezzo i cui autori (secondo lo stesso Faluci) andrebbero identificati in alcuni consiglieri di opposizione fiancheggiati da taluni loro parenti. Faluci lamenta anche il totale silenzio dell'amministrazione comunale. Silenzio interrotto da espressioni di solidarietà solo dopo la nota trasmessa al prefetto.

Nella sua lettera Il responsabile dell'area finanziaria denuncia la diffusione di «messaggi tendenziosi, insinuazioni e slogan denigratori quali "progetto IMU per tutti", "salasso", "vessazioni", "persecuzioni", "enso che ne vedremo delle belle" e "cerchio magico”, espressioni chiaramente idonee a delegittimare l’azione amministrativa e ad insinuare nell’opinione pubblica l’esistenza di oscuri disegni ai danni dei cittadini» e di sospetta discrezionalità nella tassazione.

Anche per questo il dirigente chiede al prefetto di «assumere ogni conseguente determinazione ritenuta opportuna» e al sindaco di procedere alla rotazione del personale  affidando il «Servizio Entrate e Tributi comunali ad altri dipendenti in possesso dei requisiti professionali, presenti nella dotazione organica dell’Ente».

Per avere un'idea chiara della situazione esistente a Butera bisogna andare allo scontro politico avvenuto all'interno della maggioranza di centro-sinistra dopo la vittoria alle ultime comunali con l'elezione del medico Giovanni Zuccalà a sindaco del paese. Maggioranza divenuta opposizione un anno fa nel momento in cui il presidente del consiglio comunale, Emilio Tallarita (Noi Moderati) chiede, fuori dagli accordi politici, anche un assessorato da assegnare a Maria Cristina Chimera, senza però ottenerlo. 

Tallarita e Chimera fanno gruppo, abbandonano la maggioranza e passano con l'opposizione che da 5 consiglieri  passa a 7 e lascia Zuccalà sindaco di una amministrazione di minoranza esposta a rischio continuo di bocciature.

Da quel momento, ogni atto amministrativo diventa terreno di scontro durissimo fra le parti, dentro e soprattutto fuori dal consiglio comunale. Non si sottrae a questa contesa continua la campagna di recupero tributi promossa dalla ragioneria del Comune nel rispetto delle direttive della Corte dei Conti che aveva sollecitato il Comune di Butera, assai vicino al dissesto finanziario, a mettere in regola i propri bilanci.

Compito che è spettato al dirigente, Rocco Saluci, entrato in servizio nel 2011 quando l'ente non era in grado di riscuotere i propri crediti. L'opera di risanamento aveva successo e già dal 2019 i conti andavano in pareggio. "L'obiettivo, con i sindaci succedutisi nel tempo – dice il dr Rocco Saluci – è stato sempre quello di garantire i servizi ai cittadini e non andare in perdita ma mantenere i conti del Comune in ordine.

Purtroppo l'evasione dei tributi era altissimo. Superava il 50% a fronte di una spesa corrente di 8 milioni di euro (due dei quali riguardano gli stipendi e 1 milione la Tari) rispetto a un bilancio generale di 18 milioni. I trasferimenti di Stato e Regione purtroppo non coprono nemmeno la metà delle spese e dunque per garantire i servizi ai cittadini (scuole, illuminazione pubblica, strade, trasporti, uffici) bisogna che tutti contribuiscano pagando quanto dovuto. "Riscossione Sicilia" non ci garantiva però il necessario rientro dei crediti. Avviammo perciò un piano di recupero con un'altra azienda  "Poste Tributi scpa" appartenente a "Cassa Depositi e Prestiti".

Le cose andarono molto meglio ma nel 2017 uscirono dal mercato per una direttiva europea che sollevava obiezioni sulla loro concorrenza nel settore. Ci affidammo quindi al loro partner informatico, la "Assist srl", devo dire con ottimi risultati».

Oggi i conti sono in ordine e il sindaco, Zuccalà ci tiene a sottolineare che pur non essendo una scelta politica della sua giunta, lui sostiene e incoraggia «la giusta lotta contro l'evasione fiscale portata avanti dall'ufficio tributi perchè se si vogliono garantire i servizi alla nostra comunità bisogna scovare i furbetti e far pagare a tutti le tasse dovute». Il primo cittadino si è detto vicino al Personale vittima di minacce e intimidazioni e condanna ogni forma di violenza verbale e fisica. 

Ma ogni anno è una battaglia. E siccome ci sono tributi non pagati che vanno in scadenza se non contestati, quest'anno sono arrivate le bollette per gli arretrati IMU del 2020-21-22 con sistemi di accertamento che si richiamano al "Decreto Monti" n. 201/2011 con il quale per abitazione principale si intende, "l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare nella quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente". 

Ma nelle abitazioni al mare o in campagna non si dimora sempre, anche se si è residenti. Così taluni proprietari sono stati sollecitati a pagare l'IMU pur trattandosi di prima casa, perchè attingendo ai dati del "Punto Fisco" sono risultati sensibilmente ridotti i loro consumi di acqua, luce e gas, a conferma che non vi hanno dimorato. 

La contestazione e il conseguente avviso di pagamento Imu riguarda anche quei coniugi che risultano  con residenze separate nello stesso comune o in comuni differenti. 

Ma i consiglieri di opposizione contestano quelle che per loro sono "bollette pazze", gli arretrati e il sistema di valutazione applicato dal comune di Butera. Ne chiedono perciò l'annullamento perchè si richiamano a precedenti sentenze della Cassazione.

Al sindaco hanno consegnato gli atti processuali con la richiesta di cancellare i tributi non dovuti. Nel frattempo hanno presentato una proposta di delibera per la «internalizzazione del servizio di riscossione delle tasse ­– scrivono i consiglieri di opposizione – onde liberare finalmente gli utenti dalla pressione di una società esterna, la "Assist" di Torino, che come tutti sappiamo, ha operato riscossioni con fermo macchina, finanche non dovute, per errori del sistema, determinando non pochi problemi ai cittadini».

La proposta di delibera non ancora esaminata ha avuto il parere sfavorevole del dirigente dei tributi Rocco Faluci perchè intanto «la lotta all'evasione nell'ultimo quinquennio ha generato incassi superiori al dato previsionale finanziando anche le spese impreviste, e poi perchè non garantirebbe l'obiettivo dichiarato della economicità dell'ente ma causerebbe una diminuzione del gettito fiscale, un rallentamento della macchina amministrativa e un possibile danno erariale per la mancata esecuzione degli atti entro i termini perentori di legge».

Lo stesso Faluci informa poi i proponenti la delibera che, a livello nazionale, ci sta pensando già il governo centrale a trasferire l'attività di riscossione dei tributi locali più difficili a una azienda esterna, la AMCO, società partecipata dal ministero dell'economia. Comunque sia, in un Paese civile le tasse vanno pagate.