Il Gela esce ancora una volta a mani vuote e, soprattutto, con più dubbi che certezze. Il 2-1 maturato sul campo del Sambiase non è soltanto una sconfitta, ma la fotografia di un momento complicato, in cui ogni errore pesa il doppio e ogni tentativo di reazione appare incompleto.
La gara si era messa subito in salita, con il vantaggio dei padroni di casa arrivato nei primi minuti e figlio di una disattenzione che, a questi livelli, si paga sempre. Da lì in avanti, il Gela ha provato a costruire, ma senza quella lucidità necessaria per fare davvero male. Il possesso non si è tradotto in occasioni nitide, e quando la squadra è riuscita ad affacciarsi con pericolosità dalle parti del portiere avversario, è mancata la precisione negli ultimi metri.
Il copione, purtroppo, è ormai noto. I biancazzurri di Misiti tengono il campo, ma danno la sensazione di poter subire gol in qualsiasi momento. Ed è esattamente ciò che è accaduto nel finale, quando il Sambiase ha trovato il raddoppio sfruttando un’altra ingenuità difensiva. Solo nel recupero è arrivato il gol che ha accorciato le distanze, troppo tardi però per cambiare il destino della partita. Al di là del risultato, è la continuità negativa a preoccupare. Il Gela fatica a vincere, ma soprattutto fatica a dare segnali di crescita.
La squadra sembra smarrire sicurezza non appena le cose si complicano, e questo aspetto mentale rischia di diventare il vero ostacolo da superare in questa fase della stagione. Adesso, però, non c’è tempo per guardarsi indietro. All’orizzonte c’è la sfida contro il Paternò, un incrocio che può dire molto sul futuro immediato dei biancazzurri. Gli etnei chiudono la classifica del girone I con 18 punti e sono quasi chiamati ad un piccolo miracolo per evitare la retrocessione in Eccellenza, seppur le vittorie contro Sancataldese e Acireale, oltre al pareggio per 1-1 contro l’Enna, abbiano riacceso le speranze, che fino a qualche settimana fa sembravano veramente ridotte al lumicino.
All’andata finì 4-1 per il Gela e domenica servirà ripetere quella partita, prima ancora sul piano dell’atteggiamento che su quello tecnico. Servirà una squadra più attenta, più concreta e soprattutto più determinata nel gestire i momenti della gara. Non è più il tempo degli alibi. Contro il Paternò, il Gela ha l’occasione di cambiare il racconto di queste settimane. Per farlo, però, servirà qualcosa in più: carattere, lucidità e quella fame che finora si è vista solo a sprazzi. Perché chiudere bene il campionato deve essere d’obbligo per poter pensare al futuro con serenità e l’unico modo per farlo e tornare a dimostrare di essere la squadra che fino a un po’ di giornate fa ha fatto sognare i tanti tifosi gelesi, che meritano uno spettacolo diverso.
Probabile Gela: Colace; Berto, Argentati, Petta, Sbuttoni, Teijo, Giacomarro, Maltese, Tuccio, Aperi, Flores Heatley







