A fatica, e con accresciute perplessità sul futuro di questo giornale, torniamo in edicola dopo una pausa di riflessione, che per tradizione è stata sempre circoscritta al periodo pre/post natalizio e che per la prima volta è stata lunga e utilizzata per decidere se tornare in edicola o prolungarne l’assenza in via definitiva, senza neppure dar conto ai lettori fidelizzati.  

É stato un travaglio che ha logorato chi per più di 40 anni, con passione e dedizione, ha tenuto in vita questa storica testata, grazie anche alla preziosa colllaborazione di colleghi che hanno voluto far parte (o tornare a farne parte) di questa famiglia. Uno su tutti, il collega Franco Infurna, che ringrazio pubblicamente.

Aggrappandoci a nuovi stimoli – (il restyling del nostro sito web, già messo in rete, opera di Enzo Di Dio) – rieccoci  in edicola, con rinnovata voglia di continuare ad essere tra i principali protagonisti dell’informazione, locale e non solo.

Il mondo è cambiato, è cambiata l’Italia, è cambiata la nostra città, retta da più di un anno da una rinnovata classe politica. Ancora presto per giudicare se i cambiamenti prenderanno la direzione giusta, quella dell’impegno finalizzato a risollevare le sorti di una comunità, verso la quale nel tempo, sono state riservate poche attenzioni. Gela non ha bisogno di balli e di concertini. Fumo negli occhi. Ha bisogno di nuove opportunità di lavoro, di decoro, di nuove infrastrutture. Avrebbe bisogno – a dire il vero – anche di una informazione libera.

Tra meno di due anni saremo chiamati alle urne per rinnovare Camera, Senato e Ars. Vorremmo poter salutare l’avvento di una nuova e illuminata classe politica che metta al bando quelle incrostazioni che ancora tengono sotto scacco una comunità che non sa reagire e che preferisce far da spettatrice passiva. Dovrebbe piuttosto indignarsi, protestare, pretendere i suoi diritti. 

Noi, come abbiamo sempre fatto, cercheremo di fare la nostra parte, restando aperti ad un confronto libero e democratico.