Quella musica che gira intorno

Quella musica che gira intorno

Di una cosa i gelesi non hanno avuto motivo di lamentarsi durante la scorsa estate: musica, e più in generale, intrattenimento.

Ce n’è stata per tutti i gusti: vocale e strumentale, classica e moderna, pubblica e privata. Si è passati dai gruppi improvvisati che si sono esibiti nella villa della famiglia Moscato/Spasciamaronna a Roccazzelle/Manfria, alle serate incantevoli nelle mura federiciane del plesso scolastico Santa Maria di Gesù, fino al concerto clou dei Colors nel piazzale ad ovest  della litoranea per Macchitella. Nel loro piccolo (e nel loro… grande), sia Comune che Associazione Amici della Musica – una sessantina di “date” solo tra agosto e settembre – hanno ottenuto fondi pubblici, quasi tutti dalla Regione. Tutto normale, o quasi.

Diversa storia per i concertini spontanei a casa Moscato, a Manfria. Qui non si usano auto-tune o marchingegni che ne distorcono la natura. Niente di registrato, tutto dal vivo, tutto gratis, anzi no! Pizza per tutti, quella a marchio Moscato (grazie alla Signora Maria), una famiglia che ha dietro una storia musicale lunga più di 60 anni. Ed è a questa che vogliamo dedicare questo spazio, per la genuità degli eventi, dove i musicisti suonano e cantano senza prendere cachet.

Tutto nasce dalla forte passione per la musica dell’adolescente Orazio Moscato (oggi senior), che viene conquistato dalla batteria, lo strumento meno musicale tra i tanti. Orazio, che ai tempi – siamo a metà degli anni Sessanta – suona con vari gruppi. E canta, anche. Orazio trasmette la sua passione al figlio Dario e questo ai figli Orazio e Giulio. Il primo dei due eredita la passione per la batteria, come il padre Dario e il nonno, il secondo, che ancor studia, per la chitarra.

Ne parliamo con Dario, che con il padre si adopera ogni estate per organizzare nella loro villa di Manfria/Roccazzelle delle piacevoli serate.

«Lo facciamo per diletto – ci confida Dario – per stare con gli amici ed animare una stagione spesso avara di manifestazioni musicali. Quest’anno, a dire il vero, grazie all’impegno del Comune e dell’Associazione musicale che fa capo al M° Ragona, non abbiamo avuto motivo di lamentarci. A Gela abbiamo tanti bravi musicisti e cantanti. Meritano spazio e considerazione.

Sotto questo aspetto, la platea di gente che produce musica si è ampliata, ma non basta a soddisfare la richiesta di serate, di opportunità per tanti giovani che hanno bisogno di spazi e occasioni per esibirsi. Tornando alle serate nella nostra casa di villeggiatura, ci danno la possibilità di tenerci in attività, diciamo in allenamento, dove anche mio padre Orazio – che da un po’ ha superato i 70 anni –  trova ancora il piacere a sedersi sullo sgabello della batteria».

Dario Moscato, che come il padre lavora in ospedale, ha ispirato la formazione di una band con elementi tutti dipendenti dell’Azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Gela. Ne fanno parte il dott. Luciano Morselli (chitarra acustica), lo stesso Dario Moscato, tecnico apparecchiature elettromedicali (batteria), il chirurgo Santo Figura (tastiere), il primario gastroenterologo Pippo Leonardi, l’operatore sanitario Hermano Copa Cafesa (chitarra), l’infermiera Maria Luisa Pirone (voce); l’unico esterno, Nuccio Muccini (basso).

«Anche con questa speciale formazione – aggiunge Dario Moscato – siamo riusciti a strappare un paio di contratti durante la scorsa estate. Ci divertiamo e ci permette di coltivare questa passione dopo una giornata di stressante lavoro in ospedale. Ci chiamiamo Hospital band.

Ho cominciato a suonare ancora ragazzino con una band – i Substantia –. Ho seguito gli insegnamenti di mio padre, che continua ad educare musicalmente me e i miei figli Orazio e Giulio».

La palestra musicale dei Moscato è la loro casa a Manfria. L’hanno frequentata decine e decine di musicisti, dal maestro Rocco Mammano, a Enzo Tabone, Salvo Pagnotta, Filippo Solito, Santo Figura, Maria Luisa Pirone, Saverio Bunetto, Gaetano Fasciana, Rocco Tandurella, Vincenzo Vella, Francesco Caruso, Franco Quattrocchi.

L’auspicio di Dario: «A Gela mancano locali al chiuso dove si possa fare musica anche in inverno. L’estate scorsa, grazie all’infaticabile maestro Ragona, abbiamo avuto modo di suonare. Non ci possiamo lamentare. Vorremmo poterlo fare anche in inverno, magari sotto le feste di Natale».