Il Liceo Scientifico “Elio Vittorini” lancia la seconda edizione di “Una Poesia Sospesa”. Due giorni di laboratori al Macchitella Lab, un poeta di fama internazionale ospite, centinaia di studenti protagonisti. Sabato 21 marzo, le poesie tornano in Piazza Umberto I.
Una poesia appesa a un filo di rafia in mezzo a una piazza. Chiunque passi può prenderla e portarla a casa. È questa l’immagine che meglio racconta Una Poesia Sospesa, l’iniziativa culturale promossa dal Liceo Scientifico “Elio Vittorini” di Gela che, giunta alla sua seconda edizione, ha dimostrato di saper coinvolgere studenti e cittadini.
La manifestazione — svoltasi il 18 e 19 marzo tra i nuovi spazi del Macchitella Lab e destinata a concludersi sabato 21 marzo in Piazza Umberto I con la premiazione — non è semplicemente un concorso scolastico. È un modo di restituire alla città le voci dei suoi ragazzi.
Nasce da un’idea, diventa un progetto collettivo
A fare da seme a tutto questo sono state due professoresse del Vittorini: Eliana Casano e Sonia Presti e Germana Impellizzeri. L’anno scorso, nella prima edizione, l’iniziativa era rimasta prevalentemente interna all’istituto. Quest’anno, con l’arrivo della nuova dirigente scolastica Serafina Ciotta e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura guidato da Peppe Di Cristina, il progetto ha compiuto un salto di qualità, aprendosi a tutte le scuole del territorio.
«Quando sono arrivata al Vittorini ho abbracciato subito questa idea – racconta la professoressa Ciotta–. L’anno precedente era rimasta un’attività interna: i ragazzi erano stati coinvolti nella scrittura e poi avevamo fatto la manifestazione in piazza. Il riscontro era stato molto positivo, anche da parte dell’amministrazione comunale. Così quest’anno ci siamo spinti un po’ oltre»
Un “oltre” concreto: un concorso aperto a tutte le fasce scolastiche, sezioni distinte per età, laboratori creativi di due giorni tenuti gratuitamente da autori e formatori. “Devo ringraziare pubblicamente tutti gli autori che hanno accolto il nostro invito e stanno tenendo i laboratori gratuitamente,” sottolinea la dirigente.
La partecipazione ha superato ogni aspettativa.
«Hanno partecipato in tanti, altissima qualità. Sono molto contenta ma tanto emozionata, perché i contenuti sono molto vari e ci danno uno spaccato di quelli che sono i pensieri di questi ragazzi. Ci sono le riflessioni personali, il riferimento alla guerra, alla pace, alle mancanze, alle lontananze».
Tra le opere pervenute figurano anche una ventina di poesie in inglese e altre scritte in siciliano, a testimonianza di una generazione che si muove tra le lingue senza perdere le radici.
E quando le viene chiesto se i ragazzi abbiano davvero mostrato sensibilità, la risposta della dirigente suona quasi come un esame di coscienza collettivo per gli adulti: «Assolutamente sì, hanno mostrato una sensibilità profondissima».
Non solo studenti gelesi. Un gruppo di ragazzi polacchi in visita al Vittorini è stato coinvolto nei laboratori. «È casuale che siano arrivati in questo periodo – ammette Ciotta – però siccome ci piace condividere le nostre buone pratiche, li abbiamo invitati e i docenti hanno accolto di buon grado questo invito».
Macchitella Lab: una struttura aperta alla città
I laboratori si sono svolti negli spazi del Macchitella Lab, che si sta affermando come punto di riferimento culturale tra i più vivaci della città. Una scelta non casuale, spiega l’assessore alla Cultura Peppe Di Cristina, che ha sostenuto con forza l’iniziativa fin dalla prima edizione: «È una struttura che ha proprio come missione quella di essere aperta alla città. È l’idea e la visione che ha avuto fin dall’inizio Eni nel progetto della struttura: un progetto di una struttura aperta».
Una vocazione che trova in Una Poesia Sospesa una delle sue espressioni più autentiche: giovani, creatività, comunità che si incontrano in uno spazio pensato esattamente per questo.
Rondoni: Ai ragazzi la poesia interessa
Grande attesa aveva suscitato la presenza del poeta di fama internazionale Davide Rondoni, protagonista di un incontro dedicato alla lettura e al commento dei grandi testi della poesia contemporanea e classica. Il suo messaggio è stato diretto: «Ai ragazzi la poesia interessa. Varie volte non interessano i professori che parlano di poesia. Se ai ragazzi parli della poesia in un certo modo, si appassionano». Rondoni ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale e del suo rapporto con la creazione poetica. La risposta è stata netta: “Il problema non sarà avere macchine intelligenti, ma uomini stupidi.” La tecnologia è uno strumento: ciò che conta è la qualità dell’umanità che lo maneggia.
Sabato in piazza: le parole da portare a casa
La manifestazione si concluderà sabato 21 marzo – Giornata Mondiale della Poesia – alle ore 10:30 in Piazza Umberto, con l’esposizione pubblica dei testi e la cerimonia di premiazione. In piazza verrà allestita un’installazione in cui le poesie saranno appese a un filo di rafia: i passanti potranno scegliere quella che parla meglio al loro cuore e portarla via. Lo stesso meccanismo semplice e potente della prima edizione, che aveva riscosso un successo inatteso.
La Commissione valutativa è composta dall’assessore Giuseppe Di Cristina, dalla dirigente Serafina Ciotta e dalle professoresse Sonia Presti, Eliana Casano e Germana Impellizzeri.
Alla fine, il bilancio più onesto lo fa la dirigente Ciotta: «Forse siamo noi che non siamo capaci di ascoltarli. Una Poesia Sospesa, almeno per due giorni, ha provato a farlo».







