Sei schiaffi fanno rumore. Ma a fare ancora più rumore, stavolta, è stato il post gara. Il 6-1 incassato dal Gela sul campo dell’Enna non è soltanto una sconfitta pesante. È la fotografia, sbiadita e impietosa, di un momento che va oltre il rettangolo verde. Al “Generale Gaeta” il Gela è apparso fragile, disunito, quasi rassegnato. Una squadra che non ha reagito e quando il calcio diventa il riflesso di ciò che accade fuori, il campo non perdona. Il giorno dopo, però, la sconfitta è passata in secondo piano.

A scuotere la città è stato il messaggio dei calciatori: parole misurate ma durissime, affidate ai social, in cui hanno chiesto rispetto e parlato apertamente di problemi extracampo. “Come mai quest’anno ci siamo assunti sempre la responsabilità di quanto accaduto nel bene e nel male e di certo non ci tiriamo indietro adesso dopo una sconfitta così pesante. Noi uomini veri siamo pronti a metterci la faccia ieri oggi e sempre. Perciò chiediamo scusa ai tifosi e alla città di Gela che di certo non meritano e non merita questo tipo di umiliazioni. Siamo andati avanti fino ad oggi nel rispetto dei tifosi e della città superando ogni ostacolo che ci si poneva di fronte, ma a tutto c’è un limite prima che calciatori siamo uomini e padri di famiglia e quando si superano certi confini allora è giusto fermarsi e farsi delle domande. Da oggi non siamo più disposti a prenderci responsabilità che non abbiamo da oggi non siamo più disposti a farci mancare di rispetto. Il tempo delle parole e promesse è finito.

Da oggi pretendiamo che chi di dovere intervenga affinché vengano chiarite tante cose, affinché si possa finire la stagione con dignità”. La società ha risposto con una nota dai toni più istituzionali, parlando di disponibilità al confronto e negando situazioni gravi: “La società Gela Calcio, rammaricata per la pesante sconfitta maturata ieri ad Enna, intende chiarire la propria posizione rispetto a quanto condiviso dalla squadra sui canali social personali. Allo stato attuale non risultano alla società evidenti o gravi problematiche di alcuna natura. Nel rispetto dei ruoli e con senso di responsabilità verso la città e i tifosi, la società ribadisce la propria totale disponibilità ad ascoltare e approfondire eventuali situazioni che dovessero essere emerse, al fine di affrontarle nelle sedi opportune e con spirito costruttivo.

Il Gela Calcio ritiene fondamentale preservare unità, dialogo e serenità, elementi indispensabili per proseguire il percorso sportivo con equilibrio e responsabilità. Ogni confronto avverrà internamente, con l’obiettivo comune di tutelare la squadra, la società e l’intera comunità biancazzurra”. Un tentativo di riportare la vicenda entro i confini del dialogo, di evitare che lo strappo diventasse insanabile. Ma la sensazione è che la frattura esista e sia profonda. I tifosi chiedono chiarezza. Anche sul piano organizzativo le difficoltà non sono mancate, dettagli che, sommati, costruiscono un quadro complicato. Adesso la palla torna alla dirigenza e allo spogliatoio. Il Gela ha ancora margini per chiudere con dignità il campionato, ma deve ritrovarsi e la settimana di sosta è più che mai utile.