Strade dissestate, quartieri al buio, famiglie che pagano l’acqua a peso d’oro perché la rete idrica non arriva. Sono questi alcuni dei problemi del territorio dell’Area Urbana 9 di Gela, e sono questi i problemi che il Comune dovrà affrontare dopo l’incontro dello scorso 13 aprile tra il sindaco Terenziano Di Stefano e il direttivo dei quartieri periferici: Manfria, Roccazzelle, Punta Secca, Femmina Morta, Montelungo e la zona nord che si estende dal bar 3P all’Aias, lungo via del Cotone. Il sindaco ha ascoltato e si è impegnato ad attivare gli uffici competenti. Adesso, però, bisognerà lavorare affinché alle parole seguano i fatti.
I dossier sul tavolo del sindaco In cima a tutto, la messa in sicurezza della Strada Statale 115. «Ci sono molte buche sulla SS 115», denuncia la presidente Elisa Brentino. «Il sindaco ha già inoltrato una Pec all’Anas per il ripristino del manto stradale, ma i cittadini aspettano da troppo tempo».
Altrettanto urgente il tema dell’illuminazione pubblica. «Alcune zone di Manfria non hanno luce», spiega ancora Brentino. «Penso all’area dove c’è l’Aias, a via Torre di Manfria dove i lampioni funzionano male, e a Montelungo, che si trova nella stessa situazione». Buio e strade dissestate: una combinazione che mette a rischio la sicurezza di chi vive in questi quartieri ogni giorno.
Ancora più grave la situazione infrastrutturale: intere zone di Manfria e le aree nord non sono raggiunte dalla rete idrica e fognaria. Chi abita qui dipende dalle autobotti private, a costi insostenibili. Il consigliere comunale del Pd Antonio Cuvato, vice presidente della commissione toponomastica e consigliere provinciale, inquadra la questione: «Stiamo lavorando per realizzare i progetti in Ati(Assemblea Territoriale Idrica) per l’espansione della rete idrica e fognaria. Una volta pronti, seguiranno l’iter per i finanziamenti regionali». Sul fronte immediato, Cuvato aggiunge: «L’acquisto di un’autobotte comunale è indispensabile per calmierare i costi che oggi ricadono sulle famiglie. Le autobotti comunali sono state rottamate quattro anni fa e non sono mai state sostituite».
A questi si aggiunge il caos toponomastico. «A Manfria i numeri civici sono stati messi a caso dagli stessi abitanti», racconta Brentino. «Non c’è stata nessuna regia comunale». Una situazione che Cuvato allarga all’intera città: «Siamo indietro di vent’anni. A Gela ci sono strade senza nome e portoni senza numero civico. Serve un riordino completo, e stiamo lavorando per avviare un confronto con i settori comunali competenti».
Il campetto di via delle Sorbe: un pericolo per i bambini
Tra i casi urgenti segnalati dalla Brentino c’è quello del campetto pubblico di via delle Sorbe, affidato in gestione a un privato ma abbandonato al vandalismo. «È pericoloso», dice senza giri di parole. «I bambini ci entrano lo stesso, e la struttura non è sicura. Il Comune deve intervenire subito».
Disponibilità sì, ma servono i fatti. Il direttivo era composto dalla presidente Elisa Brentino, dal vice presidente Giacomo Di Fede e dai consiglieri Martina Incorvaia, Gianluca Internullo, Andrea Migliore, Rita Greca, Paola Pietradura, Francesco Vacirca e Davide Catania.
«Dopo anni di attese», recita la nota diffusa al termine dell’incontro, «è arrivato il momento di passare dalle parole agli interventi reali». L’Area Urbana 9 chiede rispetto, servizi, sicurezza e attenzione amministrativa. Il tempo degli incontri come fine a se stessi, avvertono, è finito.







