Il Codacons solleva preoccupazioni e chiede chiarimenti alla Regione Siciliana riguardo alla frana di Niscemi. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia il 29 gennaio, nessuno dei progetti finanziati in Sicilia con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la prevenzione del dissesto idrogeologico riguarderebbe il territorio di Niscemi, nonostante il rischio conclamato e documentato da decenni.

In Sicilia risultano finanziati complessivamente 46 interventi per il contrasto del dissesto idrogeologico, per un totale di circa 115,8 milioni di euro, di cui oltre 99 milioni provenienti dal PNRR. Tuttavia, a fronte di una frana reale con gravi conseguenze per sicurezza e vivibilità, Niscemi non compare tra i territori destinatari dei finanziamenti.

Secondo l’articolo, l’esclusione sarebbe legata al fatto che nessuna richiesta di inserimento sarebbe stata avanzata nell’ambito dei progetti finanziabili. Una circostanza che, se confermata, solleva interrogativi seri: come è possibile che un’area a rischio conclamato sia rimasta esclusa dai programmi volti a prevenire tragedie annunciate?

Il Codacons chiede al Presidente della Regione Siciliana di fornire chiarimenti urgenti, spiegando le ragioni dell’esclusione di Niscemi dai progetti PNRR e dagli altri fondi destinati alla sicurezza del territorio. L’associazione vuole accertare se vi siano state omissioni, ritardi o mancate attivazioni amministrative che hanno penalizzato la comunità.

«Se quanto riportato dalla stampa fosse confermato, si tratterebbe di un paradosso inaccettabile: ingenti risorse pubbliche stanziate per la sicurezza del territorio, mentre una comunità colpita resta priva di interventi strutturali», sottolinea il Codacons.

L’associazione annuncia che, in assenza di risposte tempestive, valuterà ogni iniziativa utile a tutela dei cittadini e della sicurezza del territorio, affinché il dissesto idrogeologico venga affrontato con prevenzione e non solo a seguito dei danni.