Dona 100 mila euro dei suoi risparmi per sostenere la lotta per la legalità contro l’usura e permette alla parrocchia di San Giacomo di aprire il servizio di microcredito per aiutare le famiglie più povere e fragili di Gela ad affrontare momenti di difficoltà finanziaria per malattie improvvise, perdita di lavoro ed altri problemi.

La generosa benefattrice è una ex insegnante gelese di scuola primaria, si chiama Enza D’Angeli, ha 74 anni ed oggi vive serenamente da pensionata. Una donna molto devota che ha voluto mettere in pratica il precetto cristiano «ama il prossimo tuo come te stesso» ponendo i suoi soldi a disposizione della Chiesa ed in particolare alla parrocchia di San Giacomo e alla fondazione nazionale antiusura “Interesse Uomo”.

Don Luigi Petralia è il parroco di San Giacomo e già dal 2017 al 2020 era stato punto di riferimento per quei cittadini che non volevano sottostare al ricatto degli usurai legati alla malavita organizzata. La fondazione antiusura è guidata invece da don Marcello Cozzi, un sacerdote lucano impegnato da molto tempo ad affrontare il disagio sociale delle famiglie, a contrastare le mafie e a educare la gente alla legalità e alla giustizia.

Don Petralia e don Cozzi, giovedì scorso, nel salone parrocchiale di San Giacomo, hanno presentato alla stampa la riapertura dello sportello antiusura a Gela, dopo la pausa degli anni del Covid, e hanno ufficializzato l’istituzione del servizio di microcredito, intitolato alla sua finanziatrice Enza D’Angeli, che erogherà prestiti individuali alle famiglie fino a un massimo di 5 mila euro.

Responsabile dello sportello antiusura e del microcredito sarà un ex direttore di filiale bancaria, Salvatore Giardina, ex Montepaschi, fra pochi giorni in pensione. C’era pure lui alla conferenza stampa. E oltre ai cronisti, anche la presidente del consiglio comunale, Paola Giudice, il deputato regionale Salvatore Scuvera (Fd’I), e il commerciante di Niscemi, Elvis Lionti, che ha ribadito il suo «sentirsi libero» da quando si è ribellato al racket delle estorsioni.

C’era ovviamente anche la maestra D’Angeli alla quale i cronisti hanno chiesto perchè mai tanta generosità. «L’ho fatto per aiutare il prossimo – ha spiegato l’ex insegnante – per sostenere quella gente che ha maggior bisogno e che rischia di finire sotto il ricatto della malavita. Non sono sposata, non ho figli nemmeno adottivi. Ho avuto la possibilità di farlo, ho lavorato 40 anni dedicandomi all’insegnamento e ora ho deciso di dare questo mio contributo per aiutare la fascia di popolazione più fragile della mia città».

Il microcredito sarà erogato senza troppa burocrazia, dopo una rapida fase istruttoria. Ma don Cozzi tiene subito a precisare che i prestiti andranno a chi si dimostra in condizione di restituirli i soldi (con interessi molto contenuti) che una volta rientrati serviranno per aiutare altri bisognosi.

«Non è la soluzione del problema – ammette don Luigi Petralia – ma è pur sempre un concreto segnale di aiuto, di solidarietà. Anche questa scelta della chiesa di mettere a disposizione i locali della parrocchia per attivare questo sportello di microcredito diventa un segno visibile dell’attenzione verso la gente più povera e bisognosa offrendo ascolto, accompagnamento e dignità. E’ una chiesa che si occupa dell’uomo, delle persone».

Più complessa la procedura e più rigorose le garanzie e i requisiti richiesti per i finanziamenti antiusura che andranno assegnati fino a un massimo di 60 mila euro a chi (operatore economico o ditta individuale, sono escluse le società) denuncia i propri usurai, dimostra la situazione debitoria, di non potere accedere ai prestiti bancari e di avere capacità di solvibilità.

«Ci tengo a sottolineare – puntualizza don Cozzi – che con la riapertura di questo sportello cerchiamo di raggiungere quelle persone che per motivi vari non riescono ad accedere al credito ordinario con banche e finanziarie.

Attraverso i servizi della fondazione e grazie alla normativa dello Stato (vedi la legge n.108 del ’96) noi presteremo garanzie a tutti quelli che non possono accedere ai prestiti bancari, che sono “protestati”, in “sofferenza”, che hanno debiti e che non riescono a pagare perchè le banche non gli danno più fiducia. Vi accedono quelli che sono scartati dal circuito bancario e nel contempo sono appetibili nel circuito illegale dell’usura».

Paola Giudice ha voluto ringraziare la maestra D’Angeli per la sua generosità, don Luigi Petralia e don Marcello Cozzi per le loro iniziative.

«Grazie per averci coinvolti come istituzione – ha detto Giudice –. Ritengo la nostra presenza doverosa ad eventi di questo tipo che favoriscono la prevenzione e il contrasto all’usura, uno dei reati più odiosi, e promuovono la concomitante apertura di uno sportello di microcredito che agevola  la fascia della città più bisognosa».