La prossima settimana, nella sede dell’Assemblea Territoriale Idrica (ATI) di Caltanissetta, si terrà un tavolo tecnico convocato per esaminare le proposte avanzate dal consigliere provinciale Antonio Cuvato, esponente del Partito Democratico (Pd). L’incontro servirà a definire tempi, responsabilità e obiettivi del progetto di rete fognaria IP60 e del collettore ID107, infrastrutture attese da anni dalle frazioni balneari del territorio gelese.
Al tavolo prenderanno parte il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) ingegnere Marino, il dirigente del settore Ambiente del Comune di Gela, architetto Collura, i tecnici dell’ATI e i rappresentanti di Caltaqua, il gestore del servizio idrico integrato in provincia di Caltanissetta. Al centro del confronto ci saranno il funzionamento delle pompe di sollevamento dell’IP60, il cronoprogramma dell’intervento e lo stato del collaudo del collettore fognario ID107, destinato a servire le fasce costiere lungo il collettore Manfria–Gela.
La riunione è stata convocata grazie alla richiesta formale inviata nelle scorse settimane da Cuvato al presidente dell’ATI. L’obiettivo è duplice: rendere pienamente efficiente il progetto della rete fognaria e accelerare l’entrata in esercizio del collettore ID107 subito dopo il collaudo. Senza quest’ultimo passaggio non è infatti possibile procedere con le opere accessorie. «In quella sede – spiega Cuvato – Caltaqua dovrà indicare con chiarezza quando prevede di completare il collaudo. Tutto questo è possibile grazie alla massima sintonia e disponibilità tra il gruppo del Pd e il presidente dell’Ati».

Il collegamento fognario verso le zone balneari rappresenta una svolta attesa da anni dai residenti e dagli operatori turistici: un’opera ritenuta irrinunciabile perché consente di urbanizzare un’area a forte vocazione turistica, eliminare condizioni di precarietà igienico-sanitaria e chiudere definitivamente la procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea per violazione delle norme comunitarie sul trattamento delle acque reflue.
Cuvato ricorda che i progetti esecutivi della rete idrica e fognaria di Manfria risalgono al 2006, l’anno dell’insediamento di Caltaqua come gestore del servizio. «Ci sono voluti dieci anni perché venissero presi in considerazione – spiega – e quasi venti per arrivare al finanziamento. Come Associazione Manfria, insieme ai comitati di quartiere di Gela, abbiamo lottato a lungo per farli riemergere tra il 2015 e il 2016. Abbiamo rischiato di perdere un’occasione decisiva per lo sviluppo urbanistico del territorio, ma oggi possiamo dire che avremo acqua e fogna da Manfria a Roccazzelle».
I lavori sono partiti a fine ottobre: il finanziamento complessivo è di 3 milioni di euro e prevede la realizzazione di 7 chilometri di condotta fognaria, 12 impianti di sollevamento e 260 allacci alle utenze private. «Il nostro obiettivo – aveva dichiarato tempo fa il sindaco Di Stefano – è ottenere la Bandiera Blu per Manfria e superare definitivamente l’infrazione comunitaria».







