Gela punta sugli artisti: pronto il regolamento per l’albo cittadino
Se qualcuno, anche solo per un attimo, avesse pensato che l’istituzione dell’albo degli artisti locali sia la scusa per legittimare incarichi e prebende per pochi amici, è già stato smentito.
«Non un elenco simbolico, ma uno strumento di valorizzazione», assicura la presidente della Commissione consiliare permanente Cultura, Sport, Turismo e Spettacolo Sara Cavallo. Le iscrizioni saranno aperte a singoli artisti e associazioni con un unico obiettivo: costruire un archivio utile e trasparente su cui basare programmazioni e collaborazioni. «Un atto concreto a favore della cultura», ribadisce.
Eppure, nel cartellone delle manifestazioni estive, il “settore cultura” è sembrato relegato in un angolo.
Le manifestazioni organizzate dall’amministrazione comunale, preannunciate da impavidi tiktoker, puntavano ai numeri. Solo a quelli. Terminate le ubriacature da like e numeri vertiginosi per quanto riguarda la partecipazione del pubblico alle manifestazioni estive, adesso si torna a parlare di cultura con l’istituzione dell’albo degli artisti locali.
Il regolamento potrebbe approdare in Consiglio comunale entro la fine dell’anno: chi lo promuove è la Commissione Cultura, per valorizzare l’arte e gli artisti locali. Se approvato, Gela diventerebbe il secondo Comune in Sicilia a dotarsi di uno strumento di questo tipo.
– Non un censimento, ma un riconoscimento”
«L’idea nasce dalla volontà di valorizzare l’arte in tutte le sue sfaccettature», spiega Sara Cavallo. «Abbiamo predisposto un regolamento che coinvolge artisti, gruppi e associazioni del territorio. L’iscrizione prevede una scheda e un curriculum artistico: servono a capire chi fa cosa in città, nelle diverse categorie (musica, teatro, arti visive, letteratura, fotografia, danza, e così via)».
– La domanda è inevitabile: elenco simbolico o strumento operativo?
«Non è un censimento da archiviare. Vogliamo un dispositivo di valorizzazione che renda visibili competenze e percorsi, e consenta a uffici e organizzatori di attingere con trasparenza quando si programmano iniziative.»
– Niente corsie preferenziali? Tra gli operatori circola un timore: l’albo diventerà un requisito per accedere a spazi o contributi?
«No — chiarisce Cavallo —. L’iscrizione non sarà un prerequisito per collaborare con il Comune. Nessuna esclusività. L’albo è una mappa pubblica dell’ecosistema culturale: chi c’è, cosa fa, come contattarlo. Così come esiste un albo di professionisti, è giusto che ci sia anche un albo per gli artisti, perché contribuiscono al benessere culturale della comunità».
– E sulla selezione?
«Non ci sarà una commissione di merito che giudica la qualità artistica. È previsto un controllo documentale dei requisiti. Obiettivo: essere inclusivi e rapidi, evitando arbitri estetici e lungaggini».
– L’arte non ha età. Una scelta identitaria è la totale assenza di limiti anagrafici
«L’arte non ha età — insiste Cavallo —. Possono iscriversi maggiorenni e associazioni che operano stabilmente a Gela. Sarebbe stato ingiusto escludere qualcuno per un numero sulla carta d’identità».
Il modello guarda a esperienze esterne, ma con adattamento locale: «Adottiamo buone pratiche viste altrove, senza copiarle in modo rigido. L’albo deve parlare la lingua della città».
Dalla carta alla pratica. L’efficacia si misurerà nel dopo-approvazione: un albo serve se dialoga con la macchina comunale — bandi, programmazioni, spazi, biblioteca — se viene aggiornato e reso pubblico. Quando il Comune seleziona un artista, deve dichiarare in modo esplicito se e come ha utilizzato l’albo, indicando criteri, categoria di appartenenza e motivazione della scelta.
«Il regolamento è al momento in attesa dei necessari pareri tecnici e contabili; una volta acquisiti, il testo approderà in Consiglio comunale per la discussione e la votazione finale. Spero entro la fine dell’anno», afferma la presidente Sara Cavallo.
– Dalle “serate evento” alle reti.
«Fin da subito, nel ruolo che ricopro come presidente di Commissione, abbiamo puntato sulla cultura — racconta Sara Cavallo —. Il primo passo è stato garantire la fruibilità della Biblioteca comunale: ci chiedevamo come mai fosse stata inaugurata ma non realmente accessibile. Da lì sono partite molte iniziative e proposte, anche all’interno della stessa biblioteca».
Per Cavallo, la linea è chiara: «La cultura è la direzione che stiamo portando avanti come Commissione e credo che anche l’amministrazione abbia a cuore questa valorizzazione. Al di là delle altre priorità, la cultura deve restare centrale».
Una Commissione che lavora “di squadra”
Sul piano dell’iter, Cavallo parla di un percorso condiviso: «Abbiamo lavorato in sinergia, anche con i componenti di opposizione, e discusso molto sul tema dell’età. Alla fine abbiamo scelto la via inclusiva».
Della Commissione fanno parte i consiglieri Vincenzo Tomasi e Francesco Castellana (Movimento 5 Stelle), Massimiliano Giordanello (Una Buona Idea), Gabriele Pellegrino (gruppo misto), Maria Grazia Fasciana e Antonio Cuvato (Partito Democratico).
Il banco di prova: trasparenza e continuità
Gela conosce progetti partiti con entusiasmo e poi afflosciati. Qui la differenza la faranno tre parole: trasparenza, accessibilità, continuità. Trasparenza, perché l’albo deve essere pubblico e consultabile; accessibilità, perché servono procedure semplici e tempi certi; continuità, perché l’elenco va aggiornato e usato con regolarità.
Il resto dipenderà dalla capacità dell’amministrazione di trasformare l’albo in uno strumento reale di programmazione culturale e in un canale stabile di collaborazione con artisti, associazioni e spazi indipendenti della città.
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