Il 1° aprile scorso, a 49 anni dalla tragedia, a Niscemi è stato commemorato il carabiniere Caruso con una toccante cerimonia, alla quale ha preso parte il Ten. Col. Marco Montemagno, comandante del reparto territoriale carabinieri di Gela, che insieme ai familiari del decorato, alle autorità intervenute, ad una delegazione dell’Associazione nazionale Carabinieri e delle associazioni professionali a carattere sindacale, ad una nutrita rappresentanza dei militari in servizio e in congedo, ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del militare. La commemorazione è proseguita con una messa di suffragio presso la Chiesa Madre, officiata da don Massimo Ingegnoso.
Cosa accadde il 1° aprile 1977? In contrada “Razzà” a Taurianova (Rc), si stava svolgendo un summit tra esponenti di spicco della ‘ndrangheta. Durante un servizio perlustrativo effettuato dall’appuntato Stefano Condello e dai carabinieri Vincenzo Caruso e Pasquale Giacoppo, quest’ultimi furono feriti mortalmente a seguito di un cruento conflitto a fuoco con i camorristi. Il carabiniere Caruso prima di accasciarsi al suolo era riuscito ad uccidere due malviventi.
Al termine della celebrazione religiosa, è stata data lettura della motivazione con cui il Presidente della Repubblica ha conferito al militare di origini niscemesi la Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”.
Il Comandante del reparto territoriale carabinieri di Gela ha ripercorso la vita dell’eroico carabiniere, evidenziandone la dedizione e il coraggio nel compimento del proprio dovere, ma anche sottolineando i pericoli cui sono quotidianamente esposti gli appartenenti alle forze di polizia nel garantire la sicurezza dei cittadini, talvolta fino all’estremo sacrificio.







