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Il nuovo lungomare, tra modernità e memoria Quale futuro per il pontile e la Conchiglia?

di Angelo Franzone 10 Settembre 2025

Una profonda trasformazione urbana attende Gela e il suo litorale grazie alla realizzazione del nuovo lungomare Federico II di Svevia i cui lavori sono già in fase di realizzazione.

Un progetto atteso da anni che promette di restituire alla città un volto nuovo, più moderno e accogliente. La riqualificazione punta a valorizzare uno dei tratti più suggestivi del litorale, restituendo ai cittadini e ai visitatori uno spazio fruibile, con aree pedonali, spazi verdi, percorsi ciclabili e una nuova concezione di vivibilità costiera.

Se da un lato l’entusiasmo per il progetto cresce, dall’altro si apre un dibattito che tocca le corde profonde dell’identità collettiva: quale sarà il destino del pontile e della conchiglia, due strutture storiche ormai segnate dal tempo e dall’incuria? Per intere generazioni di gelesi il pontile è stato molto più che una semplice infrastruttura, luogo di passeggiate, di attese, di fotografie che raccontano la storia della città e il suo legame con il mare. 

La conchiglia con la sua caratteristica architettura ha rappresentato, invece, uno spazio di socialità e di eventi, punto di riferimento immediatamente riconoscibile sul lungomare. Oggi, purtroppo, entrambe le strutture si trovano in uno stato di evidente degrado, sospese tra il ricordo e l’abbandono.

La loro sorte divide l’opinione pubblica tra chi invoca la demolizione per far spazio a un lungomare più lineare e moderno e chi, invece, chiede con forza un intervento di restauro capace di integrarle nel nuovo disegno urbano. Il nodo da sciogliere è delicato: come coniugare la voglia di rinnovamento con la necessità di preservare la memoria storica della città?

L’identità di Gela passa inevitabilmente anche attraverso i suoi simboli urbani e cancellarli potrebbe significare rinunciare a una parte della sua storia. Al contrario, il recupero e la valorizzazione potrebbero trasformarli in punti di forza del nuovo lungomare, capaci di legare il passato con il futuro.

Abbiamo chiesto all’assessore alle grandi opere pubbliche, Luigi Giuseppe Di Dio, che ringraziamo per la sensibilità e disponibilità mostrata, quale destino spetterà a queste opere e quanto la riqualificazione sarà in grado di tenere insieme modernità e memoria storica.

Per il pontile è prevista una riqualificazione o si andrà verso una demolizione?

«Già nel 2021 la Regione aveva previsto la demolizione del manufatto, inserendo anche un finanziamento regionale. Da allora, però, tutto è rimasto bloccato e procede a rilento.

Nel frattempo, sono nati comitati cittadini a difesa di questo bene storico affinché non venga cancellato. Nel marzo di quest’anno la Regione ha nominato un nuovo Responsabile unico del procedimento, ma ad oggi non ci sono ancora notizie concrete. Personalmente sono convinto che questo bene debba essere salvaguardato e restaurato perché rappresenta un pezzo importante non solo della storia gelese ma anche della storia italiana e mondiale.

Qualora non fosse tecnicamente possibile un restauro che ne garantisca la conservazione, ritengo che la Regione debba farsi carico di un progetto complessivo di demolizione e ricostruzione: la nostra storia non può e non deve essere cancellata».

– Ci sono già interlocuzioni in corso tra Comune e Regione per definirne l’utilizzo futuro?

«Negli ultimi anni più volte ci sono stati interlocuzioni con gli uffici Regionali il cui intento è quello di eliminare il pericolo di crollo del manufatto. Mentre da parte della politica locale non ci si è limitati solo al problema sicurezza ma anche all’importanza di tutelare e conservare questo bene storico».

– Molti cittadini sono affezionati al pontile come simbolo del litorale gelese: sarà coinvolta la cittadinanza in una decisione sulla sua sorte?

«Come dicevo prima sono nati diversi comitati a difesa della tutela di questo patrimonio a cui va il mio pieno sostegno. La tutela e salute dei cittadini rimane una priorità assoluta ma è fondamentale non dimenticare il nostro patrimonio e la nostra storia».

– Anche la Conchiglia è in stato di degrado. È previsto un suo restauro?

«Anche la conchiglia rappresenta un simbolo storico per la nostra città, ma nelle condizioni attuali, purtroppo, trasmette solo un’immagine di degrado. Per questo ritengo che vada demolita e ricostruita, magari attraverso un partenariato pubblico-privato che permetta di restituirle dignità e funzionalità».

– È prevista una cabina di regia o un tavolo tecnico congiunto Comune–Regione per seguire questi beni?

«Si tratta di una tematica che più volte è stata affrontata anche con consigli comunali monotematici. Insieme alle associazioni di tutela sono stati predisposti fascicoli per seguire da vicino l’iter relativo a questi beni. Oggi, con la riqualificazione del lungomare in corso, è arrivato il momento di riaccendere i riflettori sulla questione e sollecitare la politica regionale, affinché si possa finalmente programmare in modo chiaro e definitivo gli interventi necessari per queste opere».

In generale, come si inseriscono pontile e conchiglia nella visione del nuovo lungomare?

«Come amministrazione, per quanto di nostra competenza, stiamo lavorando per completare la valorizzazione del lungomare. Faremo tutto il possibile affinché queste due opere possano non solo coesistere con il nostro progetto, ma diventarne parte integrante».

– Oltre al pontile e alla conchiglia, ci sono altri edifici o strutture storiche che l’amministrazione intende recuperare nell’ambito del progetto del nuovo lungomare?

«Vorrei sottolineare che una delle opere su cui questa amministrazione intende intervenire è l’ex Dogana, che si trova tra i due lotti del lungomare ed è già stata inserita nella programmazione economica della FUA (Area Funzionale Urbana). Si tratta di un edificio storico che restituirà dignità e prestigio a quella parte di litorale, dove prevediamo anche la realizzazione di un piccolo museo virtuale per far rivivere i momenti dello sbarco alleato a Gela del 10 luglio 1943».

Fu proprio sulle spiagge gelesi che le truppe americane misero piede per avviare l’Operazione Husky, l’imponente campagna che portò alla liberazione dell’isola durante la Seconda guerra mondiale. Quelle ore drammatiche vissute tra bombardamenti, combattimenti e lo stupore della popolazione civile, restano ancora oggi una delle pagine più forti della memoria collettiva.

La realizzazione di un museo virtuale consentirà ai visitatori di rivivere i momenti dello sbarco attraverso immagini, ricostruzioni digitali e testimonianze d’epoca. La sfida, per Gela, è quella di costruire un lungomare che non sia soltanto bello, funzionale, moderno e accogliente ma anche radicato nella memoria e capace di raccontare, attraverso luoghi carichi di significato, la storia di una città che ha sempre vissuto in stretto rapporto con il mare.

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