Turismo, Gela torna a crederci, dati in crescita e nuove prospettive

Turismo, Gela torna a crederci, dati in crescita e nuove prospettive

C’è un’aria nuova a Gela. Lo dicono i numeri e lo si percepisce lungo il litorale, tornato a riempirsi di famiglie, turisti e stabilimenti balneari.

I dati del 2023 e del 2024 confermano un aumento costante delle presenze turistiche, un segnale incoraggiante per una città che per decenni aveva perso la propria vocazione. Un tempo meta balneare tra le più frequentate della Sicilia meridionale, Gela cambiò volto con l’arrivo del polo petrolchimico negli anni Sessanta: sviluppo e occupazione da un lato ma inquinamento e degrado ambientale dall’altro. Le spiagge si svuotarono, gli alberghi chiusero, e la città, pur ricca di storia e bellezze naturali, divenne sinonimo di area industriale.

Oggi qualcosa sta cambiando, il ridimensionamento delle attività industriali e la transizione energetica hanno restituito al mare la limpidezza di un tempo. Le acque tornate cristalline, insieme a un rinnovato interesse per il patrimonio archeologico e naturalistico, stanno attirando nuovi visitatori. Festival, eventi estivi e iniziative culturali hanno ridato visibilità e fiducia a una comunità che vuole tornare a credere in sé stessa.

Dopo anni di disillusione, i gelesi riscoprono la loro identità marittima e i giovani vedono nel turismo una concreta opportunità di lavoro e riscatto. Restano tuttavia alcune ombre: i due musei cittadini, il Museo Archeologico Regionale e il Museo del Mare, sono ancora chiusi. La loro chiusura rappresenta una ferita e un limite per il turismo culturale: molti visitatori restano delusi davanti ai cancelli serrati. La riapertura dei musei e la piena valorizzazione del Parco Archeologico sarebbero passi decisivi per unire mare e cultura. Abbiamo chiesto all’assessore ai Beni Culturali e Turismo, Romina Morselli, come Gela intenda consolidare questo percorso di rinascita.

– Assessore, i dati degli ultimi due anni confermano un aumento significativo delle presenze turistiche a Gela. Quali sono, secondo lei, le ragioni principali di questo trend positivo?

«Negli ultimi due anni Gela sta vivendo una fase di crescita turistica concreta, frutto di un cambio di visione. Abbiamo puntato sulla valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale, rendendolo più accessibile e integrandolo con esperienze legate alla storia, alle tradizioni e all’enogastronomia locale. L’ampliamento dell’offerta ricettiva, con nuovi B&B e piccoli alberghi, ha migliorato la qualità dell’accoglienza. A questo si aggiunge una programmazione culturale sempre più ricca, con eventi e festival che hanno animato la città e le aree costiere. Oggi Gela crede nel turismo come motore di sviluppo, riscopre la propria identità storica e la trasforma in opportunità economica e culturale. È un percorso che richiede visione e collaborazione, ma i risultati sono già visibili».

– La città ha vissuto per decenni le conseguenze ambientali della presenza industriale. Quanto ha influito il miglioramento della qualità del mare nel rilancio dell’immagine turistica di Gela?

«È una domanda centrale, perché tocca uno degli aspetti più significativi del cambiamento che Gela sta vivendo. Il miglioramento della qualità del mare ha avuto un ruolo decisivo nel rilancio turistico di Gela. Dopo decenni segnati dall’inquinamento e dalle conseguenze della presenza industriale, oggi la città sta vivendo una vera rinascita ambientale. Grazie alla progressiva bonifica delle aree costiere, ai controlli più rigorosi e a una crescente consapevolezza ecologica, il mare è tornato una risorsa e non più un limite. Le analisi confermano acque più pulite, le spiagge sono curate e i cittadini hanno riscoperto il piacere di vivere il mare. Questo cambiamento ha modificato anche la percezione esterna: Gela non è più solo industria, ma una città di mare, con una costa adatta alla balneazione, allo sport e agli eventi. Il mare è tornato a essere il cuore identitario e il motore di sviluppo turistico, sociale ed economico della città».

– Gela possiede due musei chiusi, tra cui il prestigioso Museo Archeologico Regionale. Cosa si sta facendo per riaprirli e restituirli alla fruizione pubblica?

