La sconfitta maturata nella trasferta ennese ha tutti i requisiti per essere etichettata come una vera e propria umiliazione sportiva. Non tanto e non solo per il risultato, ma per le modalità con cui è arrivato. Le partite si possono perdere, ma non in questo modo, incassando sei reti contro l’Enna che sicuramente non è una corazzata. Il Gela conferma ancora una volta tutti i suoi limiti, proprio nel momento in cui, dopo le incoraggianti prestazioni contro Acireale e Athletic, sembrava aver trovato equilibrio e continuità.

Al “Generale Gaeta” la formazione biancazzurra si è presentata fortemente rimaneggiata, con assenze pesanti in tutti i reparti: Sbuttoni, Giuliano, Giacomarro, Teijo, Maltese e Flores Heatley, tutti elementi fondamentali nello scacchiere tattico di mister Misiti. Le numerose indisponibilità rappresentano certamente un fattore rilevante, ma non possono giustificare una prestazione così scadente, soprattutto sotto il profilo mentale. Dopo aver subito il gol del pareggio, la squadra si è progressivamente disunita, smarrendo compattezza e fiducia.

Fino al 40’, infatti, la difesa è stata artefice di una buona prova. Argentati ed Eguaseki, in particolare, si erano distinti per solidità e attenzione. Poi, l’episodio che ha cambiato l’inerzia della gara: un retropassaggio impreciso e fuori misura di Gigante indirizzato al difensore numero 28, ha spalancato la strada agli avversari, e da quel momento il Gela si è sciolto sotto i colpi gialloverdi, incapace di reagire.

A centrocampo si è avvertita in modo evidente l’assenza di Teijo. Sono mancate in particolare l’interdizione e le geometrie che l’argentino garantisce in mezzo al campo.  Cangemi, fino al momento del pareggio, aveva disputato una prova ordinata, cercando di dare sostanza e ordine alla manovra. Siino, adattato in un ruolo non suo per sopperire all’assenza di Giacomarro, ha offerto una prestazione sufficiente nella prima parte di gara, senza particolari sbavature ma anche senza guizzi. Decisamente sottotono Bollino, apparso lento nelle letture e impreciso nella gestione del pallone. Da segnalare, invece, l’ingresso di Sinatra, che nonostante il contesto difficile e la situazione compromessa ha provato a dare ordine e lucidità alla manovra, mostrando personalità.

Il reparto offensivo è apparso opaco sin dalle prime battute, con l’unica eccezione rappresentata da Aperi. Il numero 9 biancazzurro ha lottato su ogni pallone, trovando anche la via del gol e distinguendosi per spirito di sacrificio e determinazione. La sua generosità, tuttavia, non è bastata a compensare le difficoltà collettive. È complicato trascinare la squadra quando la maggior parte dei compagni appare fuori partita, sia mentalmente che tecnicamente.

Nel complesso, è una gara che lascia poche attenuanti. Il risultato parla da sé e conferma alcune fragilità già emerse nel corso della gestione Misiti: la difficoltà nell’avere continuità in termini di risultati utili (mai oltre i due consecutivi) e l’incapacità di reagire una volta passati in svantaggio. La sosta arriva in un momento opportuno, permettendo al tecnico di recuperare gli indisponibili e di lavorare sull’aspetto mentale, oltre che su quello tattico.

È cruciale lasciarsi alle spalle questa batosta e trovare le motivazioni per vincere contro il Milazzo, che il 15 marzo sarà avversario dei biancazzurri al ‘Presti’. Complessivamente la stagione non è compromessa per quanto concerne la classifica, ma questa tragica trasferta ennese resterà una macchia nella stagione dei biancazzurri.

LE PAGELLE DI ANTONIO FAVITTA

Colace: Due errori gravi pesano sul risultato. 4,5

Argentati (sostituito al 39’st): Bene all’inizio, poi causa un rigore. 5,5

Petta: Buon avvio, poi cede con la squadra. 5

Eguaseki (sostituito al 26’st): Due errori decisivi, giornata negativa. 4,5

Berto: Poco incisivo, resta ai margini. 5

Cangemi: Parte bene, poi scompare. 5

Siino: Fa 90’ quasi sempre fuori ruolo, non incide. 5

Bollino (sostituito al 19’st): Troppo lento nelle scelte e tanti palloni persi. 5

Gigante (sostituito al 1’st): Evanescente, con errore che propizia il pareggio. 5

Tuccio (sostituito al 14’st): Un assist a referto, ma non basta. 5,5

Aperi: Segna e lotta fino alla fine. 6

Baldeh (subentrato al 1’st): Non dà la scossa in attacco. 5

Sinatra (subentrato al 14’st): Prova a mettere ordine a partita già compromessa. 6

De Caro (subentrato al 19’st): Prova qualche spunto, poco concreto. 5,5

Cona (subentrato al 26’st): Esordio in contesto difficile. S.V.

Ferrigno (subentrato al 39’st): Entra tardi, senza poter incidere. S.V.

Misiti (allenatore): Partita disastrosa, squadra mentalmente assente. 4,5