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Parcheggio di rifiuti e di abbandono

di Vincenzo Di Dio 12 Luglio 2025

Realizzato nel 2010 con un investimento pubblico di circa sei milioni di euro, il parcheggio multipiano di Caposoprano, in viale Indipendenza a Gela, non è mai entrato realmente in funzione.

Consegnato al Comune nel 2011, avrebbe dovuto garantire oltre 240 posti auto e alleggerire il traffico nella zona del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele”. Oggi è una struttura vandalizzata, in parte inutilizzata, simbolo evidente di spreco e degrado urbano.

In realtà, secondo l’impostazione originaria del progetto, la parte inferiore della struttura era destinata esclusivamente alla sosta, mentre il piano superiore era stato immaginato come una piazza urbana: uno spazio polifunzionale, da adibire a servizi, eventi e momenti di aggregazione, integrato nel tessuto cittadino. Una bella idea, rimasta sulla carta.

La zona è quella di Caposoprano, tra le più trafficate della città. Qui si incrociano viale Indipendenza e via Europa, arterie cruciali per la viabilità urbana. A poche centinaia di metri sorgono una scuola secondaria e uno dei principali ospedali del territorio, il “Vittorio Emanuele”. Solo il piano superiore della struttura è in funzione come area di sosta, mentre quello interrato è inutilizzabile. Le infiltrazioni, dovute al mancato convogliamento delle acque piovane, hanno provocato danni agli impianti elettrici, al sistema antincendio, alla rete idrica e alla struttura.

Le scale di collegamento sono impraticabili, invase da rifiuti e utilizzate come latrine. La parte superiore rischia di trasformarsi in una discarica urbana a cielo aperto (siamo già a buon punto). Le colonnine per la ricarica delle auto elettriche e i pannelli fotovoltaici installati sul tetto sono danneggiati. L’impianto di videosorveglianza è presente, ma non funzionante. L’accesso veicolare è libero: le sbarre sono state divelte da tempo.

Dal 2013 si susseguono atti vandalici e furti. Vetri infranti, plafoniere divelte, cavi elettrici rubati, arredi distrutti, impianti manomessi. Nessun intervento concreto ha mai riportato la struttura alla funzione originaria. Nel corso degli anni sono state avanzate diverse ipotesi di riconversione: pista di pattinaggio, attività commerciali, chioschi, persino una pista per l’elisoccorso. Nessuna di queste proposte si è tradotta in un progetto reale.

Nel 2023 la giunta ha deliberato l’utilizzo del piano esterno per la sosta a pagamento: 140 stalli a pagamento, 57 gratuiti, più alcuni riservati. Ma l’interno della struttura resta inutilizzabile.

Il parcheggio “Ospedale Sud” appare oggi lontano dagli obiettivi per cui era stato progettato. Tuttavia, l’assessore alla mobilità del Comune di Gela, Simone Morgana (Movimento 5 Stelle), contesta questa lettura. «Il piano superiore – ha spiegato – è regolarmente utilizzato come area di sosta, suddivisa tra strisce blu e stalli liberi. Non si tratta di un vero parcheggio multipiano, come il parcheggio Arena: è più simile a una piazza aperta con accesso diretto da viale Indipendenza, e attualmente svolge la sua funzione».

Sulle condizioni del piano interrato aggiunge: «Quella è la parte realmente problematica. Le infiltrazioni si risolvono con il rifacimento del sistema di drenaggio delle acque, ma ci sono anche problemi strutturali legati agli impianti. Serve ripristinare l’elettrico, l’antincendio, verificare l’impianto idrico. Tutto ciò richiede fondi specifici che stiamo cercando di reperire. Il nostro obiettivo è restituire l’intera struttura alla sua funzione originaria, come parcheggio intermodale, insieme all’Arena».

Sulle somme necessarie per l’avvio dei lavori al piano terra, Morgana è netto: «Non essendoci stato un progetto precedente oggi non possiamo intervenire, siamo in dissesto finanziario».

Nonostante il parcheggio funzioni regolarmente, nell’adiacente via Europa si continua a posteggiare in divieto di sosta, soprattutto nella parte vicina all’istituto scolastico. Morgana replica: «Non è vero, abbiamo percentuali di multe altissime. Le sanzioni vengono elevate regolarmente. Il problema è culturale: c’è ancora l’abitudine a parcheggiare in zone vietate. Io posso intervenire sul rispetto della norma – continua Morgana – ma chiedo anche la collaborazione dei cittadini. In via Romagnoli e via Europa, nei tratti che costeggiano l’istituto scolastico, è attiva la “zona scolastica” con semaforo che impedisce il transito veicolare: e nel periodo scolastico la situazione è stata sotto controllo».

Sul degrado dell’area superiore, diventata una piccola discarica, l’assessore assicura: «Siamo già intervenuti più volte con la pulizia, e se la situazione è tornata critica, interverremo ancora. Non è la prima volta e non ci tireremo indietro».

Il parcheggio fu anche al centro dello scontro politico durante la precedente amministrazione. Il Partito democratico, allora all’opposizione, utilizzò lo stato di abbandono della struttura per attaccare con toni duri il sindaco Lucio Greco. Oggi quello stesso partito siede in giunta, alleato del Movimento 5 Stelle. «Noi ad oggi siamo al governo – ha risposto Morgana – stiamo programmando l’utilizzo di quel parcheggio. In precedenza, su questo parcheggio, non era stato neanche ipotizzato cosa ci dovesse fare».

Il caso del parcheggio di Caposoprano non è solo una questione di incuria o degrado urbano: è lo specchio di una più ampia difficoltà amministrativa nel valorizzare le risorse pubbliche. In una città come Gela, dove la mobilità è fortemente condizionata dal traffico attorno all’ospedale e alle scuole e dove gli spazi per la sosta libera sono spesso insufficienti, non poter contare su una struttura già esistente rappresenta un paradosso.

Il rischio concreto è che, in assenza di interventi strutturali e di una visione chiara, il parcheggio rimanga per anni un’opera incompiuta. E se da un lato la nuova amministrazione assicura di voler pianificare il recupero del piano interrato, dall’altro lo stato di dissesto finanziario offre un alibi comodo per rimandare ancora. Nel frattempo, i cittadini continuano a convivere con l’abbandono e con l’idea che, a Gela, anche un parcheggio possa trasformarsi in simbolo di inefficienza e occasione mancata.

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