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Cronaca

Due cugini arrestati per la rapina a un gioielliere

di Franco Infurna 5 Maggio 2026
la conferenza stampa di stamattina, martedì 5 maggio

La Polizia di Stato di Gela ha eseguito nella notte tra domenica e lunedì due provvedimenti di fermo nei confronti di due cugini gelesi, Nunzio Di Noto, 36 anni, e Luigi Di Noto, 40 anni, entrambi con precedenti penali, ritenuti responsabili di una rapina aggravata commessa lo scorso 24 aprile in Corso Vittorio Emanuele, nei pressi del Museo Archeologico della città. I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura della Repubblica di Gela per il reato di rapina aggravata in concorso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel pomeriggio di venerdì 24 aprile un equipaggio della sezione Volanti del Commissariato di Gela era intervenuto a seguito di una richiesta di soccorso pervenuta tramite il numero di emergenza. Due individui travisati, a bordo di uno scooter, con particolare violenza, avevano aggredito alle spalle un commerciante di gioielli, strappandogli di mano una borsa e uno zaino contenenti gioielli per un valore stimato di circa centomila euro. I responsabili, dopo aver compiuto la rapina, si erano dati alla fuga a bordo dello scooter, privo di targa, lungo le vie cittadine.

Le successive indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Gela, Salvatore Vella, hanno permesso di individuare i presunti autori grazie all’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino. Gli investigatori hanno ricostruito l’intero percorso di fuga dei rapinatori, accertando che lo scooter utilizzato era riconducibile a Luigi Di Noto, il quarantenne, che nel tentativo di eludere le indagini lo aveva ceduto a una terza persona per mille euro. Il trentaseienne Nunzio Di Noto, invece, si trovava a Gela in permesso speciale, dovendo fare ritorno nello stesso giorno a Massa Carrara dove sconta un periodo di affidamento in prova ai servizi sociali.

Il fermo dei due cugini si è reso necessario a causa del concreto rischio di fuga, come sottolineato dalla Procura. La Polizia di Stato ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le diverse sezioni investigative e il contributo determinante delle telecamere di videosorveglianza cittadine, strumenti fondamentali per ricostruire dinamiche complesse e individuare con precisione i responsabili di reati gravi.

Al momento, i due fermati restano a disposizione dell’autorità giudiziaria. La loro eventuale responsabilità sarà accertata solo a seguito di sentenza definitiva, nel rispetto del principio di non colpevolezza sancito dalla legge.

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