Gianni Virgadaula da sempre regista di nicchia, autore di opere per palati fini, nella sua ultima fatica cinematografica che lo ha visto impegnato 2 anni per ricostruire fedelmente la vicenda sportiva e umana di Nino Benvenuti, si supera e confeziona un piccolo capolavoro (così lo ha definito Michela Pellegrini) ricco di immagini suggestive e spesso inedite.
In questo lo ha aiutato molto l’ essere stato amico fraterno del mito della boxe mondiale, così la prima nazionale del suo lungometraggio dal titolo “Nino Benvenuti, un campione per amico” tenutasi il 4 dicembre a Roma alla Casa del Cinema, nel cuore di Villa Borghese, si è rivelato un grande successo. D’altronde era già una sfida tenere incollati sul grande schermo il pubblico per 100 minuti, ma sono state quasi due ore di emozioni, memorie, ricordi che alla fine hanno restituito ai presenti l’immagine autentica del pugile che nelle sua prima epica sfida con Griffith tenne incollati alla radio ben 18 milioni di italiani.
E la storia parte proprio da quel fatidico 17 aprile 1967, la notte della leggenda in cui un bambino in un’abitazione che dà su piazza San Francesco a Gela, segue il match con il padre e da allora diverrà il primo tifoso di Benvenuti. Gli applausi scroscianti, convinti e prolungati hanno sancito il successo del film del cineasta nel cui Dna narrativo c’è il Neorealismo di Zavattini e De Sica, ma anche la scuola dei suoi grandi maestri con i quali ha lavorato: Fellini, Loy e Avati.
La premiere è stata presentata dal noto giornalista e vaticanista Rai Enzo Romeo, e si è svolta alla presenza di numerose figure del mondo dello sport, della cultura e delle istituzioni.
Si sono registrati così gli interventi di Adrio Zannoni presidente della Federazione Pugilistica Italiana CR Lazio; del presidente del Coni Lazio Alessandro Cochi; del presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota; della coordinatrice Simona Pellis; dal senatore della Repubblica Roberto Menia; del campione olimpionico Abdon Pamich, medaglia d’oro a Tokyo ’64 e altra leggenda dello sport italiano.
E poi ancora i registi Francesco Sala e Alberto Di Giglio; la giornalista scrittrice Silvia Guidi dell’Osservatore romano; Domenico Interdonato dell’ Unione Cattolica Stampa Italiana. Commoventi e pieni di pathos gli interventi di Michela Pellegrini, colonna portante della Federazione Pugilistica Italiana, e di Nathalie Bertorello Benvenuti, figlia del campionissimo istriano, che davanti alle immagini del film ha pianto e ha dato una toccante testimonianza della vera profonda amicizia che ha legato il regista siciliano a suo padre.
E questo è stato il commento di Virgadaula dopo la proiezione: “Oggi siamo tutti qui a ricordare Benvenuti, e spiace che Nino non sia più fisicamente fra noi, ma comunque sono certo che lui è stato presente in qualche angolo della sala a vedere il film.
Ringrazio i tanti amici presenti , le molte persone che sono venute da ogni angolo d’Italia da Trieste a Messina, da Napoli a Venezia, e infine i tanti preziosi collaboratori che mi sono stati vicini in questa straordinaria avventura”. Il film documentario tratto dall’omonimo racconto dello stesso autore “Nino Benvenuti, un campione per amico” (Maurizio Vetri Editore) si è avvalso della splendida colonna sonora di di Danilo Marianelli, con i contributi di Maria Sicari e di Mr. Paganini autore di “Fuori i secondi”, il bellissimo brano che chiude il film sui titoli di coda.
Il montaggio del lungometraggio è stato di Vincenzo Di Giacomo. Nel team tecnico e artistico anche Vincenzo La Gioia, Pino Bonanno, Francesco Lombardo, Stefano Coccia, Michela Scarlett, Antonio Santafede, e la giovane attrice Deborah Borrello nel ruolo di Norma Cossetto.
Il lungometraggio è stato realizzato dal Museo del Cinema “Pina Menichelli”, con i patrocini della Federazione Pugilistica Italiana, dell’Unione degli Istriani e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana – Regione Sicilia. Il supporto delle preziose immagini fornite dell’Istituto Luce e gli innumerevoli contributi fotografici e documentali, concessi da appassionati e collezionisti privati, hanno consentito una importante ricostruzione della carriera di Benvenuti coincisa con gli anni d’oro del boom economico, gli anni in cui l’Italia usciva dagli anni bui del dopoguerra e tornava a brillare di luce propria grazie alla moda, allo sport, al cinema, al nuovo sviluppo industriale che la ricollocava fra le nazioni più importanti al mondo.







