Una nuova frana e il rischio concreto di isolamento totale di Niscemi finiscono al centro di un’interrogazione formale al Libero Consorzio comunale di Caltanissetta. A presentarla è stata la consigliera provinciale Annalisa Maria Petitto, che chiede interventi immediati dopo il cedimento del 25 gennaio che ha portato alla chiusura completa della Strada provinciale 10, aggravando una situazione già critica.

Il nuovo movimento franoso si aggiunge infatti a quello del 16 gennaio scorso, che aveva già determinato l’interdizione della SP12. Due arterie fondamentali fuori uso che hanno compromesso i collegamenti tra Niscemi, Gela, Catania e Caltanissetta, con pesanti ricadute sulla vita quotidiana di residenti, studenti, lavoratori e sul comparto agricolo e produttivo del territorio.

Secondo quanto segnalato nelle ultime ore, l’emergenza avrebbe anche risvolti sociali: alcune famiglie sarebbero state costrette a lasciare le proprie abitazioni, un elemento che rende il quadro ancora più delicato e che, secondo Petitto, impone un coordinamento immediato tra tutti gli enti competenti per la sicurezza e l’assistenza alla popolazione.

«Non siamo davanti a un episodio isolato – sottolinea la consigliera – ma a una vera emergenza viaria e di rischio idrogeologico». Con SP10 e SP12 chiuse, l’unico collegamento rimasto è la SP11 Niscemi–Vittoria, una strada già nota per la sua pericolosità e ora destinata a sopportare un traffico eccezionale, con un conseguente aumento dei rischi per l’incolumità pubblica.

Nell’interrogazione, indirizzata al presidente del Libero Consorzio Walter Tesauro e agli assessori competenti, Petitto chiede chiarimenti sulle cause delle frane, sullo stato degli studi geologici e tecnici, sugli interventi urgenti per il ripristino della SP10 e sulla messa in sicurezza della SP11. Viene inoltre sollecitata l’attivazione di un tavolo tecnico straordinario con Comune di Niscemi, Genio civile, Protezione civile e Regione Siciliana per definire un piano urgente sulla rete viaria provinciale.

La richiesta è quella di risposte rapide e trasparenti, con il coinvolgimento delle strutture tecniche regionali e, se necessario, di ulteriori supporti operativi, per evitare che l’emergenza si trasformi in una crisi strutturale e duratura per il territorio niscemese.