Martedì scorso, il procuratore della Repubblica del tribunale di Gela, Salvatore Vella, ha raggiunto Niscemi per incontrare le autorità impegnate negli interventi di sostegno alla popolazione e, in municipio, ha incontrato i cronisti per una lunga conferenza stampa durante la quale il magistrato ha puntualizzato alcune cose che erano state oggetto di polemiche.
Ecco il testo dell’intervento del Procuratore e alcune delle tante domande dei giornalisti
«Questo fascicolo non resterà a carico di ignoti per lungo tempo.
Abbiamo in corso acquisizione di documenti, ne abbiamo già acquisito in quantità non indifferente, oltre a documenti cartacei anche immagini, foto satellitari. Abbiamo immagini radar che vengono messe a disposizione dall’agenzia spaziale italiana su cui sta lavorando già la protezione civile.
L’acquisizione di documentazione sarà rivolta a diverse autorità pubbliche che hanno competenze sul dissesto idrogeologico il Sicilia, oltre che nel comune di Niscemi.
Abbiamo avuto una interlocuzione con gli organi centrali della polizia di Stato per avere a disposizione un sistema che anche con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ci potrà consentire di processare meglio la mole di informazioni.
Siamo collegati con il centro operativo che è installato presso il comune di Niscemi. Abbiamo chiaramente un ottimo collegamento anche con la prefettura di Caltanissetta, che ringraziamo per il lavoro che stanno svolgendo.
Noi non ci sostituiremo all’attività della protezione civile nella messa in sicurezza e nella tutela della popolazione, noi faremo un discorso diverso. Partiremo dall’evento frana, che come sapete è ancora in corso, per risalire indietro nel tempo, per accertare quali sono state le cause di questo evento, che è enorme e che attualmente non ha uguali sul territorio europeo.
Dalle cause dovremmo andare a risalire se l’evento era prevedibile come sembra emergere da diversi documenti che attualmente sono pubblici. Ma non ci basterà questo per l’accertamento della responsabilità penale. Andremo ad accertare oltre che se l’evento era prevedibile se era prevenibile, cioè se un evento di queste dimensioni poteva essere in qualche modo prevenuto.
Fatti tutti questi accertamenti, entreremo nelle valutazioni giuridiche, cioè per capire chi avrebbe potuto eventualmente impedire questo evento e non lo ha fatto o chi invece, con condotte attive ha contribuito eventualmente a causare questo evento.
Quindi noi ragioneremo sia sul fronte frana, quello che oggi è un dirupo e ieri era una zona di Niscemi, e anche su tutto quell’aspetto che riguarda il carico edilizio che si è creato sul comune di Niscemi.
Le nostre indagini avranno molto a che fare con la gestione delle acque e ci avvarremo della collaborazione di tre consulenti tecnici. Sono tre professori universitari del dipartimento Scienza della Terra dell’università di Palermo che agiranno contestualmente con la nostra polizia giudiziaria (commissariato di Niscemi, la squadra mobile di Caltanissetta.
La nostra indagine partirà in linea di massima dalla frana del 1997. Abbiamo avuto contatti già con la procura di Caltagirone perchè c’è stato un procedimento penale per quel disastro e tutto quello che può essere rilevante prima del ’97 eventualmente verrà acquisito».
– Avete ascoltato già qualcuno?
«Non ancora. Ma come ho detto già vi assicuro che questo procedimento non finirà a carico di ignoti».
– Avete parlato del peso gravante sulla collina, quindi acquisirete documenti sulle variazioni catastali della zona?
«E’ inutile nasconderlo, qui quello che è importante è il carico che su questo pianoro è stato creato. E il carico è dato sia dall’acqua (che possono essere acqua piovana o acque reflue) e su quello che l’uomo ha costruito sopra che chiaramente è il peso maggiore. Tutto questo sarà oggetto dei nostri accertamenti».
– Responsabilità amministrative o politiche?
«Quello che possiamo dire è che non ci fermeremo qualunque sarà il livello dei soggetti coinvolti. Non guarderemo in faccia nessuno. Attualmente indaghiamo per disastro colposo e danneggiamento a seguito di frana. Il disastro colposo appunto è una attività colposa, quindi presuppone che qualcuno non ha fatto qualcosa colposamente, il danneggiamento invece se qualcuno ha fatto qualcosa che ha causato la frana. Due fattispecie di reato diverse e queste sono le due matrici su cui ci muoviamo».
– Ascolterete a breve delle persone?
«Assolutamente sì. Abbiamo già programmato tutto quanto dividendo compiti tra squadra mobile, commissariato e consulenti».
– Sentirete anche il ministro Musumeci?
«Questo non lo possiamo certo anticipare a voi della stampa».







