Corriere di Gela online

Notizie e approfondimenti su cronaca, politica ed eventi a Gela e nel Comprensorio

Tribuna Aperta

Gela perde pezzi importanti della sua popolazione

di Redazione 18 Gennaio 2020

Sempre più gelesi, in particolare i giovani, abbandonano la Sicilia per cercare maggiore fortuna al nord e all’estero.

 Tra quelli che scelgono di andarsene, crescono gli emigrati in possesso di un’elevata preparazione professionale e culturale, oltre che la forza braccia. In una cultura locale distruttiva che tende ad evidenziare il negativo e mai le tante possibilità di sviluppo che offre il territorio non può essere l’inverso.
Nel 2019 cresce del 65% la fetta di investimenti destinata al Nord Ovest. Il Mezzogiorno perde lo 0,5% degli investimenti rispetto all’anno precedente e le opere superiori a 5 milioni di euro calano del 19,9%.

In Sicilia e Sardegna, investimenti in crescita del 14,9%. Esclusi dagli investimenti infrastrutturali il Comune di Gela. Sintomo più evidente di un Paese che naviga a vista e non pensa al futuro. Un territorio fragile e arretrato,  la tendenza statale e politico a non investire in questo territorio perché ritenuto falsamente e pretestuosamente territorio ad alta penetrazione mafiosa ha significato povertà, disagi emigrazione. 

Ma gli imprenditori,  professionisti e operai gelesi in passato hanno costruito ponti, ferrovie, aeroporti, fiere, intere città, distinguendosi in Italia e Europa per rispetto della legge, normative, sicurezza sul lavoro, e per la loro professionalità. 

Cosa comporti una politica a investimenti zero, si deduce facilmente da una città di mare senza un porto, senza autostrade, senza ferrovie, senza sanità, senza zone fieristiche, o macelli comunali. Una città abbandonata in deflazione, involuzione e decadenza, colpa della politica e giornalismo fantasioso di cronaca nera locale.

Promesse. L’ultima in ordine cronologico è il Piano per il Sud da 100 miliardi in dieci anni, annunciato dal premier Conte e dal ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, che dovrebbero fare arrivare l’autostrada a Gela. Vedremo se basteranno, quantomeno, a far sembrare anche che Gela fa parte dell’Italia.

dott. Francesco Agati (esperto in strategie per lo sviluppo socio-economico del territorio) 

Commenti

Non ci sono ancora commenti. Puoi lasciare il primo contributo.

Lascia un commento

Avviso sui commenti

Puoi commentare senza creare un account. Nome ed email non sono obbligatori; l'email non viene mostrata pubblicamente.

La testata "Corriere di Gela Online" esclude ogni responsabilità per i commenti pubblicati dai singoli utenti. Ogni commento riflette esclusivamente il pensiero e la responsabilità personale di chi lo invia.