«Le interlocuzioni con Regione e uffici competenti sono costanti. Riceviamo rassicurazioni sulla prossima riapertura del Museo Archeologico, simbolo della città e tassello fondamentale per il rilancio turistico. L’obiettivo è inaugurarla prima delle vacanze natalizie. Al Museo della Nave i lavori procedono con impegno: si è entrati nella fase di allestimento del relitto, un bene unico al mondo che testimonia la storia antica di Gela. Queste riaperture rappresentano un’occasione decisiva per il rilancio culturale e turistico».

– Infrastrutture adeguate e collegamenti efficienti sono necessari per migliorare la mobilità e l’accessibilità della città, sono previsti interventi in questo senso?

«Sì, infrastrutture e collegamenti sono fondamentali, ma a Gela è già in corso un cambiamento concreto. Diversi cantieri di riqualificazione stanno ridisegnando il volto della città, in particolare lungo il fronte mare, da Orto Pasqualello a Otto Fontanelle e sul Lungomare Federico II di Svevia. Gli interventi puntano a creare una vera passeggiata urbana sul mare accessibile e fruibile tutto l’anno. Sono in corso anche lavori per migliorare gli accessi alle spiagge, con interventi di decoro, sicurezza e sostenibilità ambientale. Tra i progetti più significativi ci sono la riqualificazione dello Scalo Ferroviario, destinato a diventare un nodo strategico di mobilità e rigenerazione urbana, e il recupero di Monte Lungo, che unirà paesaggio, natura e storia. È una stagione di trasformazione profonda: i cantieri rappresentano i tasselli di una visione che mira a rendere Gela più bella, accogliente e vicina al mare».

– Il turismo balneare è importante, ma Gela può offrire anche percorsi storici e naturalistici. Pensiamo al sito dell’antica acropoli, le mura greche, i resti di edifici sacri e residenziali, la riserva Biviere. Esiste un piano per mettere in rete i diversi siti e diversificare l’offerta destagionalizzando i flussi turistici?

«Sì, è proprio questa la direzione su cui stiamo lavorando. Il turismo balneare resta importante per Gela, ma la nostra visione è più ampia: vogliamo creare un sistema integrato che metta in rete siti storici, archeologici e naturalistici, diversificando l’offerta e destagionalizzando i flussi turistici. L’obiettivo è collaborare con Soprintendenza e enti delle aree protette per collegare luoghi simbolo della storia:  Acropoli, Mura Greche, templi e abitazioni antiche con aree naturali come la Riserva del Biviere e la costa di Monte Lungo, creando itinerari che uniscano archeologia, natura e tradizioni locali, con esperienze enogastronomiche e attività outdoor. È un modello sostenibile, pensato non solo per l’estate, ma per chi cerca cultura, natura e scoperta tutto l’anno. Gela ha le potenzialità per diventare un laboratorio di turismo culturale e ambientale, dove mare, storia e natura dialogano e si completano».

– È previsto un coinvolgimento dei giovani e delle imprese locali nella costruzione di un sistema turistico integrato e duraturo?

«Molte delle iniziative che stiamo portando avanti vanno proprio in questa direzione: vogliamo creare un sistema integrato che metta in rete siti storici, archeologici e naturalistici, così da diversificare l’offerta e destagionalizzare i flussi. Stiamo avviando collaborazioni con la Soprintendenza e gli enti gestori delle aree protette per collegare i luoghi simbolo della storia gelese – l’Acropoli, le Mura Greche, i templi – con la Riserva del Biviere e l’area di Monte Lungo, creando itinerari che uniscano archeologia, natura e tradizioni locali. È un modello di turismo sostenibile, pensato per tutte le stagioni e rivolto a chi cerca esperienze culturali, ambientali ed enogastronomiche. Gela ha tutte le potenzialità per diventare un laboratorio di turismo integrato dove mare, storia e natura dialogano e si valorizzano reciprocamente».

– Guardando al futuro, qual è la visione strategica dell’amministrazione per consolidare il rilancio turistico di Gela e trasformarlo in una risorsa stabile per la città?

«Il rilancio si fonda su pilastri chiave: rigenerazione urbana, valorizzazione del patrimonio archeologico e naturalistico, coinvolgimento di imprese e giovani, e promozione coordinata. L’obiettivo è una città che non solo accolga turisti, ma viva di turismo, generando lavoro, qualità urbana e orgoglio identitario. Gela ha le carte in regola per riuscirci, e il nostro impegno è rendere questo cambiamento stabile e condiviso».