Il Salone del Libro si conferma uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del territorio, capace di crescere fino a diventare un progetto condiviso tra scuola e città.
A margine della manifestazione, abbiamo raccolto commenti e sensazioni di alcuni protagonisti presenti al Macchitella Lab, dove è stato presentato il libro della scrittrice Maria Grazia Fasciana, che è anche consigliere comunale del Pd e di cui ci siamo occupati nel numero scorso.
Un Salone che diventa città
Non più soltanto un’iniziativa scolastica, ma una manifestazione diffusa. «È un evento che oggi riguarda soprattutto la città», ha sottolineato la dirigente scolastica Viviana Aldisio. «Negli anni abbiamo ampliato la visione, coinvolgendo tutte le fasce d’età, dai più piccoli agli adulti». Un risultato reso possibile da una rete territoriale sempre più ampia: «Si è creata una collaborazione concreta con scuole, istituzioni e realtà locali. Questo significa fare comunità».
Aldisio: «Una rete che ha fatto crescere il progetto»
La dirigente ha evidenziato il percorso di crescita della manifestazione: «Da piccolo progetto della Verga siamo arrivati a un evento strutturato su più location». Fondamentale l’apertura alla provincia: «Abbiamo ospitato oltre 400 studenti anche da fuori città al Macchitella Lab». Aldisio ha poi sottolineato anche il sostegno istituzionale: «C’è stata una partecipazione diffusa, anche attraverso contributi concreti da parte di più soggetti».
Di Cristina: «La cultura passa dalle scuole»
Per l’assessore alla Cultura Peppe Di Cristina il Salone rappresenta un tassello centrale della strategia culturale cittadina: «Stiamo costruendo un percorso che parte dalle scuole, vere agenzie culturali del territorio».
L’iniziativa, ha spiegato, nasce da una collaborazione tra istituzioni: «Il Salone è un esempio concreto di sinergia tra scuola e Comune, tra Teatro Eschilo, Verga e Macchitella Lab». Un modello che punta a rafforzare il rapporto tra giovani e cultura, anche in chiave educativa e sociale.
Lorefice: contributi concreti oltre le parole
Tra i sostenitori dell’iniziativa anche il senatore Pietro Lorefice, che ha scelto di compartecipare concretamente, così come hanno fatto altri politici. «Limitarsi a dichiarare l’importanza della cultura rischia di restare retorica», ha spiegato, motivando la sua scelta di sostenere il progetto.
Un gesto legato alla complessità organizzativa dell’evento: la manifestazione, articolata su tre giorni e più sedi, richiede infatti risorse significative oltre all’impegno delle scuole e delle istituzioni. Lorefice ha evidenziato come il sostegno diretto sia una forma di responsabilità condivisa in un contesto che punta a rafforzare il tessuto culturale e sociale della città.
Le prospettive future
Lo sguardo è già rivolto ai prossimi appuntamenti. Di Cristina ha anticipato nuove iniziative culturali estive, tra cui una rassegna letteraria all’Orto Pasqualello e un percorso che metta in dialogo cultura contemporanea e radici storiche, anche attraverso la valorizzazione del teatro classico e della tradizione siciliana.Il Salone del Libro si conferma così non solo un evento di successo, ma un progetto in evoluzione che punta a rendere la cultura sempre più centrale nella crescita della comunità.







