È partito oggi a Niscemi il monitoraggio tecnico-scientifico sul movimento franoso che interessa parte del territorio comunale, avviato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) su richiesta della Presidenza della Regione Siciliana, con l’obiettivo di analizzare il fenomeno e garantire la sicurezza della popolazione.

L’attività di sorveglianza straordinaria sarà svolta in stretta collaborazione con i dipartimenti della Protezione civile nazionale e regionale e prevede una serie di studi avanzati per comprendere l’evoluzione della frana e individuare misure di tutela del territorio.

«La sicurezza dei cittadini è la nostra priorità assoluta – ha dichiarato il presidente della Regione Renato Schifani – ed è per questo che ci affidiamo a istituti di rilevanza scientifica internazionale. Attraverso indagini rigorose e tecnologie avanzate potremo comprendere pienamente il fenomeno e mettere in campo interventi mirati per la salvaguardia della popolazione».

Nel dettaglio, l’Ingv realizzerà un monitoraggio geochimico per individuare eventuali anomalie di gas crostali, con particolare attenzione al metano, affiancato da un controllo geofisico basato sull’installazione di una rete di stazioni Gnss distribuite lungo l’area interessata dalla frana. Il sistema consentirà di rilevare in tempo reale gli spostamenti del suolo e le accelerazioni del movimento.

Nello stesso tempo, l’Ogs condurrà indagini del sottosuolo attraverso una prospezione geoelettrica tridimensionale e una prospezione sismica ad alta risoluzione, strumenti che permetteranno di individuare eventuali piani di scivolamento e di definire con maggiore precisione i volumi di terreno coinvolti nel fenomeno franoso.